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Doppia giornata di fuoco per Ferrara e non per colpa del clima torrido. In meno di 24 ore doppia emergenza sicurezza, ormai estesa come un cancro che colpisce in ogni lato, in ogni via, con la crudeltà di chi regola i propri conti d’interesse malavitoso a colpi di machete fino ad arrivare, a quanto pare, alla comparsa delle armi da fuoco. Altro che far west! Altro che microcriminalità!

Le forze dell’ordine, abbandonate da una politica che non suffraga l’azione di lotta a questo disastro sociale ma latita, quella si, da ogni fronte. Avremmo un assessore alla sicurezza che di fronte a tutto questo dovrebbe essere in prima fila a difendere la città: provate a contattarlo alla sua email: un risponditore automatico vi dirà: “sono assente, per le emergenze chiamate…”

Che l’assessore Modonesi sia assente lo abbiano capito da anni! Nel mezzo di una profonda crisi di sicurezza sociale lui decide di assentarsi e rendersi reperibile solo per le emergenze.. a quali emergenze farà riferimento? I regolamenti di stampo mafioso tra bande che ogni giorno seminano la città di terrore e sangue, (perché di mafia ormai dobbiamo parlare, ormai come le sentenze di condanna a decine di anni per i mafiosi nigeriani già comminate a Torino e Palermo dimostrano che anche le Procure possono e devono agire subito) non lo sono? I colpi di machete non bastano? L’assessore sta forse aspettando il morto (che non ci augureremo MAI!) per ritenere che rientrare nella sua città non é una sua facoltà ma un suo dovere? Ma che razza di figura politica ci troviamo davanti? Assente per i suoi cittadini, assente per i feriti, le rapine, assente per le forze armate abbandonate da una mancanza di strategie bollate anni or sono da un’altra “lungimirante” assessora come percezioni! Queste percezioni si sono sporcate troppo di sangue in questi anni, in un silenzio amministrativo ignobile e complice.

Percezioni fatte di una pessima integrazione che ha servito a gonfiare le casse dell’accoglienza mal gestita da quell'assessore che non ha capito nulla del fenomeno che stava sclerotizzando con ondate incontrollate di soggetti di cui neanche si é voluto accertare lo stato di integrità morale. La mafia si crea dove il terreno si fa fertile per sviluppare la pianta della malavita.

Percezioni fatte di mafie straniere, di droga nascosta nei parchi, di persone rinchiuse in casa per paura fino a un centro storico governato da organizzazioni che si spartiscono il territorio.

L’assessore non capisce che é fin tardi per muoversi, sbattere i pugni e guardare in faccia questa crisi per quella che é: MAFIA: bande organizzate con finalità delittuose che si spartiscono il territorio per spaccio o prostituzione o racket. Qui non siamo di fronte a un fenomeno di una o due persone che se le danno di santa ragione: c’é una metodica, furibonda e selvaggia guerra tra clan organizzati per controllare un mercato illecito. Le forze politiche, quelle giudiziarie é in questa ottica che devono organizzare la repressione. Non siamo ai casi isolati, a due o tre facce cattive: qui c’é metodo, organizzazione, territorio da spartire e regole implicite che se non rispettate portano ai colpi di machete! Siamo a strutture armate che si muovo per colpire il “nemico” che ha sbagliato. Vogliamo aprirli gli occhi e renderci conto che le percezioni si chiamano associazioni mafiose di stampo criminale?

Dalle percezioni alle assenze, all’inutilità dell’assessore che paghiamo per tutto questo e che aveva pure l’ardire di ambire alla carica di Sindaco! Il 4 marzo, per fortuna, questa sciagura l’abbiamo evitata.

L’assessore all’insicurezza non merita che rintanarsi nella sua assenza fisica e politica e possibilmente non tornare più a Ferrara. Per decenza potremmo dire. Irreperibile quando le vie della sua città sono sporche di sangue. Di una figura così inetta se ne può fare a meno.

Buone vacanze assessore. Firmi la lettera di dimissioni e si goda una lunga vacanza lontano da qui, lei che con le sue assenze e le sue percezioni ha trasformato una meravigliosa città in un quartiere degno del peggior film sulle organizzazioni criminali. Si porti dietro l’assessora Sapigni e il sindaco suo Tagliani. Della incompetenza Pd ne abbiamo pagato fin troppo le spese.

Ilaria Morghen, consigliere M5S 

Teresa Miglio e Paolo Pennini, referenti Laboratorio Civico

Con un ricorso straordinario, la nuova giunta di Imola, si oppone a Atersir e Hera per i soldi che deve avere per errori nel conteggio della Tari.

I comuni sono obbligati a coprire i costi del servizio rifiuti attraverso l’emissione della Tari che pagano i cittadini. Il costo del servizio lo presenta annualmente Hera con un programma economico (PEF) che viene approvato dall’ente regionale Atersir (presieduto dal nostro sindaco Tagliani..) che poi gira ai comuni perché appunto lo facciano pagare ai cittadini.

Cosa hanno rilevato a Imola? Il conto presentato nei vari anni era sbagliato in eccesso ivi per cui i cittadini hanno pagato per 1,4 milioni in più un servizio che per legge non può prevedere un avanzo di gestione, cioè se il gestore, con l‘avvallo di atersir prevede di spendere 100, quella è la somma che deve essergli riconosciuta con la Tari. Se spende in realtà 90, somme dimostrabili in rendicontazione finale, ecco che ci sono 10 che il Comune deve riavere indietro. Questo in poche parole, ciò che chiede il comune di Imola oggi, guarda caso il primo di un colore politico diverso in 70 anni, non interessato probabilmente a coltivare un buon rapporto con il gestore o Atersir ma a fare gli interessi dei suoi cittadini.

L’ovvietà del principio di una buona amministrazione del denaro pubblico, in particolare collegata alla Tari fu espressa a marzo in sede di dibattito di regolamento Rifiuti quando presentai due emendamenti: uno rivolto alla riduzione della Tari derivanti dall’efficientamento del servizio (Hera annuncia quasi mensilmente investimenti per rendere più produttivo il servizio) e uno in cui proprio per tutelare comune e cittadini, l’amministrazione pubblica si ponesse in autotutela contro gestore e Atersir qualora fossero riscontrate inefficienze, errori, inadeguatezza dei servizi proprio perché è il cittadino che paga. Volevo (forse ingenuamente) che la giunta Tagliani targata PD si tutelasse contro le scelte del presidente Atersir Tagliani del Pd. Ovviamente gli emendamenti sono stati bocciati senza neanche una discussione di merito in consiglio o nelle commissioni competenti, contro le innumerevoli richieste.

Oggi i cittadini stanno ricevendo le bollette, già di per sé poco convenienti, della nuova Tari in cui tra l’altro si riscontrano già errori. Sono stati fatti e continuiamo a fare con lo sportello Anticrisi, attività di supporto all’utente per questo. Ma nasce il dubbio se, oltre a un gestore maldestro, oggi in quelle stesse bollette il cittadino non stia pagando costi extra non dovuti: Sarebbe la beffa finale sugli enormi danni che questa amministrazione ha posto in essere con le calotte.

Come consigliere dell'opposizione non ci si ferma qui. Già supportai la richiesta dei rendiconti dettagliati di Hera a marzo (ma stranamente si dimenticarono di distribuirli alle commissioni competenti con il disappunto del consigliere Fornasini che per primo li domandò) e continuo a richiederli. Verifichiamo il lavoro di questa giunta in merito ai rifiuti e se fossero riscontrati errori come a Imola, a danno delle tasche dei contribuenti, saranno evidenziati nelle sedi opportune.

Il M5s che rappresento è sempre stato arrogantemente tacciato di inesperienza, però stranamente gli “errori” degli esperti PD li ho denunciati alzando la voce in commissioni e consigli altrimenti muti: sola, unica, a proporre ad esempio le modifiche a quel regolamento Tari che il comune ha imposto più a tutela di se stesso che del cittadino-utente. Si è scesi per le strade ad ascoltare cosa non funzionava e le proposte fatte erano e sono di buon senso, tanto che oggi queste battaglie sono pure quelle delle imprese nell’osservatorio rifiuti.

Vorrei un comune che pensasse ai suoi cittadini primariamente anche scontrandosi con una azienda privata multy utilities quotata in borsa: quel poco in più di trasparenza doverosa che si è letto e ho cercato di suggerire negli atti in comune.

Quando ogni cittadino leggerà la bolletta rifiuti dovrà riflettere che sta pagando per le strade coi topi e i rifiuti nei canali e forse persino per una somma non dovuta. Il PD ha perso il senso della realtà da troppo tempo arroccandosi nel palazzo invece di ascoltare le persone. È indispensabile un cambio di governo della città e della Regione Emilia-Romagna.

Ilaria Morghen, Consigliere M5S