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Triste fine del Reddito di Inclusione targato PD in Regione Emilia Romagna

Nei mesi scorsi ci siamo dedicati ad approfondire l’iter di rilascio delle misure varate dal PD a livello nazionale a sostegno del reddito dei cittadini meno abbienti e i suoi esiti a livello della provincia di Ferrara.

In particolare abbiamo seguito e documentato le traversie subite da un cittadino del Comune di Ferrara, che pur avendo i requisiti di accesso, è incappato in un percorso accidentato di pessima informazione e gestione degli Enti interessati all’acquisizione delle domande, pro cessazione e infine vidimazione e rilascio del contributo economico.

Sotto la lente di osservazione sono finiti l’ASP, l’INPS e la Regione Emilia Romagna. Ci sono voluti due interrogazioni, una Comunale e una Regionale e una mozione di censura della Presidente ASP, un esposto alla Guardia di Finanza, per scoperchiare il vaso di assurde inadempienze corredato da una vistosa dose di arroganza e presunzione dei dirigenti coinvolti nonché di una colossale criticità dei mezzi informatici degli enti citati. Domande smarrite, informazioni errate o incomplete, dati sensibili diffusi ai quattro venti con l'ausilio di giornalisti poco attenti, software non funzionanti e ancora dati e carte acquisti mai inviate o inutilizzabili perché prive di PIN allegato.

La trafila inizia a fine 2017 e dal 1 dicembre fino al 4 luglio il nostro Cittadino campione viene rimbalzato tra ASP, INPS, Regione e Uffici Postali. In questa data, dopo essere stato insultato e intimidito pubblicamente per avere denunciato le inefficienze e i soprusi subiti, assiste all’esito del processo: “Sono stato contattato dagli uffici ASP il 4 luglio mattina per un incontro...La signorina, molto cortesemente mi ha fatto presente che: la mia domanda è stata accettata come RES, a cui avevo diritto e mi sarebbe stata erogata la apposita carta col contributo di 80 euro mensili. Che avrei dovuto sostenere in quella data la sottoscrizione del patto del lavoro come da legge sempre per il RES. Le ho fatto notare, avendo la documentazione, che io avevo chiesto il REI e non il RES (il primo nazionale, il secondo regionale, e con somme diverse...) e lei ha verificato questo tanto ma a computer, mi ha detto che non risulta la mia domanda al Rei ma è stata dirottata automaticamente al RES. Solito problema del programma, mi è stato detto ...Ora, io ho avuto diritto al contributo del RES per due mesi (avendo presentato un ISEE di 2700, poiché l’ISEE successivamente pur rimanendo sotto i 6000 euro, presentava in ISRE sopra i 3000 ivi per cui ho perso i requisiti quando è stato elaborato il nuovo ISEE nell’aprile 2018. Però, al momento della domanda, ero nel pieno di quanto previsto. La carta non l’ho mai ricevuta così come la comunicazione che sarei dovuto andare ritirarla. Mi è stato detto che, anche questo disguido è abituale. Per cui sono andato allo sportello amico delle poste (sono solo 4 in tutta la città), dove hanno rintracciato la mia carta che ho ritirato con ben 160 euro dentro, che però non posso usare perché devo ricevere il PIN dalle poste: tempi previsti 20 giorni, cioè fine luglio ma se non ricevo niente devo ritornare in posta a chiedere che fine ha fatto la mia comunicazione.”

Nella risposta alla interrogazione M5S, la Regione Emilia Romagna si sottrae alle responsabilità ed attribuisce in toto ad ASP e INPS il totale disservizio, salvo l'assessore Soliera chiedere di “collaborare" perché la situazione è complicata. Il sistema di trasmissione telematica delle domande a carico dell’INPS è entrato in funzione solo dal 19 marzo e di ciò era consapevole anche l’ASP unificando i procedimenti REI e RES in un unica procedura indistinta. L’INPS è stato l’unico ente deputato alla verifica dei requisiti di accesso ai sussidi ma ha potuto farlo solo dal 19 marzo 2018, quando ASP ha iniziato a inserire le domande. La Presidente ASP Alvisi ha rilasciato dichiarazioni pubbliche in merito ai requisiti di accesso del nostro cittadino campione già in data 11 marzo 2018, subito dopo l’esposto del M5S locale, ma stando a quanto asserisce l’Ente Regionale, non era l’ASP titolata a dare o verificare i requisiti di accesso dei cittadini al sussidio e in ogni caso il software destinato alle procedure ha avuto avvio ben 8 giorni dopo (sistema informatico costato comunque ben 190 mila euro di soldi pubblici). La Presidente Alvisi ha fatto quindi dichiarazioni contrastanti le affermazioni dell’Ente Regionale e a dimostrazione di questo il nostro cittadino campione ha ricevuto il sussidio.

Ma ora analizziamo il presidio a cui gli è stato consentito accedere.

Negli ultimi giorni gli amministratori del PD hanno sbandierato ovunque a mezzo stampa il successo del RES: 500 famiglie beneficiarie nel 2018 a Ferrara. Ma se è vero quanto riportato dalla risposta della regione, le domande REI nazionale potrebbero essere state tutte convertite nel RES regionale. La ragione? Perché probabilmente il RES era più largo nei parametri ma più stretto nei contributi che si ricevevano. Più facile avere i soldi ma se ne ricevevano meno. La nostra ipotesi è che avendo abnormemente tardato il REI per i motivi che sappiamo fino al nostro esposto, onde fare una pessima figura e non erogare nulla, si sia valutato di derubricare al contributo regionale perché o erano terminati i fondi nazionali, (che per il 2017 erano qualche centinaio di milione e che saranno andati a quelle ASP che si sono attivate per tempo) o perché di più immediata misura riparatoria. Abbiamo avuto l’impressione che sia stata un’operazione di rattoppo ai disservizi erogati e quindi abbiano ripiegato su un contributo minimale pur di evitare di dire che non ha funzionato uno strumento nazionale sbandierato ai quattro venti sulla stampa nazionale per i ritardi a loro stessi imputabili.

Comunque, dopo 8 mesi, la carta acquisti il nostro cittadino campione l’ha ottenuta. Riconosciuta e concessa perché i requisiti evidentemente erano soddisfatti, ma facciamo presente che come misura economica non è utilizzabile. Come per lui, ci saranno molte di quelle 500 famiglie che saranno state conteggiate come beneficiarie ma o non la possono usare o l’hanno ricevuta tardi, o semplicemente pur beneficiando della carta, non gli é arrivata la comunicazione di andare a ritirarla, per cui possono esserci tessere dormienti, o non hanno ricevuto il PIN per l’attivazione.

E chiudiamo con ultima riflessione: il RES é presidio regionale, a guida PD e si vota tra qualche mese il cambio di governo. Possono dire che il sistema funziona. Il REI é nazionale, il governo attualmente è affidato a Lega e M5S e possono scaricare la responsabilità del fallimento ad un governo che non lo ha varato ma che si appresta ad approntare il reddito di cittadinanza.

Ilaria Morghen-Portavoce M5S Ferrara

Paolo Pennini-Laboratorio Civico