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Le dimissioni di Vasco Errani, l'uomo del terzo mandato consecutivo non dovuto, l'uomo delle coop rosse, lo sponsor del monopolio di Hera s.p.a. la cui brillante carriera troverà nel nuovo Piano Regionale dei Rifiuti il proprio apice, il regista "occulto" della corsa all'oro delle compagnie petrolifere in Emilia, quello che in una intercettazione si dichiarava indifferente ai pericoli legati alle carenze strutturali dell'ospedale di Conae ora anche personaggio dell'anno per via delle vicende legate al sisma del 2012, a tal proposito chiediamo che lasci ogni incarico, incluso quello di Commissario per la ricostruzione post-terremoto. In sintesi, stiamo parlando del più abile tessitore di trame di potere nella "rossa" Emilia.

Le ripercussioni politiche e sociali dell'uscita di scena di un uomo che accentrava in sè un così alto livello di responsabilità e influenza, potrebbero contribuire a svelare nei prossimi giorni la fitta trama che tiene unita la fortezza, fin'ora inespugnata, del potere PD emiliano romagnolo.

E' per questo, per il timore che il castello scricchioli o crolli, che siamo costretti a sorbirci il nauseante rito della corsa alla solidarietà, vicinanza, attestati di stima verso il grande uomo delle istituzioni, ovviamente " .... nel rispetto della sentenza e nella piena fiducia della magistratura". Le dimissioni diventano un atto eroico, le gesta dell'uomo delle istituzioni vengono oltremodo esaltate, la gravità del reato passa in secondo piano, anzi, sparisce. L'ipotesi di una seria riflessione interna non viene nemmeno sfiorata.

Per favore, facciamo scendere il silenzio sul mantra del vittimismo post-sentenza e conseguente beatificazione del condannato, ascoltato decine di volte e il cui grande maestro è il solito innominabile.
Per favore, si taccia e si lavori da subito per un giusto ricambio consegnato al rito delle urne quanto prima, per non creare vuoti ingestibili e disagi ai cittadini nelle delicate materie affidate alle istituzioni regionali.

 

La metafora calcistica che meglio si addice alla settimana politica che si è appena conclusa a Ferrara è un incredibile 3 a 0 per il M5S. Incredibile non tanto per i 3 goal messi a segno dal M5S, che evidentemente ha iniziato alla grande il proprio lavoro di controllo e di scintilla del cambiamento, ma per lo zero di un gruppo di maggioranza che a più riprese ha fatto fallo o ha lasciato scoperta la porta; e non sono bastate a coprire questi vuoti le dichiarazioni da primo della classe dell'assessore di punta, condite con un pizzico di autocritica tardiva, o le arrampicate del Sindaco per giustificare un modus operandi che fin'ora non era mai stato turbato. E quando parliamo di maggioranza, sia ben inteso, ci riferiamo anche alle forze della ex destra (ad eccezione del solitario Rendine) che sempre più spesso, in ottemperanza ad un copione dettato a livello nazionale, stringono patti col PD pur di isolare quei rompiscatole dei 5 Stelle. Ma andiamo per ordine.

I° goal: odg per il diritto umano alla Pace. Un condensato di principi e valori fondanti del concetto di Pace talmente importanti che non dovrebbero aver bisogno di documenti da approvare, ma piuttosto di proposte politiche concrete per costruirla e renderla stabile. Da qui la proposta M5S di inserire nel documento un passaggio fondamentale per dare concretezza all'odg: ,si richiede al Governo e al Ministro della Difesa di attuare entro l'anno una significativa riduzione delle spese militari e degli armamenti;. Discussione di più di un'ora, con le destre a cercar di dimostrare che le armi non c'entrano nulla con la costruzione della Pace e il PD a supplicare il ritiro dell'emendamento per non mettere a rischio la ,sacra; unanimità. Risultato: emendamento passato, destre contro la Pace. Ferrara prima città a chiedere la riduzione degli armamenti.

II° goal: l'ormai nota risoluzione del M5S sulla delibera di Marattin relativa ai criteri di nomina dei dirigenti delle società partecipate viene respinta nonostante diversi interventi riconoscano il merito di aver portato una novità positiva di confronto all'interno della discussione. Ma i criteri di merito e trasparenza non a posteriori richiesti dai 5 Stelle sono talmente innovativi da costringere ad un dibattito di 2 ore ed è qui che il pallone va in porta. La prova tangibile sono gli interventi del Sindaco che, dichiaratamente seccato, tenta di giustificare certi nomi e relative marachelle riportati alla memoria dalla capogruppo M5S, personaggi che hanno seduto su poltrone strategiche (servizi, lavori pubblici, ecc..) in un passato molto molto prossimo. MAI in quell'aula erano state messe in discussione le scelte del Sindaco per le cariche nelle partecipate e quindi la delibera di indirizzo in oggetto è ,un atto non dovuto;, dichiara apertamente Tagliani. Una sorta di regalia del sovrano?

III° goal: la votazione ,segreta; delle presidenze delle Commissioni consiliari, frutto di preaccordi a cui il M5S non ha voluto piegarsi, inizia tardi e termina alle 21:30 con quello che si rivelerà essere un clamoroso autogoal bipartisan: le schede bianche per ripicca (in un paradossale clima da asilo infantile) all'unica presidenza concessa al M5S portano ad una situazione in contrasto col regolamento. Risultato: i cosiddetti ,turisti della politica;, coerentemente e nel rispetto delle regole, costringono i cosiddetti ,professionisti della politica; a invalidare e rivotare il candidato 5 Stelle al prossimo Consiglio.

Ma incredibilmente, nonostante tutto questo, la peggior porcheria è stato altro ancora: l'approvazione in urgenza, inserita last minute nell'odg (sempre contrari i 5 Stelle), di una delibera dell'assessore Modonesi per poter attingere alla nuova tranche di finanziamenti per il progetto idrovia. I 5 Stelle escono dal campo di gioco al momento del voto per non partecipare a scelte improvvisate, prive del livello di approfondimento necessario e che vanno sempre nella stessa scellerata direzione, quella del danaro pubblico speso per ,grandi opere; che non si faranno mai.

In sintesi, considerando cosa è avvenuto in questa settimana in Consiglio Comunale, non possiamo che essere profondamente preoccupati per come questa città è stata amministrata fino ad oggi, per come le logiche di partito abbiano prevalso sugli interessi dei cittadini ferraresi e per il fatto che la poca trasparenza si sia radicata al punto tale da essere considerata nella norma e sia diventata spesso il paravento dello sperpero di soldi dei cittadini.

Movimento 5 Stelle Ferrara