Vai al contenuto

Le recenti vicende relative alla decisione del Sindaco e della Giunta di Ferrara di procedere a passo forzato verso l'esternalizzazione dei servizi scolastici, pone seri interrogativi sulle modalità con cui si è proceduto a tale imposizione. Fermo restando che il progetto traspariva ampiamente dal programma di mandato del Sindaco, e che, la maggioranza dei cittadini ha voluto riconfermargli la fiducia in sede di votazione comunale, salvo poi redimersi in varie forme, alcune variopinte, come critiche ,poco costruttive;, a margine di articoli giornalistici e lettere al Direttore. Assistiamo alla generale insoddisfazione per l'inefficienza della macchina burocratica ed amministrativa, e allo stesso tempo alla pretesa di chiarezza ed immediatezza decisionale nella corresponsione dei bisogni, unitamente a mio parere, alla confusione ed ignoranza, dei mezzi democratici che sono a disposizione dei cittadini. Così' imperversa il ,ghe pensi mi;, come metodo di governo del territorio, dove ,il valore è il risultato in s√©, indipendentemente dai suoi significati generali e dalle ideologie;, (P. Ceccarelli). Quello che conta è il prodotto. Ma questo può giustificare anche la menzogna? Nella discussione di apertura dei lavori consiliari, proprio sul DUP, avevo già richiamato il Sindaco al rispetto del diritto di informazione, che traspare in maniera evidente sulla base anche di una giurisprudenza costituzionale, che considera questo diritto, un ¬´risvolto passivo della libertà di manifestazione del pensiero¬ª previsto dall'art. 21 della Costituzione.

L'informazione è un insieme di dati che ha un valore per chi la riceve, ed apporta un aumento della conoscenza; in particolare mira a migliorare il rapporto con i cittadini, agevolandoli in modo da facilitarne al massimo le attività. E l'informazione istituzionale, oltre ad essere un servizio al cittadino, soddisfa un suo diritto fondamentale: quello di permettere la partecipazione, piena e consapevole, alla vita del Paese.

Ildiritto all'informazione, insieme agli altri diritti fondamentali, è uno strumento di crescita civile e democratica del cittadino, in quanto, come si evince dagli art. 2 e 3 della Costituzione, consente lo svolgimento della personalità di ciascuno di noi e la rimozione degli ¬´ostacoli che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione pubblica, economica e sociale del Paese¬ª.

Dal 1 gennaio 2013, in attuazione del primo comma dell'art. 35 della L.190/2012, sono entrati in vigore gli obblighi in tema di ,amministrazione aperta;, allo scopo di consentire ai cittadini un controllo democratico sull'attività delle amministrazioni e sul rispetto dei diritti di eguaglianza, imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza dell'azione pubblica.

Leggendo il piano programma 2015 delle Politiche e i Servizi per l'infanzia, ritroviamo al punto a. ,Un processo partecipativo, che vede il coinvolgimento diretto del personale, i genitori, le Organizzazioni sindacali, oltre alla direzione, i Coordinatori Pedagogici , l'Assessore alla Pubblica Istruzione e al Presidente dell'Istituzione, nell'analizzare, progettare e monitorare nuove forme organizzative e gestionali.; Ma subito fioccano le smentite di genitori e sindacati sul loro coinvolgimento nella stesura ed attuazione del piano in questione. Partecipazione che sarebbe garantita anche dall'art. 29 dello Statuto Comunale secondo cui, al fine di migliorare l'efficacia dell'azione amministrativa, il Comune promuove, in forma pubblica, periodiche conferenze, aperte alla partecipazione di persone singole, di associazioni e gruppi di cittadine e cittadini interessati, di organizzazioni sindacali e di categoria, con l'obiettivo di esaminare l'effettiva incidenza sul territorio delle politiche dell'amministrazione, anche a livello decentrato, con riguardo in particolare a settori di intervento fra loro interconnessi.

Ora le norme sulla revisione di spesa, (D.L. n.95/2012, convertito in L. 135/2012), prevedono che l'esternalizzazione del servizio pubblico non debba essere più la soluzione da privilegiare e che ci debba essere più pubblicità sulle motivazioni delle scelte e delle procedure seguite.

Mentre lo Stato costringe gli enti locali a fare sempre più attenzione agli aspetti finanziari nella gestione dei servizi pubblici, in questi ultimi anni abbiano assistito ad una crescente attenzione da parte delle associazioni dei cittadini, per verificare il livello di qualità di erogazione dei servizi; al fine di assecondare questa richiesta con D.P.C.M. del 27 gennaio 1994 è stata emanata una Direttiva per disporre i principi cui deve uniformarsi l'erogazione dei servizi pubblici e stabilire l'obbligo per tutti i soggetti erogatori, pubblici e privati, di definire e di adottare ,standard specifici di qualità e quantità dei servizi;, prevedendo la partecipazione attiva dei cittadini nella loro gestione.

√à stato previsto l'obbligo di adozione, per ciascun soggetto erogatore, di una propria specifica Carta dei Servizi, ma successivamente con l'art. 2, comma 461, della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria 2008), al fine di garantire qualità, universalità ed economicità delle prestazioni è stato stabilito che in sede di stipula del Contratto di servizio tra ente pubblico e gestore, quest'ultimo sia tenuto ad applicare una serie di disposizioni finalizzate ,alla previsione dell'obbligo per i gestori di emanare una Carta della qualità dei servizi; quindi mirata non solo a dare informazioni sul funzionamento o sulle modalità di accesso da parte dei cittadini, ma anche a fornire garanzie sulla qualità degli stessi ed avente determinate caratteristiche.

Nonostante quanto previsto dalle norme vigenti, i cittadini in molti comuni sono ancora totalmente esclusi dal controllo sulla qualità dei servizi resi.

Allo scopo di coinvolgere gli utenti e verificare la corrispondenza dei servizi e dei prodotti resi ad oggettivistandarddi qualità, rilevati anche a livello internazionale, sono state emanate ulteriori norme (art.4, comma 2 L. 15/2009), che prevedono anche l'organizzazione di confronti pubblici annuali sul funzionamento e sugli obiettivi di miglioramento di ciascuna amministrazione, con la partecipazione di associazioni di consumatori e utenti, organizzazioni sindacali, ecc.

I cittadini-utenti spesso si lamentano della qualità dei servizi pubblici, senza essere completamente informati dei loro diritti. Purtroppo non è facile fare il cittadino e molti si comportano da cattivi utenti. Il Comune in quanto titolare del servizio e soggetto concedente è tenuto a garantire agli utenti il funzionamento ottimale dei servizi per i quali i cittadini pagano le tasse.

A tal fine ogni amministrazione dovrebbe procedere con atti di indirizzo basati sui seguenti principi: eguaglianza e imparzialità e non discriminazione, continuità, chiarezza e trasparenza sulle attività svolte dal servizio, i nomi dei responsabili dei procedimenti ed i tempi di esecuzione; partecipazione e accesso alle informazioni; possibilità di formulare suggerimenti per il miglioramento e presentare osservazioni; efficacia ed efficienza: il personale deve essere in grado di fornire risposte precise alle nostre richieste, per un miglioramento continuo del servizio.

Si spera che possano essere allentati i vincoli posti sulle assunzioni da parte dei comuni, e che possa essere invertito il processo di esternalizzazione, almeno di alcuni servizi, verificando la possibilità di re-internalizzare progressivamente almeno alcuni di essi, per recuperare alcune caratteristiche del servizio gestito in economia, come quella del rapporto con il cittadino, che si sono perdute con l'outsourcing.

Quello dei servizi pubblici è un modo per l'opposizione di stare sul territorio, vicino ai cittadini, per condividere i loro problemi e per far comprendere che non ci si ricorda di loro solamente sotto elezioni. E per questo motivo abbiamo deciso di collaborare all'emanazione di un emendamento che ne incontrasse le esigenze, contro le pretese dell'attuale amministrazione.

I cittadini sono una risorsa e come tali devono essere utilizzati per contribuire a far funzionare al meglio il Comune, ( F. Brugnola).

 

Ilaria Morghen

Presidente Gruppo Consiliare M5S Ferrara

 

 

Transatlantic Trade and Investment Partnership, ovvero il partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti .

Che cos'è realmente il TTIP?
Un accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziato tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti d'America dal luglio 2013.

Ci teniamo a precisare che questo trattato è segreto, e persino la maggior parte dei nostri politici ne sono all'oscuro.

Noi del M5S di Ferrara però, siamo riusciti recentemente ad avere l'approvazione dal consiglio comunale tramite una nostra mozione, intitolata "Campagna STOP-TTIP" .

Giusto per informare i nostri cittadini, vi lasciamo 2 video divulgativi, con la volontà nostra e di tutti i componenti del M5S in Italia, impegnati nel sensibilizzare maggiormente questo IMPORTANTISSIMO argomento.
Cogliamo l'occasione per informare la cittadinanza , che il giorno 19 dicembre , alla sala della musica , via boccaleone 19 ore 21, si terrà un incontro informativo riportato nel VOLANTINO
Tenersi informati sul nostro futuro oggi, è di vitale importanza per tutti.


M5S Ferrara