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La riscossione dell'IMU sulle idrovore da parte del Comune di Ferrara e di soli altri 4 Comuni della provincia è un'anomala schizofrenia. I manufatti del consorzio di bonifica che contengono il potente sistema di pompaggio delle acque non sono immobili qualsiasi  e la loro funzione ambientale, sociale ed economica è VITALE, poiché consentono all'intero territorio ferrarese di esistere così come lo conosciamo, con il suo carico di aziende agricole e molte altre attività imprenditoriali, con i suoi insediamenti urbani e rurali, con il suo paesaggio unico al mondo per la ricchezza in biodiversità.
L'imposizione dell'IMU sugli impianti idrovori arriva dopo un lungo contenzioso tra Comune e Consorzio di Bonifica, conclusosi con sentenza  della Cassazione favorevole al Comune. Chi ha cantato vittoria per questo discutibile epilogo NON SA che il costo del lungo contenzioso l'hanno pagato i cittadini  inconsapevoli,  due volte : sia come cittadini che come consorziati (tutti i proprietari di immobili); le centinaia di migliaia di euro incassati dal Comune escono anch'essi dalle tasche dei cittadini che mantengono, come si sa, la Bonifica stessa. Una sorta di giroconto che quasi tutti ignorano.
Il M5S  chiede per conto dei cittadini che quelle somme vengano destinate alla sicurezza idraulica del territorio, costantemente a rischio per la  scarsità di risorse pubbliche per nuovi lavori strutturali sempre più urgenti.
Possibilmente evitando quanto fatto dal Comune di Codigoro, che ha impiegato la somma incassata dalle potenti idrovore del basso ferrarese per la ristrutturazione di una piazza in cui l'acqua piovana ristagna ai piedi degli alberi.
Paradossale.

 

CLICCA QUI per leggere la mozione del m5s Ferrara sul DEGRADO URBANO, approvata in comune il 29/02/2016

Non ci voleva la sfera di cristallo per prevedere che il progetto fantasma di riqualificazione del Palaspecchi di cui fin ora si conoscono solo obiettivi di massima, un sommario impegno finanziario e i molti ostacoli, ammessi dallo stesso Sindaco, non ultimo il recente ricorso al TAR dell’ing Mascellani, sarebbe naufragato.

Un progetto che coinvolgeva una cordata pubblico-privata in cui la presenza dei privati ( Parnasi e Vitadello), non brillava certo di trasparenza e quella del pubblico, Cassa depositi e Prestiti, riapriva gli interrogativi sul ruolo economico e sociale della Cassa, completamente stravolto in questi ultimi anni a favore di grossi interessi di privati più che del benessere dei cittadini risparmiatori che la finanziano. Il nostro lavoro di denuncia alle autorità giudiziarie al pari di quello dei colleghi della Lega ha dato i suoi frutti e ancora ci aspettiamo ulteriori e gravi risvolti. Era noto ai più che la cordata di imprese “scelta” in partnership dal Sindaco e dall’Assessore Fusari fosse gravata da debiti ed insolvenze, su cui, con arroganza, i suddetti amministratori hanno a lungo voluto sorvolare.

Ed è anche per questo che, con la certezza che i tempi della sbandierata riqualificazione non sarebbero stati rispettati, abbiamo elaborato una proposta che doveva fungere da “piano B” una soluzione di tamponamento, ma l’unica possibilità di migliorare le condizioni di vita dei residenti delle zone limitrofe al Palaspecchi stesso. Ora il Sindaco ha un’unica alternativa. E l’alternativa ad un progetto, sul cui business plan che prevedeva finanziatori in odore di guai con la giustizia, Sindaco e Assessori dovranno rispondere in fretta, per ora è solo l’applicazione immediata della nostra mozione, peraltro emendata dal PD, che può dare risposte concrete e in tempi rapidi ai cittadini che vivono il disagio da anni. Il Sindaco infatti sembra aver dimenticato che ha ricevuto un’indicazione precisa del Consiglio Comunale e che si era riservato di non applicare quanto approvato in Consiglio solo nell'eventualità in cui i lavori di riqualificazione fossero effettivamente partiti a fine marzo; alla luce di quanto successo in queste ore il rispetto di quella delibera si presenta come ineludibile e quanto mai urgente.

La priorità resta la tutela dei cittadini, da un punto di vista della sicurezza personale e della salute. Il Palaspecchi va prima bonificato da cima a fondo e quindi reso inaccessibile, le modalità che noi avevamo indicato nella nostra proposta sono state eliminate dal citato emendamento e il sindaco ha carta bianca nel decidere come rispettare questo provvedimento, ma noi torniamo a ribadire e pretendere : dopo gli sgomberi e la bonifica si proceda all'occlusione di ogni accesso e vigilanza intorno alla proprietà , o in alternativa, alla rimozione di tutti i tamponamenti esterni della struttura, procedimento che lo renderebbe inabitabile. Da domani, da subito. Se messa in sicurezza da un punto di vista sanitario i cittadini dovranno tollerare una ferita alla nostra bella città, in attesa che si faccia chiarezza e si proceda ad azioni concrete,trasparenti e praticabili , ma almeno la ferita sarà stata disinfettata.