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DEMOLITO IL BALUARDO DELLA SIBERIANA

Francesco Malacarne e la moglie Gabriella stanno demolendo, a loro spese, il chiosco della Siberiana, che da tanti anni accoglie i ferraresi per un po’ di relax nel verde.

Da qualsiasi punto di vista si valuti l’ordinanza di demolizione, si tratta di una perdita coatta per la nostra Città e di un ulteriore vulnus per il defunto Quartiere Giardino.

Francesco e Gabriella, che dovranno pure pagare la tassa di occupazione del suolo pubblico fino a tutto il mese di aprile, sono delusi e amareggiati. Eppure le hanno provate tutte, cercando anche di mobilitare la nomenclatura politica locale, dai parlamentari del PD Franceschini e Bratti al sindaco Tagliani, dagli assessori Modonesi e Serra al presidente del Consiglio comunale Calò. Alcuni anni or sono, inoltrarono infatti anche una domanda, per ben due volte, per far riconoscere la Siberiana come bottega storica, nell’illusione che la Soprintendenza e il Consiglio di Stato ne avrebbero tenuto conto. Tali domande non furono accolte dalle autorità locali che avevano promesso di aiutarli, le quali, anziché fornire loro un contributo concreto, si sono limitate ad attendere il pronunciamento, negativo, del Consiglio di Stato, secondo il quale il chioschino nuoce alla fruibilità delle mura estensi, poiché troppo vicino alle stesse.

E pensare che sopra alle mura di Lucca ci sono bar e luoghi di ristorazione dalle strutture ben più invasive.

Quindi, la Siberiana da fastidio, ma le decine di spacciatori di colore e richiedenti asilo che hanno colonizzato i giardini della “Rotonda” (come sono sempre stati chiamati gli spazi verdi nella zona dell’antica fortezza papale), nonché zone limitrofe e adiacenti alle mura, e spacciano, bivaccano e si ubriacano a tutto andare, rendendo la stessa zona, a detta delle famiglie con bambini ivi residenti, poco fruibili … quelli no, non danno abbastanza fastidio. Per quelli lo zelo dell’autorità statale mostra molta più flessibilità. E infatti, una volta demolita la Siberiana, potranno agire ancora più indisturbati. Non aspettano altro. Per loro, nessuna sentenza del Consiglio di Stato, ma una inspiegabile tolleranza che rasenta l’impunità. Registriamo una inflessibilità istituzionale nei confronti dei gestori della Siberiana. Quella stessa inflessibilità che ci aspettiamo, invano, per ripulire la zona GAD dalla mafia nigeriana, dallo spaccio di droga e dall’occupazione militare e capillare del territorio da parte di quest’ultima, ma non solo, per scopi illeciti, prostituzione inclusa.

Siamo convinti che le attuali forze politiche di maggioranza non abbiano fatto abbastanza per evitare la demolizione della Siberiana. Crediamo sia mancata la volontà politica di mantenere la Siberiana lì dov’è ora, tenendo conto anche del fatto che addossate alle mura estensi insistono tuttora strutture simili e addirittura in pietra e perfino inglobate nelle mura (da viale Alfonso d’Este sul Montagnone, all’inizio di via Belvedere a piazza Travaglio).

Crediamo sia mancata la volontà politica di mantenere, metaforicamente, il baluardo della Siberiana in via IV Novembre.

Il M5S offre piena solidarietà a Francesco Malacarne e Gabriella (ai quali l’Amministrazione comunale ha offerto dei tentativi di compensazione umilianti, ridicoli e onerosi) nella convinzione che l’attività principale della loro vita lavorativa non dovesse finire con un ordine di demolizione, tanto più che i permessi e le autorizzazioni di gestione furono concessi loro, a suo tempo, dalle competenti autorità municipali, senza vincolarli alla spada di Damocle della Soprintendenza o del Consiglio di Stato.

Intanto, di fronte alla Siberiana, in via IV Novembre, c’è un appartamento di discreta metratura in vendita a 30mila euro (ha perso almeno il 40% del proprio valore) … e nessuno lo compra. Chi devono ringraziare i proprietari? E tutti i proprietari di case del Quartiere Giardino? Chi devono ringraziare della perdita di valore dei loro risparmi? Probabilmente gli stessi ai quali vanno i ringraziamenti dei gestori della Siberiana che si congedano con il dente avvelenato in attesa delle prossime elezioni amministrative locali, dove potranno esprimere il loro ringraziamento nelle urne.

Claudio Fochi, M5S Ferrara