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Che il Palazzo dei diamanti come sede espositiva necessiti un upgrade, in termini di servizi (incluso ristorazione, guardaroba, sale didattiche, infrastrutture espositive, interattività) per renderlo più accattivante e competitivo con altre sedi museali, non ci sono dubbi. Che ciò vada fatto con un ampliamento giudicato da alcuni troppo invasivo può essere legittimamente messo in discussione, anche senza necessariamente aderire ad una petizione di intellettuali che ha assunto però una connotazione inevitabilmente politica (promossa da un futuro candidato sindaco in periodo di campagna elettorale).

Chi ha dato un’occhiata anche solo superficiale al progetto di ampliamento si sarà reso conto che il progetto vincitore del concorso internazionale selezionato fra 70 candidati da una commissione che includeva anche Giorgio Cozzolino ( soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini ) e cioè Il team composto da 3TI progetti, dallo studio Labics,   dalla società Vitruvio e altri   , non è particolarmente invasivo. Esso infatti si articola sul lato occidentale del Palazzo dei Diamanti , nella zona del giardino, che ambisce a riqualificare , proprio dove insiste un muro posticcio (con tanto di portale prospettico) che fu aggiunto nel XVII sec ( e che quindi non faceva parte dell’architettura rinascimentale rossettiana originaria), esso stesso esempio storicizzato e accettato di ampliamento (architettonicamente più decorativo che funzionale).

Non ce la sentiamo di considerare tale progetto di ampliamento né come un “attentato monumentale”, tanto per citare recenti esternazioni riportate sulla stampa, né come uno scempio. Spesso l’antico e il moderno si sposano con risultati interessanti come dimostrano centinaia di esempi che non è possibile citare in poche righe, fra i quali ricordiamo la Piramide di vetro nel cortile del Louvre (architetto I.M. Pei), l’atrio del British Museum londinese, per non menzionare la Tate Modern e, per rimanere in ambito ferrarese , il Palazzo di Giustizia dell’architetto C. Aymonino in via Borgo Leoni (1981-84), addossato ad un ex convento 600esco in stile barocco o la copertura 900esca in vetro e acciaio nell’atrio del settecentesco palazzo dei Monti di Pietà fra viale Cavour ed Ercole I° d’Este.

Legittimo anche il suggerimento che i 3 milioni e 500 mila euro previsti potessero essere utilizzati per risanare il prospiciente Palazzo prosperi Sacrati, in modo da completare il polo museale del Quadrivio Rossettiano.

Tuttavia, nella piena consapevolezza che l’architettura e l’urbanistica sono spesso costituite da stratificazioni e innesti temporali, riteniamo che non bisogna avere paura dell’innesto del moderno sull’antico, purché si tratti di progetti di qualità che non snaturino la valenza urbanistica e non pregiudichino pesantemente la percezione architettonica monumentale .

Per una istanza che si sta rivelando così controversa tanto da essere entrata in campagna elettorale, sarebbe stato interessante poter raccogliere in tempi brevi il parere della cittadinanza. Purtroppo codesta amministrazione comunale non ha saputo dotarsi di strumenti di consultazione digitale (più snelli di un referendum) per avere un feed-back puramente consultivo dalle famiglie residenti sul nostro territorio. Quando il M5S ha proposto uno studio di fattibilità per la creazione di una piattaforma digitale di consultazione della cittadinanza (dicembre 2018) l’attuale giunta si è voltata dall’altra parte, snobbando i principi della democrazia diretta. Peccato. Occasione persa.

Ampliamento SI o ampliamento NO ? Sarebbe bello che i cittadini avessero l’opportunità di essere messi nelle condizioni di dire la loro.

I Consiglieri M5S Ferrara, Claudio Fochi, Alessandro Bazzocchi, Federico Balboni, Lorenzo Marcucci

Una delegazione del Gruppo Consigliare del Movimento 5 Stelle di Ferrara è stata ricevuta sabato 24 marzo, su esplicita richiesta dei consiglieri, dal Questore della Provincia di Ferrara, dott. Pallini.

Essendo passati alcuni mesi dal suo insediamento, abbiamo potuto apprezzare la forte conoscenza delle complesse problematiche che riguardano la sicurezza della nostra Città.

Lo abbiamo ringraziato per il lavoro che sta svolgendo e per l’attenzione che sta dedicando ai nodi più critici in tema di sicurezza e abbiamo ribadito la necessità di totale costante monitoraggio della zona GAD, offrendogli la nostra disponibilità a collaborare sia tramite i nostri parlamentari che nel rapporto diretto con la cittadinanza.

Abbiamo portato alla sua attenzione l’idea che, in aggiunta alle meritorie azioni che la Questura sta portando avanti, anche grazie all’ausilio di reparti esterni al territorio, sia utile implementare maggiormente le azioni di intelligence e monitoraggio con l’utilizzo di agenti in borghese, che possano maggiormente colpire lo spaccio di stupefacenti, vera piaga nella Città.

Abbiamo sottolineato, altresì, che reputiamo auspicabile un maggiore sviluppo della collaborazione interforze e fra cariche istituzionali, non solo con la Guardia di Finanza, in merito al problema degli affitti in nero e dei subaffitti, che portano sul territorio persone che non vi dovrebbero risiedere, ma anche con l’Amministrazione, memori che alcune attività commerciali, anche prima dell’insediamento del nuovo Questore, si sono più volte resi responsabili di eventi che mettono a rischio la sicurezza pubblica (ex art. 100 del TULPS) e sono tutt’ora aperti.

Siamo convinti che l’anello debole nella catena istituzionale, suscettibile di miglioramenti per interventi mirati alle suddette tipologie criminali, sia proprio la Giunta e vigileremo affinché tali situazioni non accadano più.

Confidiamo, infine, sulla sua sensibilità nel valutare un fenomeno nuovo quanto pericoloso come quello delle infiltrazioni sul territorio della mafia nigeriana.

Date le ampie rassicurazioni ricevute sull’attenzione ai problemi esposti, vogliamo ringraziare pubblicamente il Questore e augurargli un buon lavoro.

Movimento 5 Stelle Ferrara