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Secondo l’Ufficio Integrazione del Comune di Ferrara e in sintonia con l’assessorato alla Pubblica Istruzione, l’integrazione di bambini di etnie diverse deve passare dall’apprendimento della tecnica dei “writer”, che con bombolette spray e altre mezzi grafici decorano (a volte arbitrariamente e ai limiti del vandalismo ma in certi casi anche con opere meritevoli di attenzione) i muri più ameni delle periferie e anche dei centri urbani.

E’ quello che sta avvenendo sui muri del cortile interno della scuola primaria Corrado Govoni, in piena zona GAD, dove futuri Bansky sono all’opera e riempiono di colori spazi grafici tracciati da esperti “writer” o conoscitori della tecnica.

Questa attività ludico-didattica mirata a favorire l’integrazione di bambini di etnie diverse, con tanto di bombolette spray e mascherine di protezione, ha suscitato la curiosità di alcuni residenti e si è concretizzata in una interrogazione del M5S (consigliere Claudio Fochi) agli assessori competenti , che alleghiamo, sia per avere maggiori ragguagli sul progetto didattico, sia per conoscerne i costi di realizzazione e anche per sapere come mai tale performance di street art debba proprio concretizzarsi sui mattoni a vista della scuola primaria citata, vero presidio di cultura del quartiere e in ottimo stato di conservazione architettonica, già comunque oggetto di scritte e graffiti vandalici sulle pareti esterne, segnalate dal sottoscritto e cancellate dalle autorità competenti.

Siamo convinti che l’integrazione di futuri cittadini possa passare attraverso innumerevoli strade e percorsi ma che la via maestra, nella quale sia prioritario investire, sia la padronanza della lingua italiana (non solo dei bambini ma anche dei loro genitori), vera soglia sulla porta dell’integrazione.

Siamo anche perplessi nel constatare che il riferimento culturale princeps del progetto didattico menzionato si focalizzi sull’esempio dei “writer”, spesso associati, con tutti i distinguo del caso, ad un’etica di espressione artistica che non sempre rispetta la fruibilità estetica e il decoro edilizio di edifici pubblici e privati, come vediamo in molte città e anche in zone centrali della nostra, anche se non siamo ancora a livelli di città metropolitane (vedi ad esempio il quartiere ebraico di Bologna, centralissimo e deturpato da writer, anche sulle porte di accesso).

Convinti che ci sono mille altri modi (e supporti grafici) per favorire l’integrazione in età scolastica, aspettiamo le risposte degli assessori competenti su costi, valenza didattica e logistica del progetto.

Claudio Fochi-M5S Ferrara

La precipitosa risposta del Sindaco ai dubbi presentati sulla correttezza dell'appalto refezione scolastica lascia aperte le diverse questioni da noi sollevate. Come spesso accade: tanta retorica, qualche dato, nessuna chiarezza. L'arroganza, naturalmente, quella non manca mai. Dalla sua infinita conoscenza (che si contrappone alla nostra colossale ignoranza) ci saremmo aspettati qualcosa di più.

Di sapere, ad esempio, come mai nonostante vi fosse in corso un appalto triennale (dal settembre 2009) rinnovato per tre anni (sino ad agosto 2015), la prima delle 4 proroghe (3 settembre 2015) sia stata motivata da “tempi necessariamente lunghi per l'indizione della gara...”. Vuole forse dirci, il nostro Signor Sindaco, che tre anni non sono stati sufficienti per preparare il capitolato per il nuovo affidamento?

Ancora. Mettiamo a confronto i tempi di realizzazione dell'appalto precedente (2009), sul quale non interferiva alcun Project Financing, con quello sul quale abbiamo sollevato perplessità (2015).

Scadenza appalto 2009: 31/08/09, bando 20/7/2009 (40 gg prima della scadenza!); scadenza presentazione offerte 24/8/09, aggiudicazione 3/9/09. 45 giorni da bando ad aggiudicazione, con agosto di mezzo. Nessuna proroga.

Scadenza appalto 2015: 31/08/2015, bando 20/11/2015 (81 gg dopo la scadenza); scadenza presentazione offerte 4/3/2016, aggiudicazione 29/06/2016. 221 giorni da bando (già indetto in ritardo di tre mesi) ad aggiudicazione. Quattro (!) proroghe.

Giova ricordare quanto scrive l'ANAC in un comunicato (4/11/15) a firma esclusiva del Presidente: “L'uso improprio delle proroghe può assumere profili di illegittimità e danno erariale, allorquando le amministrazioni interessate non dimostrino di avere attivato tutti quegli strumenti organizzativi/amministrativi necessari ad evitare il generale e tassativo divieto di proroga dei contratti in corso e le correlate distorsioni del mercato

Delle due l'una: o la presentazione del Project Financing da parte di CIR ha condizionato questa procedura, o grave incompetenza affligge l'Istituzione Scuola.

Stesso dubbio che ci assale quando vediamo la durata del nuovo appalto: 1 anno è funzionale per favorire l'eventuale implementazione di un Project Financing, ma è senz'altro disfunzionale per chi volesse partecipare alla gara.

Sul Project Financing proposto da CIR, si faccia grande attenzione: il precedente più illustre a Ferrara è il famigerato progetto realizzato con Progeste per l'Ospedale di Cona. Costi per servizi e ammortamenti lievitati fino al 50% in più rispetto alle previsioni contrattuali, non proprio un grande affare. Per non parlare della conseguenza di vincolarsi per definitivamente ad un servizio di ristorazione che a Ferrara già gode di “esclusiva” da almeno 15 anni, pur essendo stato criticato a più riprese da moltissimi genitori, spesso organizzati in comitati, per qualità e costi.

Veniamo infine alla rotazione. Se il Signor Sindaco paventa “risultati aberranti” in conseguenza all'applicazione del Piano Nazionale Anticorruzione presentato da ANAC, gli suggeriamo di proporre il suo prezioso contributo all'Autorità stessa. Ma fino a quando ciò non sarà avvenuto, non può essere una giustificazione il fatto che un dirigente sia prossimo alla pensione per non prendere nemmeno in considerazione la rotazione. Per quanto attiene a nutrizionista e biologa, noi continuiamo a vedere come un'anomalia che, di fatto, la gestione della refezione scolastica in catering sia nelle mani dello stesso gruppo di lavoro da oltre dieci anni (venti, nel caso del Prof. Canducci) e con mansioni (vedi il caso dott.ssa Bignardi) di dubbia utilità poiché si sovrappongono ai compiti di controllo già assegnati per legge agli organi pubblici preposti (ASL). Esiste il buon senso, che dovrebbe sempre affiancare l'applicazione delle norme.


Sergio Simeone
Consigliere Comunale M5S Ferrara