Vai al contenuto

Il cittadino che ha presentato l’esposto insieme alla Morghen non ha alcuna caratteristica per richiedere il ReI: non ha minori a carico, è da solo nel nucleo familiare...”. Queste le parole prese dal Carlino il 14 marzo scorso, citate tra virgolette, come espresse dalla sig.ra Alvisi in merito alla mancata erogazione del Reddito di Inclusione.

Non siamo in grado pertanto di sapere quante domande saranno accettate ne tantomeno sapere quanti sono i componenti per nucleo famigliare”. Queste invece le parole di risposta al nostro interpello del 23 febbraio scritte e firmate dal responsabile area affari generali, Fabrizio Samaritani, con comunicazione datata 15 marzo protocollo del comune (ricevuto il 16 marzo) n. 35846.

Qualcosa non funziona all’Asp: o i dirigenti non comunicano tra di loro le difficoltà del loro istituto o chi è andato a rilasciare dichiarazioni sui giornali ha mentito, sapendo di dare informazioni impossibili da elaborare come afferma un suo dirigente. La Direttrice ha commesso enormi irregolarità: non ha fornito un servizio essenziale ai cittadini in grave difficoltà, ha divulgato informazione coperte da privacy a mezzo stampa e lo ribadiamo, a detta di un suo funzionario non a conoscenza dello stesso istituto, quindi, recuperate in qualche altra maniera non conforme? Perché il dubbio sorge spontaneo. Un dirigente di istituto pubblico, che gestisce informazioni sensibili e denaro pubblico per finalità fortemente sociali, non si può permettere una approssimazione così grossolana e utilizzare la stampa in maniera superficiale, aggiungiamo, in un assordante silenzio dell’Assessorato competente che si è ben guardato dal difendere pubblicamente certi comportamenti.

Siamo arrivati a una conclusione: basta!

La sig.ra Alvisi deve mollare la poltrona. I suoi atti, i suoi funzionari smentiscono con dichiarazioni comportamenti non in linea con le sue funzioni. L’Asp gestisce decine di milioni di denaro pubblico e ci spaventa la superficialità con cui chi lo dirige lo maneggia. Serve un tecnico competente, capace, che sia in grado di dare efficienza ad un Ente che appare allo sbando più totale. Si deve cambiare. Quattro mesi di assenteismo su una pratica per i cittadini ferraresi poveri sono un oltraggio a chi ha difficoltà a sopravvivere quotidianamente.

L’Alvisi deve lasciare il posto. Subito. Almeno un sussulto di dignità personale. Avevamo ragione noi su tutto. Nella risposta ufficiale del 15, il responsabile Samaritani scrive: “alla data odierna non è possibile inviare le domande all’Inps”. Semplice, chiaro, categorico. Il servizio non è stato erogato nei termini di legge. Ci girino attorno come vogliono, ma questa è una certezza evidente e ammessa.

Le dimissioni subito.

Movimento 5 Stelle Ferrara

Un altro primato negativo per Ferrara: è una delle città in Europa con la più alta densità di grande distribuzione organizzata (GDO). 55mila metri quadrati di centri commerciali rispetto ai 134mila abitanti. Se si paragona, ad esempio, con la vicina Bologna la sproporzione è evidente: nel capoluogo di Regione troviamo 65mila mq contro 395mila abitanti. Questo continuo aumento della grande distribuzione certifica unicamente la lenta e inesorabile fine del tessuto commerciale, al dettaglio e specializzato, delle piccole attività locali (148 attività hanno chiuso nel solo 2017 a Ferrara).

Tutto questo grazie alle scelte delle amministrazioni che, da settant’anni a questa parte, hanno favorito e incentivato indiscriminatamente l’insediamento nel territorio di centri commerciali e nuove grandi aperture, con la conseguente decentralizzazione del lavoro e del commercio, senza considerare minimamente l’alto tasso di anzianità dei ferraresi e rispettive esigenze; tutto ciò ha portato progressivamente all’abbandono del centro storico e all’aumento della criminalità e dell’insicurezza per i cittadini.

Inoltre, al contrario di quanto asserisce l’assessore Serra, l’incremento di GDO non corrisponde neanche ad un aumento occupazionale: le statistiche infatti confermano che a fronte di circa 100 assunzioni in un centro commerciale (con contratti a tempo determinato o part time) chiudono almeno 150 negozi, che rispettivamente coinvolgono mediamente 2/3 persone assunte a tempo indeterminato. Ferrara è prima in Regione E-R come densità di GDO ma rimane fanalino di coda come occupazione e lavoro.

Alessandro Bazzocchi, M5S Ferrara