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L’incapacità delle amministrazioni regionali e locali di gestire le infrastrutture residue a Ferrara e provincia rende la situazione drammatica per chi volesse impegnarsi nel programmare progetti di espansione economica.

Esaminando le opere di ammodernamento già realizzate, faccio presente come nel 2008 si sono svolti dei lavori di ristrutturazione e consolidamento dei pilastri del ponte sul fiume Po, lungo la via Emilia (SS9) tra Piacenza ed il comune di San Rocco al Porto in Lombardia.

In quella occasione, per non bloccare la circolazione diurna e costringere i numerosi pendolari a dover utilizzare l’autostrada, a proprio carico, è stato trovato un accordo per eseguire i lavori nelle ore notturne, in particolare dalle 21 di sera alle 7 del mattino, dal lunedì al sabato ed ogni domenica dalle 0 alle 24. L’accordo è stato ottenuto sicuramente grazie anche all’intervento del centro commerciale Auchan del comune lombardo, che non aveva certo interesse a vedersi più che dimezzati gli incassi. Al fine di poter seguire i lavori in notturna, l’ANAS, che non lavora di notte, si è quindi affidata ad una ditta esterna (si suppone tramite regolare bando), che potesse fare da controllore della ditta esecutrice, al fine di verificare che i lavori di ristrutturazione venissero fatti come da progetto approvato.

A questo punto sorge il dubbio che, nel nostro caso, non tutte le strade per la ricerca di una soluzione più equa e meno onerosa per i cittadini siano state percorse e anzi si proceda con lo scaricare su questi ultimi gli oneri e i disagi maggiori.

Perché dunque non replicare quanto fatto a Piacenza?

Ilaria Morghen, M5S Ferrara

Il cittadino che ha presentato l’esposto insieme alla Morghen non ha alcuna caratteristica per richiedere il ReI: non ha minori a carico, è da solo nel nucleo familiare...”. Queste le parole prese dal Carlino il 14 marzo scorso, citate tra virgolette, come espresse dalla sig.ra Alvisi in merito alla mancata erogazione del Reddito di Inclusione.

Non siamo in grado pertanto di sapere quante domande saranno accettate ne tantomeno sapere quanti sono i componenti per nucleo famigliare”. Queste invece le parole di risposta al nostro interpello del 23 febbraio scritte e firmate dal responsabile area affari generali, Fabrizio Samaritani, con comunicazione datata 15 marzo protocollo del comune (ricevuto il 16 marzo) n. 35846.

Qualcosa non funziona all’Asp: o i dirigenti non comunicano tra di loro le difficoltà del loro istituto o chi è andato a rilasciare dichiarazioni sui giornali ha mentito, sapendo di dare informazioni impossibili da elaborare come afferma un suo dirigente. La Direttrice ha commesso enormi irregolarità: non ha fornito un servizio essenziale ai cittadini in grave difficoltà, ha divulgato informazione coperte da privacy a mezzo stampa e lo ribadiamo, a detta di un suo funzionario non a conoscenza dello stesso istituto, quindi, recuperate in qualche altra maniera non conforme? Perché il dubbio sorge spontaneo. Un dirigente di istituto pubblico, che gestisce informazioni sensibili e denaro pubblico per finalità fortemente sociali, non si può permettere una approssimazione così grossolana e utilizzare la stampa in maniera superficiale, aggiungiamo, in un assordante silenzio dell’Assessorato competente che si è ben guardato dal difendere pubblicamente certi comportamenti.

Siamo arrivati a una conclusione: basta!

La sig.ra Alvisi deve mollare la poltrona. I suoi atti, i suoi funzionari smentiscono con dichiarazioni comportamenti non in linea con le sue funzioni. L’Asp gestisce decine di milioni di denaro pubblico e ci spaventa la superficialità con cui chi lo dirige lo maneggia. Serve un tecnico competente, capace, che sia in grado di dare efficienza ad un Ente che appare allo sbando più totale. Si deve cambiare. Quattro mesi di assenteismo su una pratica per i cittadini ferraresi poveri sono un oltraggio a chi ha difficoltà a sopravvivere quotidianamente.

L’Alvisi deve lasciare il posto. Subito. Almeno un sussulto di dignità personale. Avevamo ragione noi su tutto. Nella risposta ufficiale del 15, il responsabile Samaritani scrive: “alla data odierna non è possibile inviare le domande all’Inps”. Semplice, chiaro, categorico. Il servizio non è stato erogato nei termini di legge. Ci girino attorno come vogliono, ma questa è una certezza evidente e ammessa.

Le dimissioni subito.

Movimento 5 Stelle Ferrara