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Nella ‘città delle biciclette’ (o che aspira a diventare tale) non esiste un Punto Bici pubblico che svolga anche funzioni di accoglienza turistica dove gruppi di cicloturisti possano sostare, riposarsi, fare un pranzo al sacco, magari riparati dalla pioggia, informarsi su localizzazione di meccanici di biciclette o, ancora meglio, con una attrezzistica di emergenza in loco, fare un minimo di manutenzione alle loro biciclette, il tutto potendo anche usufruire di bagni e servizio bar.

Il M5S, con una mozione del consigliere Claudio Fochi, propone di creare un Punto Bici pubblico e attrezzato all’interno dei 4 ettari del Parco Massari, il più bel parco cittadino, già dotato di bagni pubblici, punto ristoro e con orari di apertura ragionevolmente estesi.

Il Parco Massari si trova a poche centinaia di metri sia dalla pista ciclabile delle Mura cittadine che dal Parco Giorgio Bassani e quindi dalla ciclabile che porta all’argine del Po, dove si sviluppa la “Destra Po”. È ragionevolmente vicino al più congestionato centro storico ma non in zona pedonale. Inoltre, come viene illustrato nella mozione, rientra in un’area che sarà soggetta ad interessanti investimenti turistico museali che hanno anche lo scopo di sviluppare un polo attrattivo (Diamanti, Palazzo Prospero Sacrati, Palazzo Massari) che assorba una parte del flusso turistico che tende attualmente a concentrarsi nella zona pedonale del centro storico (Castello-Cattedrale).

Nell’atto citato si propone anche di attivare sinergie con il punto bar, con modalità che potrebbero essere incluse in capitolati di appalti.

In questo periodo il cicloturismo e la mobilità ciclabile in generale vivono un grande fermento, tenuto conto anche della Legge dell’11 gennaio 2018 n. 2 sullo “Sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica”, del Progetto Vento (ciclabile da Torino a Venezia che passa per Ferrara), al quale aderisce il nostro Comune, e del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (da approntarsi entro agosto 2018). I comuni dovranno adottare i Piani Urbani della Mobilità Ciclistica (BICIPLAN) nell’ambito del PUMS, quali settori urbani della mobilità sostenibile.

In tale contesto di fermento, crediamo possa inserirsi la nostra proposta, che ha il triplice scopo di dotare Ferrara di un Punto Bici pubblico che sia anche accoglienza turistica, utilizzare una piccola parte di uno splendido parco cittadino già dotato di infrastruttura di ristoro e bagni, potenziare l’offerta turistica in un polo della Città soggetto a sviluppo ed ampliamento.

Poiché tale proposta entra anche in dettagli tecnici e motivazioni non facilmente riassumibili nello spazio di un breve comunicato stampa, invitiamo ad una lettura integrale dell’atto, nella convinzione che, per dare sviluppo al ciclo turismo, oltre ad aumentare il chilometraggio ciclabile, sia anche opportuno infrastrutturarlo con adeguati investimenti, in un settore turistico in fortissimo trend di crescita.

Claudio Fochi, M5S Ferrara

L’incapacità delle amministrazioni regionali e locali di gestire le infrastrutture residue a Ferrara e provincia rende la situazione drammatica per chi volesse impegnarsi nel programmare progetti di espansione economica.

Esaminando le opere di ammodernamento già realizzate, faccio presente come nel 2008 si sono svolti dei lavori di ristrutturazione e consolidamento dei pilastri del ponte sul fiume Po, lungo la via Emilia (SS9) tra Piacenza ed il comune di San Rocco al Porto in Lombardia.

In quella occasione, per non bloccare la circolazione diurna e costringere i numerosi pendolari a dover utilizzare l’autostrada, a proprio carico, è stato trovato un accordo per eseguire i lavori nelle ore notturne, in particolare dalle 21 di sera alle 7 del mattino, dal lunedì al sabato ed ogni domenica dalle 0 alle 24. L’accordo è stato ottenuto sicuramente grazie anche all’intervento del centro commerciale Auchan del comune lombardo, che non aveva certo interesse a vedersi più che dimezzati gli incassi. Al fine di poter seguire i lavori in notturna, l’ANAS, che non lavora di notte, si è quindi affidata ad una ditta esterna (si suppone tramite regolare bando), che potesse fare da controllore della ditta esecutrice, al fine di verificare che i lavori di ristrutturazione venissero fatti come da progetto approvato.

A questo punto sorge il dubbio che, nel nostro caso, non tutte le strade per la ricerca di una soluzione più equa e meno onerosa per i cittadini siano state percorse e anzi si proceda con lo scaricare su questi ultimi gli oneri e i disagi maggiori.

Perché dunque non replicare quanto fatto a Piacenza?

Ilaria Morghen, M5S Ferrara