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Nella contingenza di un elevato numero di cantieri post sisma aperti nella nostra Città, alcuni dei quali concernenti opere monumentali di primaria rilevanza turistica, la percezione e la fruibilità dei principali asset turistici di Ferrara risulta, seppure legittimamente, molto menomata. Basterebbe pensare a Palazzo Schifanoia chiuso, al Palazzo dei Diamanti impacchettato, alla facciata della nostra Cattedrale coperta e, in prospettiva, agli imminenti lavori di restauro del Castello Estense, che si protrarranno per diversi mesi, forse anni.

Ebbene, nel contesto di tale menomata fruibilità che, ahimè, non risparmia l’alta stagione turistica (aprile e maggio, anche in prospettiva per i prossimi anni), nasce una proposta culturale del M5S che, con una mozione del consigliere Claudio Fochi, chiede all’attuale Amministrazione di trasformare una criticità in nuovo asset turistico.

Si chiede, infatti, che ad alcuni di tali cantieri di restauro (con priorità a Cattedrale, Palazzo Schifanoia e, quando inizieranno, Castello Estense) siano attivati accessi per turisti e residenti con visite guidate o libere, in fasce orarie stabilite, a pagamento o gratuitamente, con adeguato monitoraggio e collaborazione di personale impegnato nei restauri o personale che ne abbia contezza. E ciò con il duplice obiettivo sia di valorizzare turisticamente e culturalmente alcuni cantieri delle principali emergenze architettoniche della nostra Città dove ci si può familiarizzare con i principi base delle tecniche di restauro e sia, contestualmente, di fruire di beni monumentali artistici da un punto di vista esperienziale diverso, favorendo l’importanza della salvaguardia dei beni monumentali in una città che si vanta di essere inserita nei 51 siti italiani Unesco.

Visto che Ferrara si pregia di ospitare periodicamente una fiera internazionale del restauro che riscuote crescenti consensi, riteniamo che la nostra proposta possa non solo contribuire a stabilire sinergie con tale evento ma anche essere seriamente presa in considerazione dai competenti assessorati dell’attuale Giunta con obiettivi culturali e turistici.

Claudio Fochi, M5S Ferrara

L’incapacità delle amministrazioni regionali e locali di gestire le infrastrutture residue a Ferrara e provincia rende la situazione drammatica per chi volesse impegnarsi nel programmare progetti di espansione economica.

Esaminando le opere di ammodernamento già realizzate, faccio presente come nel 2008 si sono svolti dei lavori di ristrutturazione e consolidamento dei pilastri del ponte sul fiume Po, lungo la via Emilia (SS9) tra Piacenza ed il comune di San Rocco al Porto in Lombardia.

In quella occasione, per non bloccare la circolazione diurna e costringere i numerosi pendolari a dover utilizzare l’autostrada, a proprio carico, è stato trovato un accordo per eseguire i lavori nelle ore notturne, in particolare dalle 21 di sera alle 7 del mattino, dal lunedì al sabato ed ogni domenica dalle 0 alle 24. L’accordo è stato ottenuto sicuramente grazie anche all’intervento del centro commerciale Auchan del comune lombardo, che non aveva certo interesse a vedersi più che dimezzati gli incassi. Al fine di poter seguire i lavori in notturna, l’ANAS, che non lavora di notte, si è quindi affidata ad una ditta esterna (si suppone tramite regolare bando), che potesse fare da controllore della ditta esecutrice, al fine di verificare che i lavori di ristrutturazione venissero fatti come da progetto approvato.

A questo punto sorge il dubbio che, nel nostro caso, non tutte le strade per la ricerca di una soluzione più equa e meno onerosa per i cittadini siano state percorse e anzi si proceda con lo scaricare su questi ultimi gli oneri e i disagi maggiori.

Perché dunque non replicare quanto fatto a Piacenza?

Ilaria Morghen, M5S Ferrara