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Il M5S sta portando in queste settimane nelle istituzioni a tutti i livelli nel Paese, questa mozione sul decreto Sblocca Italia, ribattezzato Sfascia Italia trattandosi di un concentrato di decisioni scellerate, la peggior norma mai scritta in nome di una fantomatica ripresa del Paese, perché in un colpo solo fa scempio dell'ambiente, della salute e dei diritti dei cittadini, regali a piene mani alle lobbies dell'energia fossile e alle multiutility, alle mafie del cemento e delle grandi opere inutili e impattanti. Nella mozione che presentiamo sono citati, articolo per articolo, i passaggi relativi a quanto detto.

Ricordiamo quelli più pesanti:

Con l'articolo 7 si favoriscono processi aggregativi e le privatizzazioni delle ex municipalizzate e si metterà a rischio il processo di ripubblicazione dell'acqua. Tutto questo nonostante i Referendum del 2011

Grazie all'articolo 35 che prevede l'importazione di rifiuti da tutta Italia, non si riusciranno a dismettere gli 8 inceneritori presenti in Regione, Iren e Hera poltronifici degli uomini di Pd e Forza Italia, ringraziano. Ignorate totalmente le linee della politica ambientale europea verso la dismissione dell'incenerimento e tutte le politiche locali virtuose sui rifiuti, con incremento della raccolta differenziata.

Articolo 36: verranno facilitate le ricerche per trivellazioni ed estrazioni di idrocarburi dal suolo, ignorando problemi di subsidenza e le possibili concause di terremoti. Gli enti locali,  inclusa la Regione Emilia-Romagna, verranno esautorati di fatto semplificando le procedure per le richieste e accentrando gli iter autorizzativi dei progetti dalle Regioni al Ministero dell'ambiente

 

Sullo Sfascia Italia, che vede tutto il M5S impegnato in un'azione concertata di fortissima opposizione in Parlamento, molto è già stato detto e scritto sui quotidiani sia nazionali che locali, dato che è riuscito a mobilitare una fetta enorme di cittadinanza attiva, quella che il Presidente del Consiglio ha chiamato, con la sua sconcertante supponenza, comitatucoli.

Il Comitato Acqua Pubblica, che lancia l'allarme di una pietra tombale su qualsiasi processo di ripubblicazione del servizio idrico integrato e, più in generale, dei servizi dei beni essenziali ai cittadini; i numerosi movimenti locali che si battono contro le infrastrutture inutili (qui da noi la NO Orte;Mestre, per citarne una) costose e impattanti, il movimento NO TRIV all'interno del quale il M5S è molto attivo, che denuncia un'anacronistica e pericolosa scelta di politica energetica verso il fossile. Molto forti infine le opposizioni all'articolo 35sul'incenerimento rifiuti, senza più limiti di quantità e di provenienza, da parte dei tantissimi comitati che si occupano di difendere la salute dei cittadini, in particolare la salubrità dell'aria.

Ma non finisce qui, perché oltre ai contenuti potremmo parlare delle modalità adottate da questo Governo che vanno dall'uso smodato della fiducia per scavalcare il confronto democratico e il ruolo del Parlamento,all'uso-abuso della formula, opera di interesse strategico e indifferibile; che IMPONE ogni opera su territori.

 

NON si tratta quindi di rimuovere solo alcuni passaggi o articoli, caro Sig Sindaco e Consiglieri, ma l'intero decreto, l'impalcatura è completamente insostenibile e la direzione e quindi da respingere.

La conclusione, caro Sindaco Tagliani e giunta renziana, è che credevamo con l'era Berlusconi di aver visto il peggio, ma mai come in questi mesi e in particolare con questo decreto (che non è che una delle pillole amare che dobbiamo ingerire) si dimostra i maniera INEQUIVOCABILE che al peggio non c'è mai fine.

 

REPORT in PILLOLE discussione Sblocca Italia lunedì 27 ottobre:

Anselmi (FI) la prende alla larga per arrivare ad esprimere un'astensione perché non si può fermare il rilancio del Paese attraverso le indispensabili infrastrutture, Fiorentini (SEL) dichiara il proprio appoggio, ma smorza i toni di contrapposizione politica, Rendine (GOL) spazia dalla forma scritta della mozione per l'uso del condizionale al posto dell'indicativo, alla rimpianta energia nucleare "pulita" per approdare alla benedizione delle estrazioni in Basilicata, fonte di molti posti di lavoro, Cavicchi (Lega) si stupisce e ritiene inutile dover analizzare e discutere un problema nazionale che compete ai nostri Parlamentari. Il PD, dopo aver elogiato l'operato di un governo che ha messo un argine al populismo dilagante, sostiene che non si può rigettare questo decreto, ma solo eventualmente emendare, perché la Cispadana opera indifferibile e il "salva Genova" una sorta di dovere morale.

Non si butta via il bambino con l'acqua sporca. E concorda con chi sostiene che quella non è la sede per una lunga discussione nel merito.

La mozione viene OVVIAMENTE respinta dopo nemmeno un'ora di discussione.

LA NOSTRA RIFLESSIONE FINALE è questa:

Volendo soprassedere sul riferimento al populismo da parte di chi sostiene ciecamente un leader che ha creato la sua forza mediatica su promesse che trasudano di populismo e sul comportamento del sindaco che non si è fermato per più di 10 minuti consecutivi in aula ad ascoltare, rileviamo che la discussione sullo Sfascia Italia è durata meno di un'ora perché considerata "troppo".

Troppo lunga per entrare nel merito, troppo delicata, troppo complessa, troppo politica, troppo lontana dai compiti di un Consiglio Comunale. Anche se, come ha ricordato puntualmente in conclusione il Consigliere Vitali (M5S), QUI abbiamo l'inceneritore (molto amato dal PD), QUI abbiamo la minaccia delle trivellazioni idrocarburi, QUI avremo infrastrutture impattanti e QUI ancora tanto cemento che danno ossigeno alle solite cooperative e alle mafie emiliane. Non a Roma, QUI!

La verità è che è TROPPO pieno di pessime scelte per poterlo ammettere da parte di chi si trova nell'imbarazzo di dover difendere l'indifendibile .

Lo Sfascia Italia va azzerato e poi quel po' di buono che c'è va riformulato in decreti mirati e omogenei, così come vuole la Costituzione. Tenere il bambino troppo a lungo nell'acqua sporca è funzionale a chi ha altri obiettivi da raggiungere.

 

La notizia è che il Sindaco di Bologna, Valerio Merola (PD) si è opposto, con successo, al taglio allo stipendio di Tomaso Tommasi di Vignano, presidente della multiutility Hera (confermato ieri al vertice della società) che guadagna 475 mila euro all'anno. La ipermediatica linea del premier Matteo Renzi, che prevederebbe un tetto agli stipendi dei supermanager pubblici di 240 mila euro, viene dunque volutamente sconfessata, in barba ai buoni propositi di risparmio ed equità.

Come sempre, il PD ,se la suona e se la canta;: va in scena la consueta bagarre finto-polemica. Il segretario bolognese del Pd, Raffaele Donini rilascia dichiarazioni indignate ed opposte nel merito, il capogruppo del Pd in Comune Francesco Critelli cerca di buttare acqua sul fuoco. Si confondono un po' le acque, si occupano gli spazi mediatici di governo e di opposizione, e si conseguirà il risultato perseguito: nessuno toccherà lo stipendio d'oro.

La morale è sempre quella: i manager si strapagano, la differenziata viaggia a rilento, e noi utenti paghiamo le tariffe tra le più alte d'Italia per i rifiuti.

Anche per questo il M5S si oppone fermamente al progetto regionale di monopolio dei servizi da parte della multiutility Hera di cui il sindaco Tiziano Tagliani è notoriamente sponsor attivo da anni (vedi Geotermia e Inceneritore, progetto Corepla, Servizio Idrico, ecc..) e si impegna, in caso di vittoria, a costruire l'alternativa a livello municipale. Una graduale politica di ripubblicizzazione dei servizi potrà creare nuove opportunità di lavoro, oltre che fornire garanzia di qualità, risparmio sulle tariffe ed efficienza.