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Il problema della raccolta rifiuti nella città di Ferrara continua ad essere pressante e richiede una presa in carico urgente attraverso una soluzione civica e civile condivisa, ma allo stesso tempo guidata da un’azione di governo fondata su criteri ragionati. L’attuale sistema che ha generato disagi per la popolazione ed una esponenziale crescita delle discariche abusive documentate dai cittadini stessi, resta un’incognita di efficienza e costi per la collettività, complice anche la mancanza di risposta da parte dell’ente regionale di controllo circa i dati da noi richiesti sugli esiti delle applicazioni in altri ambiti territoriali. A distanza di 4 mesi non abbiamo avuto riscontri. Diventa pertanto indispensabile l’avvio di un’iniziativa del governo locale di verifica degli esiti ai fini di mettere in atto un’azione di controllo e correzione dello stato attuale della gestione dei rifiuti.

A queste premesse negative, si aggiungono i numerosi pronunciamenti normativi destinati ad arginare una malagestione complessiva, vedasi la Delibera ANAC 626 del 2017, che aggiunge un ulteriore imput alla necessità di procedere ad una valutazione seria, efficace e innovativa del rinnovo del bando raccolta rifiuti scaduto, lo ricordiamo, nel 2017.

Per queste ragioni, come portavoce in Consiglio comunale del Movimento 5 Stelle, appoggio la proposta di iniziativa popolare di ‘Comitato Mi Rifiuto’ e ‘Ferrara in Comune’ per un avvio di uno studio di fattibilità sulla ripubblicizzazione del servizio raccolta rifiuti proprio in occasione del nuovo bando di gara, in un’ottica complessiva di analisi di percorsi gestionali che esulino dallo stato di monopolio attuale, che sembra procedere, nonostante le criticità suddette, senza argini di natura amministrativa locale.

Per tali motivi e per la necessità di dare un servizio efficiente di raccolta rifiuti parteciperò alla raccolta firme e appoggerò l’iniziativa in tutte le sedi opportune.

Ilaria Morghen, M5S Ferrara

Una delle incognite più affascinanti, dal punto di vista urbanistico e turistico ma anche culturale, è di sapere come verrà gestito lo spazio aperto denominato “Giardino delle Duchesse”, peraltro già utilizzato in passato per mercatini, spettacoli, pista del ghiaccio e altre occasioni commerciali e non.

Si tratta di uno spazio con due accessi (via Garibaldi sul lato sud e largo Castello sul lato nord) nel quale si gioca una parte non trascurabile della fruibilità di una zona nevralgica del centro storico e della zona pedonale di Ferrara.

Il Movimento 5 Stelle di Ferrara, attraverso una mozione del consigliere Claudio Fochi, propone di utilizzare tale cortile interno per creare, in modo sperimentale o permanente, un giardino rinascimentale, degno collegamento pedonale fra l’antica piazza di corte, palazzo Marchionale poi Ducale (oggi piazza Municipale e palazzo Municipale) e il lato sud del Castello Estense, in spazi frequentati, tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo dalla Corte Estense e sicuramente vissuti dal Duca Ercole I° d’Este e dalle sue figlie Isabella e Beatrice, da Lucrezia Borgia, dal marito Alfonso d’Este, da Ludovico Ariosto – che nei pressi fece allestire anche un teatro stabile.

Tale proposta, che illustra in dettaglio come non sia affatto impossibile ricostruire un giardino rinascimentale o un brolo (di tradizione medioevale che tuttavia persiste in epoca rinascimentale) - vista l’abbondanza delle descrizioni dettagliate nelle fonti archivistiche (anche a livello locale) sia per quanto riguarda le specie vegetali e arboree sia per quanto riguarda le conformazioni di giardini formali rinascimentali - invita la Giunta a prendere in considerazione la possibilità di riallestire uno spazio verde rinascimentale che si concretizzi come un valore aggiunto, in pieno centro storico, dal punto di vista turistico ambientale ed urbanistico. Nella mozione si suggerisce, inoltre, di avvalersi, per la progettazione, di numerose sinergie locali che hanno pienamente dimostrato di sapersi occupare della gestione e cura di zone verdi e giardini storici, dagli uffici comunali competenti del verde pubblico, al Garden Club, a chi ha organizzato e gestito Interno Verde, a Giardini Estensi, all’istituto professionale Navarra, per citarne alcuni. I punti di riferimento non mancano. Facili e suggestive potrebbero essere anche sinergie, in chiave scenografica e logistica, da innervarsi con le rievocazioni storiche curate dall’Ente Palio.

Lo spazio aperto venne descritto in epoca rinascimentale come un giardino strutturato a croce (come persiste attualmente) con una fontana dorata al centro. Spazio che, qualora ricreato non solo darebbe alla nostra Città uno spazio verde supplementare e qualificato in un centro storico, drammaticamente povero di verde, ma potrebbe costituire un richiamo turistico come succede in dozzine di giardini rinascimentali italiani, alcuni citati nella mozione del M5S.

Naturalmente, il tutto subordinato non solo al parere della Soprintendenza alle Belle Arti ma anche ai lavori di ristrutturazione previsti negli edifici in muratura che circondano il cortile.

Siamo convinti che, in una città inserita nei luoghi protetti dell’Unesco proprio in virtù della sua tradizione rinascimentale, un giardino formale di ispirazione 400esca o 500esca si integrerebbe in modo virtuoso e, anche se vi sarebbero minori introiti comunali per oneri di occupazione di suolo pubblico (mercatini, fiere, bancarelle …), ciò sarebbe compensato da un asset supplementare da valorizzare come risorsa turistica.

Claudio Fochi, M5S Ferrara