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Dal settembre 2018 , tutte le pubbliche amministrazioni (nazionali e locali) possono finalmente attingere al personale della Difesa in ausiliaria, a costo zero! Esempio:un Comune ha necessità di un ingegnere specializzato? Di un medico? Di un biologo? O di un informatico? Di un architetto?

Ebbene,ora il sindaco o un suo delegato possono contattare direttamente la direzione del personale militare, chiedere se tra le Forze Armate ci sono professionisti in ausiliaria residenti presso il Comune stesso e la Provincia e chiamarli in supporto dell’amministrazione per i 5 anni previsti!

Il M5S di Ferrara, con un Ordine del Giorno del consigliere Claudio Fochi ,propone alla giunta estense di avviare un percorso di collaborazione in questo senso che, qualora accolto e implementato, potrebbe consentire, senza aggravio di spesa, preziose sinergie con professionalità acclarate da spendere a livello di amministrazione locale.

Per chi non lo sapesse, l’istituto dell’ausiliaria è infatti un periodo transitorio durante il quale il militare, in occasione della cessazione del rapporto permanente di impiego e, in alternativa, al congedo in riserva, può essere richiamato dalla Pubblica Amministrazione della sua provincia di residenza per un periodo di cinque anni. Senza alcun costo supplementare per la P.A., poiché il militare in quei 5 anni continua ad essere pagato dalla Difesa.

Si tratta di uno strumento che è sempre esistito, ma che la Difesa -nei governi che si sono susseguiti fino ad oggi - non ha mai saputo mettere a disposizione dei Comuni o delle Regioni. È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale l’elenco dei militari in ausiliaria: professionisti con le loro qualifiche pronti a dare il loro contributo a Comuni, Regioni e a tutte le pubbliche amministrazioni che ne avranno necessità.

“Un passo, questo” , - dichiara il ministro della Difesa dott.ssa Elisabetta Trenta - “per cui non chiediamo alcun applauso, poiché’ non solo rientra nei doveri del ministero che guido, ma soprattutto perché è coerente con quanto avanzato dal M5S il 30 luglio 2015 attraverso l’interrogazione parlamentare degli allora senatori Marton, Crimi e Santangelo. Allora ci chiedevamo perché questo strumento fosse disatteso. Oggi, al governo, lo abbiamo messo finalmente a sistema, andando a sostenere anche centinaia di Comuni che potranno dunque avvalersi di queste pregiate professionalità’”.

Non ci rimane che capire se l’amministrazione comunale estense saprà manifestare la volontà politica di cogliere questa opportunità.

ClaudioFochi M5S Ferrara

Ad un occhio superficiale, ci si potrà chiedere perché il Movimento 5 Stelle ha votato no alla delibera popolare sui rifiuti, pur avendo detto dall’inizio di sostenerla con tutti i mezzi ed anzi appoggiando la raccolta firme con i propri esponenti. La risposta, sintetica, é altrettanto semplice: quella che é uscita dall’aula non era più la delibera popolare ma il mostro preconfezionato dal PD con i suoi avventurosi emendamenti: Una deviazione tale nel contenuto dal renderla indigesta agli stessi comitati promotori che la hanno bocciata su tutta la linea, riferendo di una soluzione che era addirittura inaccettabile nel testo di presentazione.

Cerchiamo di capire perché: la proposta aveva un vizio di forma da sanare nella seduta del consiglio per diventare ammissibile e inoltre chiedono un tavolo neutro, vero, di partecipazione democratica.

La “sanatura” esce con l’attribuzione ad Atersir dello studio di fattibilità con gli emendamenti PD: Cioè l’ente che controlla a chi dare la gara deciderà se é meglio la gara stessa o l’affidamento pubblico diretto e si occuperà di indirizzare lo studio sul sistema pubblico alternativo. Atersir é un organo di controllo, condannato da una pluralità di rapporti di Anac e dell’antitrust per il suo ruolo di controllore “controllato” ovvero di essere, di fatto ritenuto subalterno a Hera e non ad essa indipendente. Atersir é ente dove partecipano gli stessi sindaci che però hanno nei loro portafogli le azioni Hera, ivi compreso il comune di Ferrara. É altresì presieduta dal sindaco Tagliani. Quindi, per riassumere: il PD chiede alla giunta Tagliani (possessore di azioni Hera) di dare ad Atersir, presieduta da se stesso, di fare uno studio di fattibilità che sia potenzialmente contrario alle decisioni e gli interessi dei soggetti partecipanti all’ente stesso. Un mostruoso conflitto di interessi che da anni va avanti e abbiamo sempre denunciato. Potrà l’organo monopolizzato da interessi privatistici e che già si é espresso per un bando privato realizzare uno studio che sia contro tutto questo? Ci chiediamo se, per esempio, il vostro capoufficio vi chiedesse se il vostro posto di lavoro serve perché in caso contrario vi sbatte in mezzo a una strada. Gli rispondereste mai che é meglio che vi licenzi per farvi morire di fame?

Atersir é un concentrato di tutte le follie politiche del Pd tanto da essere non solo oggetto di attenzione di Anac e Antitrust ma anche di proposte che ne portino l’abolizione e il ritorno a enti di controllo dove i conflitti di interesse siano eliminati.

Terminiamo dicendo che si voleva uno studio utile, profondo e significativo per la città rispettoso delle firme raccolte e dei cittadini stessi, contestati anche di aver fatto un lavoro incompleto quando i regolamenti decennali comunali sono lacunosi in materia da non prevedere neanche come andasse discussa una delibera popolare. Noi volevamo che uscisse il testo e la sostanza di quello che fosse il volere popolare (ma il movimento 5 stelle si sa, é un banale soggetto populista) e che ai cittadini spettasse l’ultima parola su come fare le cose per il loro bene.

A un testo che lasciasse tutto nelle mani di un Tagliani in prossima scadenza proprio non lo abbiamo digerito: Che il Pd ormai politicamente morto e così litigioso al suo interno da metterci mesi a assumere una posizione sull’argomento che probabilmente non governerà più da maggio 2019, non volevamo lasciare le redini di tutto e abbiamo detto no. Difenderemo in altre sedi e in campagna elettorale l’idea di un servizio pubblico realmente efficiente e scevro da rischi di contaminazione di conflitti di interesse.

Al Pd lasciamo il suicidio politico di aver distrutto la città e averla riempita di immondizia in ogni angolo. Loro, i capaci, come si autodefiniscono, rimangono chiusi nel loro bunker sperando che la battaglia (politica) non li travolga. L'illusione, sia chiara, rimane totalmente effimera.

Movimento 5 Stelle - Ferrara