Venerdì 10 marzo ore 18:30, presso il Centro Congressi dell’Hotel Duca d’Este in via Bologna 258 a Ferrara,
Conferenza “Tutela dei risparmiatori CARIFE”.

Il Movimento 5 Stelle intende procedere a proprie spese, a nome di risparmiatori, azionisti e clienti di Banca CARIFE, ad azioni giuridiche presso le Corti di giustizia sovranazionali e, in particolare, innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per la tutela del risparmio dei cittadini e dell’integrità e della salvaguardia del futuro delle imprese. Un’azione legale collettiva di grande portata con l’obiettivo del risarcimento totale del danno provocato dallo scellerato “Decreto Salvabanche”.

Lo scopo della serata è lanciare l’importante iniziativa e raccogliere adesioni di risparmiatori e azionisti azzerati che intendono perseguire l’iter burocratico gratuito di denuncia e di richiesta risarcimento.

Interverranno alla presentazione: Ilaria Morghen (Consigliere comunale M5S a Ferrara), Milena Zaggia (Comitato ‘No Salva Banche’), David Borrelli (Eurodeputato M5S), Gianni Girotto (Senatore M5S), Vittorio Ferraresi (Deputato M5S), Luigi Di Maio (Deputato M5S - Vice Presidente Camera dei Deputati) e Gaetano Filograno (Avvocato).

Stiamo ricorrendo alla Corte Europea per tutelare i risparmiatori danneggiati dal dissesto delle banche colpite dal bail-in, inclusa CARIFE, evidenziando le omissioni dello Stato italiano in loro difesa. Riteniamo, infatti, che chi doveva controllare, come Bankitalia e Consob, non lo abbia fatto e chi doveva tutelare il risparmio, cioè lo Stato, nemmeno. È stato dimostrato in modo palese, l’assoluto disinteresse dello Stato con riferimento agli articoli 47 e 28 della Carta Costituzionale. Lo Stato è responsabile per le violazioni commesse dai funzionari e dai dipendenti degli Enti preposti al controllo del risparmio e per questo deve risarcire i truffati.

Le vite rovinate e i suicidi di queste persone rimarranno sulle loro coscienze, se ne hanno una. Per il ricorso il M5S ha conferito il mandato allo studio dell’Avvocato Sergio Calvetti di Treviso (che difende 4mila risparmiatori e azionisti di Veneto Banca e Popolare di Vicenza) e a Salvatore Patti, dello studio omonimo, ordinario di diritto privato all’Università La Sapienza di Roma.

Due sono le violazioni che si ipotizzano, sulla base di quanto previsto dalla Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali (CEDU): la violazione del divieto di schiavitù (art. 4), inteso come privazione della possibilità economica di sostentamento nell’ambito sociale, e la privazione della proprietà privata (art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione). Siamo consapevoli di una possibile dichiarazione di inammissibilità da parte della Corte Europea, che non precluderebbe però l’eventuale azione anche in Italia. A pagare il risarcimento integrale devono essere i responsabili ad ogni livello, in nome di una giustizia giusta, libera ed uguale per tutti.

Mentre politici e politica parlano, noi passiamo ai fatti, e lo facciamo con i nostri soldi. Il procedimento sarà infatti sostenuto economicamente dai consiglieri regionali veneti del M5S, con il taglio volontario degli stipendi. Davanti ad uno scenario del genere ci sentiamo in dovere di fare il massimo e riteniamo che questa iniziativa sia una strada obbligata da percorrere insieme, facendo fronte comune. Noi una coscienza ce l’abbiamo, al contrario dei governi delle banche, di quello nazionale e regionale.

L'osservatorio di Camera di Commercio e Prometia-UnionCamere ci consegna una fotografia impietosa e allarmante della nostra città: Ferrara cresce meno del dato medio della regione Emilia Romagna, in calo il numero delle imprese in particolare nel settore delle costruzioni, in agricoltura e nel commercio; in crescita solo il settore alberghiero e artistico.

L'occupazione nel 2016 è rimasta stagnante e sotto la media regionale e nazionale, mentre è cresciuta la cassa integrazione.
La popolazione comunale cala e invecchia, in calo quella scolare; aumentano le famiglie di un solo individuo, la media dei componenti familiari è di 2. I nuclei mono familiari sono composti da anziani soli, separati, single, che vivono spesso in situazioni prive di tutele. Una città senza futuro.
In crescita il flusso turistico, ma cala la durata media della permanenza che è di 1,8 gg. Un turismo mordi e fuggi che non può rilanciare né l'immagine né l'economia di una delle più belle città rinascimentali del Paese.
Popolazione in fuga, imprese che chiudono, Ferrara non è un polo attrattivo di investimenti e a ciò va aggiunto un tasso di incremento dei fallimenti che nel triennio 2013-15 è triplicato, portandosi a valori doppi rispetto alla media nazionale. Assai probabile all'origine di questo, oltre la congiuntura negativa nazionale, l'effetto contraente delle sofferenze bancarie, con particolare riferimento al caso Carife.

Il Documento Unico di Programmazione (DUP), che racconta il futuro di Ferrara concepito dall'amministrazione Tagliani, viene analizzato in questi giorni in sede di discussione di bilancio e contiene prevalentemente grandi numeri, cifre spesso ipotetiche, che non sono certo in grado di aprire alla speranza di un vero rilancio della città e della vita dei suoi abitanti, sempre più anziani e sempre più poveri.

Ciò che si percepisce chiaramente è la tendenza all'auto conservazione, cioè ad un mantenimento dell'esistente con qualche investimento rivolto al ripristino, più che alla creazione del nuovo. Assente, o perlomeno incomprensibile nel DUP, lo sguardo sul futuro, la visione di medio lungo respiro che dovrebbe guidare, soprattutto in anni così difficili, amministratori illuminati. Mancano il progetto di innovazione e rilancio dell'economia e dei servizi, quello sul disagio sociale, quello su ambiente e turismo. Ci si limita prevalentemente all'ordinario, nessuna fotografia sul domani, nessuna direzione di marcia ben definita per la rinascita, entro 10-20anni, di una città in pieno declino. Senza questa visione ogni azione, magari anche virtuosa, resta fine a sé stessa e diventa sterile.
Eppure basterebbe copiare, in Europa sono diversi gli esempi di città (Barcellona, una di queste) cha hanno saputo investire sul futuro con idee innovative, progetti di riqualificazione di interi quartieri, promozione di politiche economiche e sociali che valorizzino e attraggano le giovani generazioni.
Certo le problematiche partono da lontano, dalle politiche di austerity ed i vincoli di bilancio imposti dalla Troika, che anche quest'anno costituiscono l'ossatura portante dell'azione dell’ennesimo Governo di nominati, politicamente in linea con l’amministrazione di Ferrara. Tutte le manovre della Legge di Bilancio sono largamente insufficienti ad affrontare seriamente i problemi economici del nostro Paese elencati in prefazione al DUP; i dati macroeconomici, quand'anche fossero reali, essendo dati medi non evidenziano l'aumento del divario nella distribuzione della ricchezza, per cui paradossalmente aumentano i depositi, ma solo dei più ricchi mentre calano quelli di aziende e cittadini più poveri.

Di tutto questo parleremo GIOVEDI 2 MARZO , ore 21 presso la Sala della Musica, via Boccaleone 19, all'incontro aperto alla cittadinanza, con analisi degli interventi M5S in sede di dibattito consiliare sul bilancio e proposte di idee nuove per riscattare e dare speranza ad una città in piena stagnazione, anche psicologica.