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ECONOMIA

Dall'analisi della situazione delle attività economiche e quindi anche dell'occupazione contenuta nei report trimestrali dell'osservatorio dell'economia della CCIAA di Ferrara, si evince una situazione di totale negatività documentata da numerosi grafici in cui tutti gli indici economici, settore per settore, portano il segno meno. Un trend in discesa su tutti i fronti (non c'è un settore esente) compresi gli indicatori che misurano la capacità di una comunità di reagire e risollevarsi (es. imprenditoria giovanile,femminile, export, ecc.).

Per informazioni più dettagliate vedasi sito: http://www.fe.camcom.it/servizi/osservatorio-dell-economia/presentazioni/ii-trimestre-2013

La diagnosi è impietosa e non lascia spazio. Ferrara è malata, ma è ormai malata terminale e se non coglie in fretta la difficile ma obbligata sfida del cambiamento, inteso come visione illuminata delle risorse locali per trasformarle in opportunità di rilancio e rinascita, è destinata a svuotarsi di cervelli e di giovani.
La sfida di un cambio di paradigma nell'economia ferrarese può essere vinta solo da una classe politica completamente rinnovata, capace sia di produrre idee nuove e un modello diverso.
In altre parole la politica degli amici degli amici deve essere completamente sostituita da trasparenza, meritocrazia, meccanismi d'accesso con pari opportunità.
Ciò premesso, la nostra proposta non intende partire da alchimie di bilancio che cambiano nome alle gabelle, di promesse di servizi agevolati, di politiche di austerità che svendono e annullano i diritti dei cittadini in nome della dea ,Crescita;.

I nostri punti fondamentali da discutere e sviluppare insieme ai cittadini e alle associazioni per il rilancio della città e di una nuova visione del vivere comune sono:

  • sostegno al rilancio delle imprese private, dando priorità la piccola-media impresa e la sua capacità di soddisfare i BISOGNI PRIMARI (fondamentale farsi guidare nelle scelte dalla domanda: ,di cosa abbiamo bisogno per diventare una comunità sostenibile e solidale?;);
  • partire dalle risorse del territorio: naturali, culturali, artistiche, umane e professionali che devono trovare la massima valorizzazione e tutela nell'ambito locale;
  • ritagliare un ruolo completamente nuovo all'amministrazione comunale, proponendola come PROMOTORE e GARANTE di gruppi di acquisto per una rete di imprese locali capaci di creare occupazione per il territorio, migliorare la qualità dell'ambiente e spazi comuni, gestire le risorse per rimetterle in circolo sul territorio al servizio della comunità;
  • creare un collegamento stretto con UNIFE per recuperare e valorizzare le eccellenze che in molti campi, in primis quello sanitario, potrebbero rilanciare attività di ricerca, attrattive di talenti e quindi di occupazione di alto livello;
  • monitorare costantemente , quindi combattere, ogni forma di economia malavitosa sul territorio;
  • favorire la nascita di imprese dedite al riuso e al riciclo, nell'ottica del recupero e della trasformazione di un rifiuto in risorsa che crea lavoro e quindi ricchezza per tutti;
  • favorire la conversione degli istituti di credito locali verso modelli ispirati alla finanza etica o in strumenti autogestiti da soci risparmiatori (es. Soc. Cooperative MAG) a sostegno di famiglie in difficoltà e di una economia territoriale e solidale.

Settori da analizzare:

AGRICOLTURA

Rilanciare la cultura delle 3 A (agricoltura, ambiente, alimentazione) che deve fare da traino all'economia locale.
L'agricoltura, che nel ferrarese custodisce un enorme patrimonio di cultura rurale e una potenzialità produttiva quasi esclusiva in termini di quantità e di qualità, va rilanciata restituendole dignità e professionalità che si è perduta per mancanza di ricambio generazionale e di redditività nelle piccole-medie aziende.
È urgente e indispensabile innescare una vera e propria inversione di tendenza rispetto all'attuale situazione:

  • portare all'eccellenza le scuole professionali agrarie per alzare il livello di professionalità nel settore e incentivare il ricambio generazionale
  • promuovere una capillare campagna di informazione sul settore e sul forte legame con la sicurezza del territorio, la tutela del paesaggio, la capacità esclusiva di soddisfare i bisogni primari attraverso la produzione di cibo, la cultura rurale da cui tutti,nessuno escluso, veniamo.
  • promuovere il consumo del prodotto locale favorendo una rete ben organizzata di produzione e commercio a km zero
  • favorire l'insediamento dei giovani nel settore
  • liberare l'agricoltura dalla morsa della burocrazia persecutoria e dei suoi costi ; le politiche della UE e il sistema Paese hanno ingigantito a dismisura l'apparato burocratico non tanto per migliorare l'attività agricola quanto per mantenere una massa enorme di funzionari che vivono di un ,non lavoro; che ostacola e spesso blocca il lavoro dell'impresa; forte è il rischio di soffocare anche la migliore imprenditoria giovanile.

ARTIGIANATO

  • con lo stesso sistema della rete di imprese locali promossa, garantita e supervisionata dall'amministrazione comunale, la produzione artigiana sul territorio va incentivata soprattutto quando sostenuta da idee e talenti dei giovani.
  • promuovere progetti di laboratori artigiani (copiando da esperienze del nord Europa) e riqualificare i centri di formazione professionali esistenti per recuperare competenze sui vecchi e nuovi mestieri con particolare attenzione verso il recupero,riuso e riciclo in un'ottica di minor consumo e stili di vita più sobri, favorendo comunque l'occupazione e quindi il lavoro.
  • promuovere una capillare campagna di informazione, anche per il prodotto artigiano locale, per favorire il consumo sul territorio.
  • Favorire la nascita di Fab-Lab (fabbriche laboratorio) che dovranno diventare uno spazio di aggregazione, un laboratorio artigiano dove si possa sviluppare la capacità di collaborare attraverso lo sviluppo spontaneo di gruppi di lavoro che si verranno a formare in seguito all'incontro in loco di varie competenze.

COMMERCIO

Rilancio del commercio all'interno del centro storico per ricostruire la rete di negozi perduta in questi ultimi anni e riqualificare così la vita all'interno della città, riportandovi l'interesse del cittadino non solo verso l'acquisto, ma anche per il tempo libero, il godimento di spazi urbani, di arte e cultura.

  • promuovere una rete di botteghe secondo modelli di consumo ispirati al principio della sobrietà e territorialità.
  • La creazione di un breviario tascabile e digitale dove inserire mappe della città divise in capitoli tematici (dove trovare negozi con merci particolari, vendite di prodotti biologici, agriturismi, locali e ristoranti bio e a zero chilometri, negozi di commercio equo-solidale), il tutto incentivato da buoni sconto e offerte per acquistare negli esercizi e nelle botteghe proposte.