AMBIENTE E RIFIUTI

La qualità, la salubrità, la bellezza e la fruibilità dello spazio urbano e naturale in cui si vive diventano un faro per qualsiasi scelta di carattere politico ed economico dell'amministrazione.

  • Progressivo ripristino di condizioni ambientali salubri e rispettose dell'equilibrio naturale, attraverso scelte in campo energetico e urbanistico mirate a eliminare, con una progressiva riduzione, le numerose fonti di inquinamento ambientale di aria, acqua, suolo del nostro territorio.
  • Installazione di nuove centraline a tecnologia più sofisticata per il monitoraggio sempre più accurato della qualità dell'aria con rilevazione dei dati riguardanti l'inquinamento prodotto dagli inceneritori, delle turbo gas e dalle discariche.
  • Interventi mirati alla chiusura nel minor tempo possibile dell'inceneritore e delle discariche.
  • Sviluppo di un progetto di mobilità che miri alla progressiva diminuzione del traffico cittadino.
  • Decisa opposizione al consumo di territorio e alla ,cementificazione selvaggia;.

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO

  • Monitoraggio e controllo delle zone a rischio di inquinamento elettromagnetico quali edifici vicini a cavi dell'alta tensione, cabine Enel, ripetitori.
  • Informazione e sensibilizzazione sui rischi da esposizione ai campi elettro  magnetici.

CENTRALI BIOGAS

√à ormai appurato che il bilancio economico e ambientale non regge. Riteniamo che il biogas non sia a lungo sostenibile in quanto sottrae terreno all'agricoltura per alimentazione umana e animale, aumenta ulteriormente le emissioni in atmosfera in un territorio già pesantemente gravato anche per le particolari condizioni climatiche e non regge senza gli incentivi. Inoltre, risultano ancora piuttosto controversi gli studi delle caratteristiche dell'organico in uscita e degli eventuali rischi legati a una sua massiccia distribuzione sui terreni.
Riteniamo pertanto utile l'intensificazione dei controlli sulle centrali già esistenti e disincentivarne l'apertura di nuove sul nostro territorio.

RIFIUTI

L'Italia non riesce a stare al passo con le direttive dell'Europa, tanto è vero che abbiamo a carico 110 procedure d'infrazione, 36 delle quali sono dovute a un tardivo recepimento delle direttive, tra le quali c'è anche quella relativa ai rifiuti.
Il piano Regionale dei rifiuti 2014/2020, recentemente proposto dalla nostra Regione, si propone solo parzialmente di raggiungere gli obiettivi europei, tentando di raggiungere il 70% di raccolta differenziata entro il 2020, mentre l'Europa già ci chiedeva di raggiungere il 65% entro il 2012. Oggi siamo intorno al 50%.
Nel piano regionale continua la politica dell'incenerimento prevedendo la chiusura entro il 2020 di soli 2 inceneritori sugli 8 esistenti,mentre l'Europa sta chiedendo la loro completa chiusura entro il 2020.
Le esperienze che ci vengono trasmesse da comuni veneti, molto più virtuosi dei nostri, dicono che è possibile raggiungere l'80% di raccolta differenziata in pochi mesi, purché si intenda fare una seria politica di recupero e riciclo. Ci hanno inoltre dimostrato la consistente economicità delle loro bollette, che essendo oltretutto puntuali, non si basano sulla dimensione dell'abitazione, ma su lreale conferimento di rifiuti di ogni singolo appartamento.
Per inseguire la Regione Veneto, molto più progredita della nostra in termini della raccolta rifiuti, riteniamo opportuno proporre:

  • Azioni mirate che portino alla chiusura dell'inceneritore attraverso lo sviluppo di un piano dei rifiuti in linea con la strategia,Zero Waste;.
  • Adozione di un piano rifiuti alternativo agli inceneritori, con l'attuazione di una corretta raccolta differenziata attraverso il coinvolgimento dei cittadini, che preveda il raggiungimento del porta a porta e l'incentivazione del compostaggio domestico.
  • Tariffazione puntuale nella bolletta dei rifiuti e non più basata sulla metratura dell'abitazione o sul nucleo familiare, ma che tenga concretamente conto degli effettivi conferimenti di ogni nucleo abitativo in modo da premiare i più virtuosi e penalizzare i più inquinatori (chi più inquina, più paga).
  • Favorire e incentivare la nascita sul territorio di una rete di piccole imprese che facciano da filiera per il recupero, riciclo e l'eventuale riparazione di elettrodomestici e di oggetti che possono essere riutilizzati.
  • Incentivare lo sviluppo di impianti in grado di recuperare e differenziare ciò che sfugge alla differenziazione tipo TMB(Trattamento meccanico biologico).
  • Incremento numero di cestini rifiuti dislocati in ambito cittadino che consentano la differenziata.

PIANO URBANISTICO

L'Italia è un paese meraviglioso, ma gravemente malato a causa del consumo di territorio. Da Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio emerge che ogni anno vengono seppelliti sotto il cemento 250.000 ettari. Dal 1950 a oggi è stata cementata un'area pari a tutto il Nord Italia. La nostra città non ha bisogno di nuove case e nuove strade, ma ha bisogno di ristrutturare e rivalutare quelle esistenti.
Il Comune di Ferrara ha più volte tentato di alienare alcune aree dismesse, ma non trovando investitori ha dato vita nel 2007 alla società Ferrara immobiliare S.p.A.
Dal 2007 al 2012 questa società è costata alla collettività circa 1 milione di Euro, pertanto riteniamo indispensabile riappropriarci di queste zone trasformandole in opportunità di aggregazione per i cittadini.
A tal proposito proponiamo:

  • Riqualificazione aree dismesse (es. ex AMGA, Palazzo degli specchi, ex Moof, Rivana, spazio Grisù, ecc. ).
  • Bloccare la cementificazione.
  • Favorire la bonifica dei terreni inquinati.
  • Promozione e incremento della realizzazione degli orti urbani.
  • Favorire l'adozione di determinati appezzamenti di aree verdi urbane da parte di cittadini, che si incarichino di prendersene cura.
  • Riqualificazione aree verdi degli argini del Po e del Po di Volano.
  • Rimboschimento aree Parco Urbano e sotto mura.

GRANDI OPERE

Opposizione alla costruzione delle autostrade Cispadana e Orte/Mestre.

DIFESA DEL TERRITORIO

  • Bilancio completo dei siti inquinati attraverso l'utilizzo di differenti e più estese campionature.
  • Netta opposizione a qualsiasi progetto di trivellazione per estrazione di idrocarburi sul territorio alla luce dei numerosi rischi d icarattere ambientale (sismico, idrogeologico, subsidenza‚Ķ) e della totale mancanza di utilità economica e sociale per i cittadini.
  • Netta opposizione alla finta geotermia (non esistono vere fonti geotermiche sul territorio) di Hera in quanto progetto NON sostenibile dal punto di vista ambientale, energetico ed economico.
  • Promuovere, assieme al Consorzio di Bonifica Pianura, un progetto di diffusa informazione ai cittadini sul fragile equilibrio de lnostro territorio e sulle sue caratteristiche idrogeologiche, per creare consapevolezza diffusa del ruolo vitale che svolge il sistema della bonifica ferrarese e le conseguenti grosse responsabilità per la sicurezza del territorio. Consapevolezza anche dei costi economici e sociali, sostenuti dalla comunità intera, che accompagnano il sistema bonifica e adozione di scelte politiche e relative misure volte a facilitare in ogni modo l'imponente lavoro del Consorzio e l'alleggerimento dei costi del sistema nell'ottica del bene comune.