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PROGETTO ASSISTENZA AZZERATI CARIFE

Richiesta di rimborso risparmiatori ex-CariFe attraverso l’ Organismo di Composizione della Crisi

Introduzione

La storia di una New Bank - Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara è quella di una banca gestita dalle Istituzioni negli ultimi 3 anni e mezzo sotto varie forme. Prima Commissariata da Banca d'Italia e dopo due anni, con un atto formale ed una delibera dell'assemblea dei soci, avrebbe dovuto essere acquisita dal Fitd (Fondo Interbancario di Tutela dei depositi), salvando la Banca, gli azionisti ed i dipendenti. Per questa operazione non è mai arrivata una autorizzazione dalla Bce ed a Novembre 2015   è stata trasformata dal Governo in New Bank.

Diversamente da CariFe, dopo qualche mese lo schema di acquisto di Fitd veniva utilizzato per CariCesena dove sono stati salvati risparmiatori, dipendenti e Banca del territorio. La Nuova CariFe sarebbe dovuta passare ad un nuovo proprietario entro Marzo 2016. Poi proroghe su proroghe. Un'offerta a Luglio 2016 del Fondo Apollo, viene rifiutata, mentre nel frattempo altre Banche e con loro i risparmiatori ed i dipendenti venivano salvati e non macellati. Le rassicurazioni si sono succedute per anni. Si è parlato di piano A, B e all'occorrenza di un piano C.

L'epilogo ha forma del peggiore risultato che le istituzioni hanno realizzato nella gestione di una crisi bancaria. Liquidazione, licenziamenti e vendita con scomparsa totale. L’applicazione del bail-in da parte del Governo Renzi è stato implacabile e devastante, per la Banca, il suo territorio e tutti i cittadini, singoli investitori, imprenditori e semplici ignari risparmiatori. Un flagello che si è abbattuto senza la considerazione degli esiti sulla provincia più povera della Regione Emilia Romagna.

Il M5S di Ferrara continua a seguire la vicenda aberrante della Banca cittadina. Già dal finire del 2015 ha messo a disposizione il proprio Sportello Anticrisi per accogliere e supportare i cittadini cosiddetti azzerati, mediando con le associazioni dei consumatori per la gestione delle pratiche di rimborso. Ha ospitato i parlamentari della commissione finanza, i quali hanno esposto i risvolti sovra e nazionali della crisi delle 4 banche. Ha avviato una serie di lezioni di educazione finanziaria e guida al risparmio sicuro per alleviare e sostenere i risparmiatori traditi e fornire loro consapevolezza dei propri diritti. Allo stato attuale accoglie le istanze di alcuni lavoratori di CariFe e si è preoccupata di dare voce della crisi degli esuberi a livello nazionale attraverso i portavoce in Parlamento. Rimane in attesa, con i propri consulenti legali, di prendere visione degli avvisi di licenziamento, su richiesta dei dipendenti, di valutarne le regolarità formali, considerare il contenuto dell’accordo transattivo e le possibilità d’accesso a strumenti come il NASPI oltre che ad un risarcimento.

E per i risparmiatori azzerati in condizione di sofferenza economica abbiamo studiato con i colleghi fiscalisti e legali degli Sportelli M5S di assistenza al Cittadino di Bologna e Ferrara, un percorso di risarcimento nuovo ed efficace a breve termine.

La base normativa

Legge 3/2012. La suddetta legge prevede la possibilità per i singoli cittadini di presentare al Tribunale di riferimento un "piano di uscita" che permetta di cancellare i propri debiti.
L’articolo 7, capo II della legge 3/2012 recita:

Il debitore in stato di sovra indebitamento può proporre ai creditori, con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi di cui all’articolo 15 con sede nel circondario del tribunale competente ai sensi dell’articolo 9, comma 1, un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano che assicuri il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo stesso, compreso l’integrale pagamento dei titolari di crediti privilegiati ai quali gli stessi non abbiano rinunciato, anche parzialmente, salvo quanto previsto dall’articolo 8, comma 4. Il piano prevede le scadenze e le modalita’ di pagamento dei creditori, anche se suddivisi in classi, le eventuali garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti, le modalità per l’eventuale liquidazione dei beni. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 13, comma 1, il piano può anche prevedere l’affidamento del patrimonio del debitore ad un fiduciario per la liquidazione, la custodia e la distribuzione del ricavato ai creditori.”

Riassumendo: la legge salva-suicidi, sconosciuta alla stragrande maggioranza degli italiani, concede ai privati (artigiani, agricoltori, commercianti, cooperative, ecc.) in situazione di effettiva difficoltà economica, che quindi non sono in grado di ripagare i propri debiti nei confronti sia dell’Agenzia delle Entrate che delle banche, la possibilità di rivolgersi al Tribunale.

Quest’ultimo, una volta accettata la proposta del debitore, nominerà un esperto contabile che analizzerà i conti (debiti e averi) del cittadino e lo aiuterà a mettere in atto un "piano di rientro" creditizio.

I creditori, dall’altra parte, non riceveranno l’intera somma cui hanno diritto, ma solo la parte che realisticamente il debitore può permettersi di pagare. Condizione perché il piano di rientro venga avviato è che esso venga accettato da almeno il 60% di chi deve ricevere i soldi.

Nella procedura che il M5S propone, il creditore e allo stesso tempo debitore, è il cittadino che ha acquistato prodotti retail di Carife e che per lo stato liquidatorio dell’ente non è stato compensato delle perdite. I consumatori/obbligazionisti, i quali hanno visto depauperare il proprio reddito ed il proprio risparmio, incolpevolmente, oggi sono di  certo in  difficoltà ad adempiere le obbligazioni ed i propri debiti, non ultimo il mutuo della casa, la rata dell'auto, i debiti fiscali, e così via.

La Legge n. 3 del 2012 ha il fine di permettere ai soggetti che non possono dichiarare fallimento (consumatori, piccoli imprenditori, professionisti, artigiani, privati in genere, ecc. , persone fisiche che non riescono più a far fronte a debiti contratti per motivi personali) ma anche imprese e società non fallibili in base ai requisiti stabili nella legge fallimentare (ricavi inferiori a 200.000 euro negli utimi 3 anni, attivo patrimoniale inferiore a 300.000 euro negli ultimi 3 anni, debiti anche non scaduti inferiori a 500.000 euro), di sdebitarsi attraverso la liquidazione del proprio patrimonio o mediante  un accordo di ristrutturazione del debito

Lo strumento

Organismo di Composizione della Crisi

Quest'ultimo trova ora la propria regolamentazione nel D.M. 24 settembre 2014 n. 202.

Il predetto Organismo ha la funzione di assistere il debitore sia nell'elaborazione del piano di ristrutturazione sia nella formulazione della proposta ai creditori, nonché di verificare la veridicità dei dati ed attestare la fattibilità del piano, e, ancora, svolge una serie di attività direttamente ausiliarie rispetto alle funzioni svolte dal Giudice.

Il percorso assistenziale

Tramite l'OCC /CCIAA di Ferrara i consumatori/obbligazionisti, persone fisiche, che per tale ragione siano nella oggettiva difficoltà ad onorare le proprie posizioni debitorie, possono presentare la proposta di "Piano del Consumatore" in cui propongono al Tribunale Fallimentare, tramite, l’Organismo di Composizione della crisi di pagare  tutti i propri debiti mettendo a disposizione dei creditori a saldo e stralcio degli stessi, mutuo, rate,cessioni quinto, c/c ,imposte tasse ICI,IMU Tari ecc. anche o unicamente le obbligazioni CariFe al loro valore nominale.

Sarà poi il gestore della crisi che dovrà monetizzare le obbligazioni   anche attraverso la cessione diretta delle stesse ai creditori e quindi con il ricavato, saldare gli stessi.

In tale modo il consumatore, verrà liberato dai propri debiti conseguenti all’incolpevole capacità di onorarli, generata dalla perdita dei propri risparmi.

La legge sul sovra indebitamento, dunque, riconosce al debitore la facoltà di redigere un accordo con i Creditori. Il debitore, inoltre, deve essere esclusivamente una persona fisica, ossia un consumatore, una microimpresa e non essere assoggettabile a procedure concorsuali, e si deve trovare in una situazione di perdurante squilibrio tra obbligazioni assunte e patrimonio prontamente liquidabile, nonché in una definitiva incapacità di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni.

La proposta viene redatta con l'ausilio degli organismi di composizione della crisi e si sostanzia in un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano di ammortamento che assicuri il pagamento dei debiti contratti senza pregiudicare i diritti di chi all’accordo non ha aderito.

L’espletamento delle attività, di competenza del giudice e del debitore, nonché l’omologazione, il ruolo delle parti e i termini sono sottoposte ad un’articolata e completa procedura nei vari articoli della legge al fine di garantire una corretta instaurazione del contraddittorio.

L’elemento della legge in grado di incidere sensibilmente sulla posizione del debitore in difficoltà, risiede nella possibilità di sospensione di ogni azione individuale esecutiva da iniziarsi o già in corso.

All'udienza il giudice, in assenza di iniziative o atti in frode ai Creditori, dispone che, per non oltre centoventi giorni, non possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali, né disposti sequestri conservativi, né acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato la proposta di accordo, da parte dei Creditori aventi titolo o causa anteriore. La sospensione non opera nei confronti dei titolari di crediti impignorabili.

Analisi del rischio

- Il percorso giuridico proposto non ha precedenti per gli obbligazionisti vittime del bail-in applicato dal Governo del Partito Democratico e alleati, guidato dall’ex premier Renzi. Così come non vi sono precedenti di applicazione del bail-in in assoluto sul territorio italiano, analogamente non vi sono precedenti esperienziali di soluzioni tampone.

- Le posizioni devono essere verificate singolarmente.

- La decisione finale spetta al Giudice dopo il  parere favorevole dal Gestore della Crisi nominato dall'OCC.

Analisi del costo

I costi sono quelli di apertura della pratica previsti dalla CCIA (variabile dai 300 ai 500 euro) oppure, se il Cittadino opta per l'istanza direttamente alla Volontaria Giurisdizione  del Tribunale, 125 euro di contributo unificato e marca da bollo.

Il compenso per i consulenti del debitore, in caso di soluzione positiva viene pagato dai creditori  tramite il Tribunale e con tariffe di legge.

N.B. In nessuna fase della procedura i consulenti dello Sportello Anticrisi di Ferrara e Bologna, legali abilitati alla gestione della crisi, percepiranno compenso alcuno. L’operazione di assistenza è totalmente no-profit. L’assegnazione del gestore della crisi da parte del Tribunale fallimentare viene effettuata in maniera indipendente.

Sintesi del percorso assistenziale

  • Assistenza preventiva del Cittadino acquirente di obbligazioni CariFE per valutare se esistono le condizioni soggettive e quelle oggettive previste dalla legge 3/2012.

  • In caso positivo, prepariamo l'istanza, e lo assistiamo nella predisposizione della proposta confrontandoci assieme a lui con il Gestore della Crisi nominato dall'Organismo.

(Allo stato attuale tramite gli Sportelli Anticrisi e SOS Equitalia del M5S di Ferrara e Bologna abbiamo acquisito e gestito secondo la normativa indicata un totale di 7 istanze, 4 istanze a Bologna e 3 a Ferrara).

  • I costi sono quelli di apertura della pratica previsti dalla CCIA (dai 300 ai 500 euro)  oppure se il Cittadino opta per l'istanza direttamente alla Volontaria Giurisdizione  del Tribunale, 125 euro di contributo unificato e marca da bollo.

Come accedere al percorso di assistenza

1. Scaricare dal sito:  www.movimento5stelleferrara.it i 2 moduli di richiesta assistenza.

2. Compilare i moduli inserendo le informazioni richieste.

3. Inviare entrambi i moduli compilati all'indirizzo mail gestionecrisi@libero.it

4. Attendere il parere di fattibilità del consulente

Dalla Parte del Risparmiatore

Ilaria Morghen

Consigliere Comunale M5S


QUI sotto i 2 moduli scaricabili in formato PDF e la Brochure illustrativa del progetto

PDF modulo1 PER VALUTAZIONE PRELIMINARE

PDF modulo2 per Tribunale Civile

PDF Brochure illustrativa


ATTENZIONE!!!!

IMPORTANTE, le spese presenti nel modulo "Tribunale Civile", sono richieste solo in caso venga accettata la "Valutazione Preliminare" del primo modulo.

Per chi ha difficoltà nella compilazione è possibile compilare la domanda cartacea contattando il direttore dello sportello M5S Mauro Ballola al numero 340 6035144 o all’indirizzo email sportelloanticrisife@gmail.com.

Articolo di estense.com