COMUNICATO STAMPA

L'attuale amministrazione comunale, che ha organizzato banchetti nel centro storico per sensibilizzare la cittadinanza al problema del gioco d'azzardo e della ludopatia (che secondo autorevoli fonti interessa 800 mila persone nel nostro paese ) non riesce ad impedire la presenza di stand che promozionano il gioco d'azzardo in occasione di eventi pubblici come il Balloon Festival, la fiera del tempo libero “Liberamente” (entrambe patrocinate dall'amministrazione comunale) o la presenza di macchinette slot all'interno di circoli Arci (che nei loro statuti le osteggiano).

Tra l'idea e la realtà, cade l'ombra, dice T.S. Eliot nel poema “Gli Uomini Vuoti”. E vuota appare la retorica con la quale l'amministrazione comunale fa finta, con velleitarie ordinanze temporanee, di lottare contro la diffusione incontrollata del gioco d'azzardo.

Evidentemente non tutti sanno che esiste la possibilità di fregiarsi , per gli esercenti richiedenti che scelgono di non installare macchinette slot, del marchio “Slot freE.R.”, introdotto con legge e delibera regionale, che da anche la possibilità di affiggere apposita vetrofania. Ma chissà perché nessun esercente ferrarese ha deciso di avvalersene.

Per ovviare parzialmente a tale incongruenza e per dare vantaggi concreti agli esercenti che scelgono, pur potendolo fare, di rinunciare ai proventi derivanti da installazione di macchinette slot, il M5S, con Ordine del Giorno del consigliere Claudio Fochi, propone alla giunta sia che l'amministrazione comunale si attivi per dare maggiore visibilità e informazioni sul marchio “slot freE.R.” sia che tale marchio possa dare diritto a un punteggio preferenziale, percentualmente quantificato nel 5% – nei bandi comunali per la concessione di contributi, finanziamenti, agevolazioni e facilitazioni – a esercizi commerciali, gestori di circoli privati e altri luoghi deputati all'intrattenimento.

Siamo a Ferrara. Ecco cosa può capitare (e cosa è in effetti capitato) a una commerciante che decide di puntare sulla nostra bella città per svolgere la sua attività lavorativa.

Causa hotel pieni (e questo si potrebbe apparentemente interpretare come un dato positivo, sempre entro certi limiti) prenota una camera in una struttura ricettiva (di cui non faremo il nome) nel centro storico della città, in piena zona medioevale.

Dopo una giornata di duro lavoro, iniziata con un viaggio di circa 2 ore per raggiungere Ferrara, chiuso lo stand presente a una nota manifestazione cittadina in corso in questi giorni, decide di raggiungere la stanza per godersi il meritato riposo e tenta di parcheggiare l’automobile sul Baluardo di San Lorenzo, vicino piazza Travaglio.

Verso le ore 22, dopo mezzora di inutile ricerca, con una modica “offerta libera” di 2 euro un parcheggiatore abusivo di colore le trova posto.

Arrivata in hotel, la commerciante si trova di fronte, subito dopo l’ingresso, alcuni ospiti di colore che non parlano italiano. Dell’accoglienza alla reception neanche l’ombra.

Salita in camera ha subito modo di rendersi conto che la struttura ricettiva è particolarmente rumorosa e caratterizzata da frenetici via vai nei corridoi. Infatti, neanche il tempo di rilassarsi che gli ospiti incrociati all’ingresso cominciano a bussare ripetutamente e insistentemente alla sua porta.

Perché? Cosa vogliono?

Mettetevi nei panni di una donna sola, chiusa dentro una stanza, con decine di persone che non parlano italiano, senza nessuno alla reception, che bussano con insistenza.

Comincia la paura.

Gli unici altri due ospiti della camera di fronte non si azzardano a mettere il naso fuori dalla porta.

Giustamente e legittimamente, visto che il contatto dell’hotel non risponde (irreperibile fino alla mattina successiva), chiama il 113.

Voi cosa avreste fatto?

Arrivano due volanti. I poliziotti salgono e cercano di interrogare inutilmente gli ospiti, che non parlano italiano, forse per chiedere loro spiegazione di tale comportamento. Possiamo immaginare l’inutilità del colloquio.

Fatto sta che la signora, stanca, impaurita e anche un po' arrabbiata, decide di abbandonare l’hotel.

Viene così scortata dalla Polizia, verso le ore 23, alla sua auto al parcheggio. Strano, sul Baluardo di San Lorenzo non siamo in zona GAD, eppure hanno ritenuto di doverla scortare.

La malcapitata, entusiasmata dall’accoglienza, decide di tornare a dormire a casa sua.

Peccato che la manifestazione in città alla quale partecipa duri 3 giorni e la mattina successiva, dopo questa bella avventura, sia costretta a ripartire prestissimo per raggiungere di nuovo il suo banco, la cui gestione, tra l’altro, costa molto di più di quello che guadagna (300 euro per 3 giorni, il doppio o anche il triplo di quanto avrebbe pagato in altre città, a fronte di un incasso che non supera i 160 euro).

Davvero un bel biglietto da visita: parcheggi pieni di parcheggiatori abusivi “insistenti” e hotel dove non ti senti sicuro e sei costretto a chiamare le Forze dell’Ordine.

Ma niente paura. Ferrara è sempre più attrattiva, anche per il turismo commerciale, sempre più sicura e accogliente tanto che gli assessori competenti sbandierano dati in aumento sui flussi turistici (soprattutto stranieri, …anche nei parcheggi e nelle strutture ricettive, ndr).

La seconda puntata, il seguito o altri dettagli verranno forniti direttamente alla Polizia di Stato poiché, pare, che la malcapitata abbia tutta l’intenzione di sporgere denuncia. Sarà un caso che il tutto si sia svolto nella serata di venerdì 17 (marzo)? Sfortuna, se si è scaramantici, o accoglienza di ordinaria follia?

Claudio Fochi

Consigliere M5S Ferrara