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Più di 1  mln di euro, 80 richiedenti asilo ordinari da sistemare, più 8 con disagio mentale e una giunta che difende l'indifendibile: il business immigrazione sbarca anche a Ferrara e lo fa con la sfrontatezza un po “caciara”di un assessore che scopre direttamente dall’autorità per
l'anticorruzione i criteri di affidamento dei servizi pubblici che, guarda un pò, devono essere assegnati per gara e non per affidamento diretto alle cooperative compiacenti.

Ritenendo non  più tollerabile l'impasse generata da questa vicenda, con una mozione a firma M5S Ferrara, sottoscritta da tutte le opposizioni, sono state chieste le dimissioni dell’assessore alla sanità e servizi alla persona Chiara Sapigni sul cui operato già da tempo si addensano ombre: dai bilanci ASP, alla disastrosa gestione della sanità ferrarese, all’incapacità di dare risposte alle richieste di maggiore sicurezza in città.

S’impone  a questo punto un’ urgente operazione trasparenza sulla gestione dei fondi e sui bilanci di Camelot, la cui responsabile, Anna Baldoni, minimizzando l’episodio del richiamo di ANAC,  ha immediatamente rivendicato alla propria cooperativa un primato di competenze e alta qualifica del lavoro svolto in questi anni, dichiarandosi pronta ad affrontare in maniera “agguerritissima” il bando di selezione pubblica per l’affidamento del servizio nel 2016 che,in tempi record, l'amministrazione ha già confezionato; e a giudicare dall’ultima perla di queste ore, ossia la notizia anticipata dalla stampa che se confermata aggiungerà altri sospetti, della vittoria  da parte di Camelot in quanto concorrente unica,  anche del bando di ASP da 1.5 mln di euro per  l’accoglienza di 400 nuovi posti, l’esito di questa prossima gara d’appalto appare  più che scontato.

L’affidamento diretto di servizi e incarichi ( ricordiamo il recente balletto di poltrone per la Holding Ferrara Servizi ) e la costruzione di gare d’appalto “ad personam” o “ad cooperativam” è la prassi consolidata utilizzata per decenni da questa amministrazione per tessere la ragnatela di consensi indispensabile al consolidamento del potere sulla città e sul territorio. Una realtà ben nota e che ha reso Ferrara sempre più silenziosa e rassegnata, ma che il M5S denuncia da tempo.

Una forza politica seriamente e responsabilmente impegnata alla tutela del bene comune sceglie di non usare procedure che generano condizioni favorevoli al voto di scambio. Eseguirà un’attenta valutazione delle prassi esistenti al fine d’identificare quanto le stesse porgono il fianco a tutti quei fenomeni quali nepotismo, clientelismo, corruttela che notoriamente determinano un’ ingiusta distribuzione delle opportunità, sperpero di risorse materiali e disimpiego di risorse intellettive.

Un' amministrazione seriamente impostata alla tutela del bene comune è consapevole che i finanziamenti riconosciuti direttamente all’associazionismo privato impegnato in attività di natura sociale o culturale, potrebbero comportare un’implicita sudditanza psicologica dei secondi sulla prima, pertanto predispone organismi e procedure atte a prevenire il rischio di condizionamento.

Movimento 5 stelle-Ferrara

Link intervista Telestense

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Mentre a Prato il comune ha recentemente ottenuto la nullità dei contratti sottoscritti con Dexia Crediop e di tutti gli impegni finanziari, apprestandosi a presentare il conto di interessi e danni, nella più pragmatica Ferrara, dove la giunta gongola per la vittoria toscana, per il momento il conto l'hanno presentato solamente gli avvocati dello studio Seddons, incaricato per il ricorso ferrarese, a
cui sono stati di recente stanziati dall'amministrazione ulteriori 150 mila euro per arrivare alla cifra di 500.000.
Visto che per pagare e morire c'è sempre tempo per  il momento la finanza speculativa di cui si sono scoperte cultrici le amministrazioni di sinistra, la pagano i soliti cittadini, con imposte locali spinte al massimo, queste si fatte di cifre certe, e che escono da altrettanto certi conti correnti.
Per capire a pieno come la nostra amministrazione abbia deciso di giocare d’azzardo con le casse comunali dobbiamo ripercorrere gli ultimi 15 anni di storia amministrativa comunale:
I derivati Dexia Crediop sono in sostanza delle assicurazioni sugli interessi di un mutuo: fissata una soglia massima di interesse Dexia versa l'eccedenza in caso il tasso d’interesse vada al di sopra e incassa la differenza dal comune in caso il tasso di interesse rimanga più basso.
Questo tipo di investimento suggerito dall’allora manager city Tavolazzi nel lontano 2001, venne aperto dal Comune nel 2002, dando peraltro alcuni frutti durante i primi anni di tassi alti, salvo poi iniziare una inesorabile discesa, e un conseguente esborso per le casse dei sottoscrittori, negli anni successivi.
A fine 2009 il costo per l’ estinzione dei derivati Dexia sarebbe stato di  2,9 mln, ma il duo Polastri/Tagliani preferì proseguire pagando la somma di 2,2 milioni del biennio 2010/11, per poi annullare il contratto nel 2012 per autotutela, risparmiando circa 1 mln nel 2012 e 1,1 nel 2013, somme che devono però rimanere accantonate nel bilancio in attesa dell'esito del contenzioso.
L’azione giudiziaria per l’annullamento si sta svolgendo su due fronti, Tar Emilia Romagna e Alta Corte di Giustizia di Londra.
Per l’azione legale presso il Tar  il Comune ha pagato 1.400 euro di avvocati, mentre per la corte londinese a novembre 2014 l’assessore al bilancio Vaccari confermava che le spese erano già arrivate a 525.000 euro, e che l’esito del contenzioso è ancora tutto da definire.
Ad oggi il debito accumulato da Ferrara nei confronti di Dexia a causa del mancato pagamento ammonta a 3.320.000 ( parole di Vaccari) il quale prevede per l’avvenire un ulteriore indebitamento di circa 1 mln nel 2015, 930mila nel 2016, 800 mila nel 2017 e cifre non ancora previste per 2018 e 2019(anno di scadenza).
Come già detto la somma sborsata nel 2010 – 2011 è stata di 2,2 mln di euro, se a questa sommiamo quanto già pagato per gli avvocati, 525.000 euro, arriviamo ad un totale 2.725.000 euro, quanto sarebbe servito nel 2009 per chiudere Dexia senza ulteriori problemi.
Mentre ora bisogna accantonare somme nel bilancio per coprire le incertezze del futuro di questa vicenda, privando di fatto la comunità ferrarese di risorse che in questo momento critico sono indispensabili.
A fatti concreti domande spontanee, signor Tagliani arriverà il momento in cui chi fa i danni paga di tasca propria o continueremo con amministrazioni che tappano falle delle (medesime) precedenti e fanno nuovi buchi?