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foto regolamento attribuzione assegno civico1

Abbiamo tutti sotto gli occhi gli indici di aumento della disoccupazione che coinvolge tutta la Nazione, senza escludere la nostra comunità Ferrarese, e dall'altro lato la battaglia del Movimento 5 Stelle nazionale per il reddito di cittadinanza.


Nella seduta consigliare del 13 Luglio il Movimento 5 Stelle Ferrara ha presentato un'istanza, poi votata da PD e SEL, per l'erogazione di un assegno di sostegno al reddito a quei cittadini disoccupati in condizioni di disagio economico. 

Anche se non lo possiamo ancora chiamare reddito di cittadinanza, Ferrara si sta dotando di un sistema di sostegno al reddito per tutti quei cittadini che si dovessero trovare nella posizione di non autosufficienza economica.

Per poter usufruire del sussidio saranno comunque necessari alcuni pre-requisiti tra cui la residenza nel nostro comune da almeno 5 anni, un ISEE inferiore a 6500 euro, la maggiore età ed essere disoccupati da almeno un anno senza altre forme di sostegno al reddito. 

Il provvedimento, che sarà reso operativo nei prossimi mesi, prevede anche il reinserimento delle persone nel tessuto sociale attraverso il recupero e la valorizzazione dell'individuo con l'assegnazione di una attività lavorativa a favore della collettività. 

Non vogliamo che si tratti di assistenzialismo o elemosina, ma uno stimolo al reinserimento nella società nei confronti di chi ne viene escluso per motivi economici. 

Da sempre il M5S è dalla parte del cittadino, nessuno deve restare indietro e questa battaglia vinta dai nostri Consiglieri Comunali lo dimostra!

M5S Ferrara

NB Clicca nella foto per accedere al REGOLAMENTO ASSEGNO CIVICO

mercato

Nella seduta del consiglio comunale del 14 luglio 2015 il M5S si è espresso contro lo spostamento del mercato settimanale del venerdì dal centro storico a Piazza Travaglio, non accogliendo quindi la delibera della giunta.

Pur dichiarandosi perplesso e disturbato, come molti altri cittadini, dalla presenza di strutture commerciali invadenti il sagrato della cattedrale e consapevole dei parziali rischi di usura del nuovo listone,  ha scelto di non ignorare le legittime preoccupazioni  del  calo  di fatturato di 90 aziende e 300 addetti che, se avessero scelto la soluzione alternativa  dei “gazebo” proposta dalla giunta,  avrebbero dovuto sottoporsi a spese di riconversione impensabili in questa congiuntura economica.

I consiglieri pentastellati, dopo aver evidenziato la limitata durata del periodo di mercato (6 ore alla settimana), e constatato che nessuna forma di  facilitazione  economica per spese di riconversione era stata prospettata ai venditori ambulanti, hanno ritenuto potenzialmente risolvibili eventuali criticità logistiche legate all’accesso dei mezzi di sicurezza e delle vie di fuga . Hanno inoltre sottolineato che, nel caso della soluzione "Gazebo", sarebbero state necessarie 4 tratte di trasporto con i mezzi pesanti che avrebbero provocato una maggiore emissione di CO2 a causa di un maggior consumo di carburanti fossili (gasolio  e benzina).

Valutando, pertanto, con coscienza  i pro e contro, ha prevalso il senso di solidarietà nei confronti di un gruppo di piccoli imprenditori e operatori commerciali  preoccupati di  dover rinunciare ad una parte del loro reddito.