Discussione linee programmatiche Sindaco e DUP

Gen.le Presidente, utilizzo in questo intervento il tempo disponibile per la discussione dei documenti principali all'ODG, che riconosciamo indirizzi politici collegati e di cui ci proponiamo di argomentare in tal senso riservando in futuro l'apporto di risoluzioni od emendamenti a documenti tecnici specifici e correlati ad essi.

Apprezzabile il richiamoalla ;progettazione partecipata;. Valuteremo quanto sarà reale questa vostra affermazione e perciò vi aspettiamo al varco sulla Geotermia, (ricordando la pretestuosa consultazione telefonica), la Cispadana, l' Idrovia, l'Orte;Mestre. Chiediamo al Sig. Sindaco, di fare chiarezza e dire apertamente ad esempio, se ci sono in atto progetti di trasformare a breve la Ferrara mare in raccordo autostradale a pagamento per i cittadini. La politica interventista allontana i cittadini dalle istituzioni, fomenta l'odio e l'antipolitica. Riteniamo che medicina per l'economia territoriale, sia far lavorare le microimprese piuttosto che avventurarsi in grandi opere che consumano suolo che non c'è più, e non aumentano in modo equanime, il reddito dei cittadini.

Bene, anche lo sportelloattivo sui finanziamenti europei, troppo spesso inutilizzati per un vuoto siderale di idee. Speriamo che su questo punto si possa aprire una discussione costruttiva, affinchè si traducano in unatrasparente ed efficaceprogettualità. Bene l'investimento nel benessere organizzativo e nella valorizzazione delle risorse umane e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Lasemplificazione amministrativa, resta un accenno tra le righe delle linee di indirizzo, senza esplicitare quali azioni concrete e immediate per realizzarla. E' un'emergenza a più livelli e come tale va affrontata.

Favorire la versione italiana dello strumento-truffa della finanza di progetto, dove il rischio è tutto a carico del promotore pubblico, è inammissibile,alla luce dei numerosi disastri sulle grandi opere disseminate su e giù per la penisola. A Ferrara ne abbiamo esempio fin troppo esplicito e gravoso nel combinato Cona-Progeste. Gli obiettivi strategici dellesocietà pubblicheda realizzarsi attraverso fusioni (come l'ibrido improbabile tra amsefc e ferrara tua), aperture al capitale privato per ,aggredire il mercato;, ci inquietano, poich√© stiamo parlando di gestione di beni e servizi di pubblica utilità.

Il mercato è un fattore di stimolo all'attività imprenditoriale in un quadro istituzionale stabile, con rischi calcolabili, sorretti da innovazioni dagli effetti prevedibili. Con queste caratteristiche, appare senz'altro come più efficiente di un intervento pubblico discrezionale. Ma, quando non è possibile fare la valutazione degli effetti di un investimento nei tempi definiti dalle regole della contabilità, quando i rischi non sono valutabili, quando le innovazioni sono suscettibili di produrre discontinuità significative e quando soprattutto è profonda l'incertezza sul futuro, il ricorso al mercato come fattore di stimolo, può determinare pesanti inefficienze. L'intervento pubblico è molto più efficiente quando costituisce un fattore di coordinamento e di stabilizzazione delle aspettative di chi è chiamato a partecipare, contribuisce a rendere più prevedibile il futuro e consente una buona mutualizzazione dei rischi che accompagnano progetti con significative ricadute. Per questo ci chiediamo se la condanna delle imprese pubbliche che è parte dell'attuale consenso, non sia un effetto più della moda che di una giustificazione teorica fondata. Un'altra linea di argomentazione frequentemente invocata per giustificare le privatizzazioni è il tema della demonopolizzazione dell'economia. Postulando che la concorrenza costituisce il fondamento stesso dell'efficienza economica, ogni sua possibile limitazione è considerata come nefasta. Questo ci porta all'importante questione dei servizi pubblici e dei monopoli naturali, ci porta a pensare ad HERA. L'attuale tendenza dell'economia mainstream è di caldeggiare la privatizzazione delle imprese come se questa soluzione fosse la salvezza della società e del cittadino, cosa non vera perch√© questo approccio trascura un certo numero di problemi. Il primo è quello della specificità degli input impiegati in queste attività: parliamo di specificità per quel che riguarda il capitale e le competenze che non potranno essere reimpiegati in altre attività senza che si abbassi pesantemente il loro valore [Klein]. Se dunque un'attività richiede input umani e materiali molto specifici, un processo di privatizzazione attraverso la messa all'asta periodica della concessione a favore dell'operatore privato, metodo raccomandato per i servizi pubblici e i monopoli naturali [Demesetz], smette di essere un processo concorrenziale. In effetti la società privata che avrà ottenuto la concessione per il primo periodo, avrà determinato una modifica del capitale e delle competenze tale da disporre di un significativo vantaggio competitivo sui suoi futuri concorrenti, a meno che il periodo fra le aste sia breve; ma se così è, l'impresa concessionaria non potrà condurre politiche di sviluppo a lungo termine. Si vede quindi che le asta delle concessioni non consentono una reale concorrenza e non migliorano la situazione rispetto a un operatore pubblico [Williamson]. Un terzo problema deriva dall'impossibilità di misurare l'aumento di ricchezza prodotto dalla fornitura di certi servizi di cui pure è possibile misurare i costi: questa asimmetria nella misurabilità induce a razionarne l'offerta quando è possibile ci si trovi in una situazione di rendimenti crescenti. (Sapir, ruolo di Stato e mercato).

Si tace su l'emergenza scuola d'infanzia: è necessario un miglioramento dell'accesso ad asili nidi e scuole d'infanzia, (96 bambini esclusi ai nidi e 366 alle scuole d'infanzia sono troppi), e dei criteri e punteggi (con revisione biennale) per la formulazione di graduatorie di ammissione. Controlli effettivi da parte dell'ufficio Istituzione Servizi Educativi, sulla veridicità delle dichiarazioni riportate nelle domande di ammissione, anche alla luce dell'istituendo Punto Unico di Accesso ai Servizi; trasparenza ed efficenza dell'ufficio controlli dell'ISEE (UCI) per la componente contabile.

Capitolo Welfare: qui la dicotomia tra il programma del Sig. Sindaco e del DUP raggiunge l'apoteosi. Le casistiche ISTAT parlano da sole. Ferrara è città di criminalità e microcriminalità diffusa. La saturazione del mercato bolognese, il degrado periferico, nonch√© il mancato controllo dei flussi migratori, incidono. Omettere la patologia non è terapeutico. L'insufficiente e disomogenea protezione sociale comporta nuovi rischi emergenti per la salute e il benessere: ricompaiono malattie che sembravano debellate, i programmi di screening subiscono centralizzazioni e decurtazioni, mettendo a rischi i programmi vaccinali unitamente al taglio della disponibilità dei farmaci. La possibilità di nuove metodiche terapeutiche innovative richiede tecnologia, ma le Aziende sanitarie ferraresi si scontrano con la carenza di risorse. La città si trasforma: aumenta il senso di insicurezza. Il centro degradato è una fotografia eloquente di questa situazione destabilizzante aggravata dalla tendenza a costruire centri commerciali che sottraggono spazi verdi e condizionano ritmi di lavoro aberranti a discapito della dignità familiare. I cittadini chiedono sorveglianza, repressione dei reati e controllo degli stranieri (Ingrosso).

Si commenta da s√©Ferrara città a misura dei bambini, (che non ci sono più perch√©è una città di anziani), per l'enfasi e il passaggio ,chiedono scuole sicure, aria pulita e spazi verdi attrezzati;.L'aria pulita, soprattutto. E allora comportiamoci di conseguenza.
Vogliamo rendere accessibili le stime di diossina e metalli pesanti disseminati in provincia? Vogliamo perseguire una politica di riciclaggio totale che predisponga alla chiusura dell'inceneritore in ottemperanza alle direttive comunitarie?

Area vasta sanitaria: sono in corso di indagine le criticità create dalla neonata area vasta romagnola che si consiglia cautela nello sbandierare un futuro d'eccellenza in questo ambito, laddove invece è imperante il principio del risparmio, ivi compreso nell'investimento tecnologico. La crescita della spesa sanitaria è imputabile ad un uso discrezionale dei fondi, all'allocazione incerta delle risorse, all'opacità dei criteri di spesa. Nulla viene fatto per eliminare attività che non migliorano l'outcome del paziente e insufficienti i tentativi di abbattere i ritardi che si accumulano nel percorso assistenziale creando spreco. Le strategie di riduzione dei costi sono concentrate in piani di riorganizzazione di laboratori di varia grandezza, piani di acquisizione per centrali uniche, piani di esternalizzazione dei servizi. In Italia non esistono dati certi su quanto si sia finora risparmiato applicando queste strategie e anche all'estero, non si menzionano i costi associati al trasporto, alla conservazione, all'aumento dei tempi di risposta e al decentramento degli esami salvavita. Queste soluzioni allontanano dal contesto clinico per dare valore al prezzo basso. E i professionisti della salute vengono costretti a vivere frustrazione ed incertezza del ruolo professionale aggravato dallo scarso coinvolgimento nelle scelte strategiche fin nello specifico della scelta diagnostica. La sfiducia nell'istituzione conduce al disimpegno che associato al taglio di budget contribuisce al peggioramento dell'outcome e all'aumento dei costi. Compresa la dinamica degli investimenti in tale prospettiva, si chiede a questa amministrazione, se corrisponde al vero, di dichiarare ai cittadini, se sussiste l'intenzione nei prossimi 48 mesi, di chiudere anche le piastre operatorie provinciali e se l'interpretazione ferrarese delle Unità Complesse di Cure primarie e le Aggregazioni Funzionali Territoriali previste dal nuovo Patto per la salute e che dovrebbero avere un baricentro territoriale, sia quella di fornire un assistenza ambulatoriale e di lungo degenza affidata a personale infermieristico con supervisione di MDG a costi molto elevati. Se è questa la scelta di gestione della cronicità imperante, e sia, usciamo allo scoperto. Ma l' altra strada si chiama Medicina Rigenerativa Prevenzione e Promozione della Salute.. La città è uno spazio strutturalmente carente e squilibrato se non si connette con l'area vasta circostante a garanzia della sua sostenibilità, con il riciclo degli scarichi e la depurazione degli inquinanti. Deve essere spazio non solo amministrativo, supporto delle attività umane, ma definito globalmente dalla densità e dai processi biologici che in esso si realizzano. Inoltre il volontariato in ambito sanitario è da apprezzare e supportare come integrazione ai servizi essenziali, ma bisogna fare attenzione. I servizi essenziali devono essere svolti da personale qualificato e dedicato (professionisti) e l'amministrazione ha come priorità il rispetto del lavoro e del lavoratore. Il volontariato non deve essere un soggetto concorrenziale, non deve far perdere il posto di lavoro a dipendenti qualificati e mettere a rischio la qualità della prestazione erogata. Si persegua l'obiettivo di erogare prestazioni di eccellenza mediante la governance di competenze mediche e tecniche specialistiche di alto profilo, migliorando le prestazioni analitiche e prevedendo piani di risparmio attraverso la fornitura di prodotti di eccellenza.(Mussap).

Bene invece il progetto di utilizzo del social housing, ma nel rispetto del risparmio di suolo e di utilizzo dell'esistente.

Il piano di interventosulle palestre scolastiche, problema cronico delle nostre scuole, è un atto dovuto e molto tardivo che ci auguriamo, finalmente prenda corpo in questa legislatura. Ma lo sport non è solo palestre scolastiche. Dice bene il Sig.Sindaco, è salute. E non ci sono solo le Piscine Comunali. Ricordo, c'è una concessione del CONI che aspetta da anni ancora un pavimento nuovo. Peccato che sul vecchio pavimento, ignorati dalla città, si allenano e si formano campioni nazionali e mondiali di sport da combattimento. E sono cittadini ferraresi. Quando, questa amministrazione si deciderà a riconoscerne il valore consentendo lo svolgimento di campionati europei e mondiali in questa città, investendo nel management sportivo? O 80.000 spettatori di richiamo internazionale sono troppi? Anche la canottieri di Padova ringrazia per i pluricampioni mondiali ed europei costretti per mancanza di infrastrutture ad esodo forzato. E c'è da ricostruire una scuola di atletica leggera, un tempo grande vanto nazionale di questa città. La corsetta sulle mura non basta, investire, investire, investire!

Il titanico programma dellesfide sul patrimonio culturale richiederà risorse straordinarie economiche e non, una pluralità di idee fresche e quindi la rottura del monopolio che ha guidato sin qui le politiche culturali della città. In altre parole, una classe dirigente profondamente rinnovata. La visione onirica della città che non c'è, continua nel capitolo turismo; il connubio cultura e natura, presuppone rispetto e valorizzazione del territorio ma, soprattutto mobilità integrata, di cui ora intravediamo una linea ferroviaria insufficiente che si ferma a metà percorso, e dell'idrovia e di VENTO che dire? Non abbiamo ancora nemmenouna rete ciclabile urbana degna di una , città delle biciclette;, con un aumento del parco veicolare motorizzato privato di 2450 unità solo negli ultimi 2 anni.

SullaFerrara che lavora crediamo che il Sig. Sindaco abbia visto una città che non c'è,una sorta di proiezione ideale, con una bellissima piazza rinnovata, ma sempre più luogo di incontro soltanto dei pensionati, mentre i nostri giovani se ne vanno a decine. Dati ISTAT: le persone in cerca di occupazione, sono passate da 10.000 nel 2011 a 23.000 nel 2013.

Sul lavoro , il petrolchimico vittima delle politiche energetiche nazionali e locali aggiungeremmo, fa il paio col,seminare diffuso delle iniziativeimprenditoriali di giovani laureati e tecnici;che stiamo cercando di capire dove siano. La citazione dello spazio Grisù come esempio virtuoso, con le suenebbie mai dissipate e responsabilità sempre negate, non lo condividiamo. Mentre la prospettiva di una digitalizzazione spinta della città anche nel campo delle professioni vecchie e nuove, ci trova entusiasti sostenitori, essendo un punto cardine del nostro programma politico.

Al sermone di 30 pagine del Sindaco recitato il 7 luglio in Consiglio Comunale, documento declamatorio e pieno di enfasi in più passaggi, il Movimento 5 Stelle Ferrara risponde con poche considerazioni su alcuni punti chiave:

- la citazione in ingresso di Giorgio La Pira è lo starter di una ,nuova; linea politica. Qualcuno (sbeffeggiato‚Ķ) in campagna elettorale l'aveva anticipato. Repetita iuvant.

- Ferrara e lasua acqua del Poche beviamo: peccato che sia stato chiuso il suo prestigioso laboratorio di controllo delle acque di Pontelagoscuro e trasferito il servizio fuori provincia.

- apprezzabile il richiamo alla ;progettazione partecipata e ai confronti preventivi sulle decisioni collettive di maggior valore;. L'aspettiamo al varco sulla Geotermia (ricordiamo la ridicola consultazione telefonica), Cispadana, Idrovia, Orte;Mestre, ecc…

- lo strumento-truffa delproject financing, debito pubbliconascosto nella contabilità di società di diritto privato,pagato con soldi dei cittadini ignari per arricchire lobbies e favorire cooperative amiche, è inammissibile alla luce dei numerosi disastri sulle grandi opere disseminate su e giù per la penisola. Cona-Progeste docet.

- bene, invece, lo sportello attivo sui finanziamenti europei, troppo spesso inutilizzati per un vuoto siderale di idee. Si dovrà lavorare per destinarli ad una trasparente ed efficace progettualità e soprattutto affinchè la destinazione non siano più i colossi della cooperazione rossa, che hanno avuto per anni una via preferenziale sino al limite dell'illegalità, come nei recenti casi in regione.

- lasemplificazione amministrativaper combattere il letale morbo italico della burocrazia, amplificato dalla ferraresità, resta un accenno tra le righe delle linee di indirizzo, senza esplicitare quali azioni concrete e immediate per realizzarla. E' un'emergenza a più livelli e come tale va affrontata.

- gli ,obiettivi strategici; dellesocietà pubblicheda realizzarsi attraverso fusioni (es: l'ibrido improbabile tra Amsefct e ferrara tua), aperture al capitale privato per ,aggredire il mercato;, inquietano poich√© stiamo parlando di gestione di beni e servizi di pubblica utilità.

- apprezzabile, anche se tardiva, l'impegno di un'analisi dellavoro di Amsefc. Un pentolone che va aperto quanto prima per una grossa operazione di trasparenza su qualità e costi. Siamo certi che riserverà sorprese.

- si commenta da s√©Ferrara città a misura dei bambini(che non ci sono più perch√© è una città di anziani) per l'enfasi e il passaggio ,chiedono scuole sicure, aria pulita e spazi verdi attrezzati;L'aria pulita, soprattutto.
Vogliamo rendere accessibili le stime di diossina e metalli pesanti disseminati in provincia?

- il piano di interventosulle palestre scolastiche, problema cronico delle nostre scuole che si perde nella notte dei tempi di almeno 3 generazioni di ferraresi, è un atto dovuto e molto tardivo che ci auguriamo che finalmente prenda corpo in questa legislatura.

- titanico il programma dellesfide sul patrimonio culturaledi pagina 18 e 19; uno sforzo che richiederà risorse straordinarie (fondi europei?), una pluralità di idee fresche e quindi la rottura del monopolio che ha guidato sin qui le politiche culturali della città. In altre parole, una classe dirigente profondamente rinnovata.

- sullaFerrara che lavora crediamo che il Sindaco abbia visto una città che non c'è,una sorta di proiezione ideale, con una bellissima piazza rinnovata, ma sempre più luogo di incontro soltanto dei pensionati in bici, mentre i nostri giovani se ne vanno a decine.

- la visione onirica della città che non c'è continua nel capitolo turismo, arricchito delle citazioni di FICO (progetto faraonico del bolognese) dell'idrovia e di VENTO.Magari dare priorità a una rete ciclabile urbana e periurbana degna del nome "città delle biciclette"?

- sul lavoro, il petrolchimico vittima delle politiche energetiche nazionali (‚Ķquelle locali, no?) fa il paio col,seminare diffuso delle iniziative imprenditoriali di giovani laureati e tecnici;che stiamo cercando di capire dove siano. La citazione dello spazio Grisù come esempio virtuoso, con le sue nebbie mai dissipate e responsabilità sempre negate, la poteva risparmiare.

- il tema dellasanità,con il grido di allarme del personale che si leva ogni giorno dalle pagine dei giornali, èinesistente,relegato in poche righe con una vaga ,offerta di collaborazione; e un ,positivo confronto con la direzione distrettuale;. Un po' pochino, considerando il livello di responsabilità politica che il PD dovrebbe assumersi a Ferrara per lo stato di sfacelo.

- vuoto sui temi delle scelte energetiche e su nuove filiere di raccolta, smaltimento rifiuti e riciclo, ma sul finale si trova l'auspicio di un nuovo assetto e di chiarezza nel rinnovo del patto di sindacato con Hera. Con unpassaggio sul contratto che scade nel 2017 per rifiuti e illuminazione e nel 2024 per l'acqua, in cui si auspicano genericamente ,maggiori benefici per i cittadini e la riduzione dell'onere per la parte pubblica;, col gran finale della ;riflessione serena sulla gestione delservizio idrico sul quale la normativa non lascia spazi a ipotesi praticabili in alternativa;. Come a dire: mamma Hera non si tocca.

- sul sostegno alle eccellenze agricole, la necessità di fare rete per le imprese, la città allargata verso la periferia e la rigenerazione degli spazi urbani, non aggiungiamo nulla visto che vengonodal nostro programmae questo ci fa piacere.

La Ferrara newyorkese non ce la ricordiamo,Ercole si rivolterebbe nella tomba.

Ela salamava ringraziata, ma magari spedita anche fuori dalle mura.

Se il Sindaco vuol prendere spunto c'è sempre il nostro programma da poter consultare:http://www.movimento5stelleferrara.it/?page_id=23