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Premesso che la maggior parte dei cittadini ferraresi sono ben felici che la Spal sia tornata in serie A, vivono con euforia l’attesa della nuova stagione calcistica che inizierà fra poche settimane e sono consapevoli della necessità delle modifiche di adeguamento strutturale e di sicurezza da apportare allo stadio Paolo Mazza, è pur sempre vero che le limitazioni del traffico nelle zone limitrofe allo stadio, prima durante e dopo le partite, possono creare disagio ai residenti che vi abitano. E ciò non solo per i residenti di viale Vittorio Veneto, che viene praticamente chiusa per separare le tifoserie rivali, o per quelli di via Montegrappa, dove si sta allestendo una zona di sicurezza per accogliere i pullman delle squadre ospiti,  ma anche nelle altre vie limitrofe.

A volte, durante la stagione appena conclusa, diventava proprio impossibile per i residenti anche il solo rientro nelle loro abitazioni prima delle ore 18 e in alcune occasioni anche più tardi. Ci è stato riferito, ad esempio, il caso di una residente di via Fortezza, con famigliare cardiopatico, alla quale è stato impedito in più di una occasione di rientrare a casa con l’automobile.

Per questo, il consigliere del Movimento 5 Stelle di Ferrara Claudio Fochi ha chiesto all’Amministrazione comunale con una interrogazione se sarà possibile in futuro predisporre corridoi di rientro per i residenti, compatibilmente con le norme di sicurezza e i relativi transennamenti attorno allo stadio, o consentire loro, in caso di necessità o emergenza, di poter rientrare nelle proprie abitazioni esibendo un documento attestante la residenza propria o di un famigliare.

Siamo contenti che la Spal sia tornata nella massima serie dopo 49 lunghi anni e siamo consapevoli realisticamente e pragmaticamente delle necessarie modifiche da attuare affinché possa continuare a giocare a Ferrara, tuttavia non possiamo esimerci dal riportare i disagi concreti che ci vengono segnalati dai residenti di una zona già piena di criticità e contestualmente ci auguriamo che si possano trovare giuste strategie per limitare al massimo tali disagi.

Claudio Fochi, M5S Ferrara

Ecco cosa non ci convince dell’adeguamento dello Stadio Paolo Mazza deliberato ieri in Consiglio comunale:

1. Non c’è nessuna attenzione per la riqualificazione del quartiere, nonostante le promesse e una nota testuale nel documento di variazione di bilancio: “... anche in relazione al mantenimento dell’ordine pubblico in una zona, quale quella dello stadio (GAD), caratterizzata di per sé da elementi di degrado sociale in un tessuto urbano specificatamente cittadino.” I 2 milioni che saranno spesi per l’adeguamento non avranno alcuna ricaduta sul degrado, né sulla riqualificazione del quartiere. Anzi!;

2. Come sono saltati fuori 2 milioni di “tesoretto” per lo stadio, come mai non saltano mai fuori i soldi per la bonifica dei siti contaminati o per adeguare le scuole (i nostri figli!) alle norme di decoro e soprattutto sicurezza?;
3. Gli interventi rendono inutilizzabili gli spazi “sotto” lo stadio: il quartiere ne soffrirà ulteriormente, sono tutti spazi fantasma che si prestano a cattivi utilizzi;

4. È certo che il disagio per i residenti sarà ancora più insopportabile – se possibile – e i rischi per la sicurezza aumenteranno inevitabilmente;

5. Non c'è nessuna attenzione per la valutazione di un progetto che contribuisca in qualche modo a prefigurare uno spazio polifunzionale, che un domani possa essere utilizzato per qualcosa che non sia solo calcio (musica, concerti, saggi sportivi, spettacoli diversi) che porterebbe, questo sì, nuova vita al quartiere. Sono solo soldi (tanti!) spesi per permettere la crescita del numero degli spettatori, così come imposto dalle normative;
6. Quali passi sono stati fatti per favorire, in un ottica di medio/lungo periodo, la nascita di un nuovo stadio fuori città, che soddisferebbe tifosi, residenti GAD, tutti i cittadini, permetterebbe la creazione di nuovi posti lavoro e la creazione di uno stadio realmente polifunzionale? Quali impegni è in grado di prendere il Comune, quali intenzioni sono state espresse anche dal patron Colombarini? Visto la partnership che il Comune sta mettendo in piedi, sarebbe logico aspettarsi un piano di medio/lungo periodo;

7. Questa era un’occasione (già non è stato fatto l’anno scorso!) per programmare e spendere i soldi in maniera oculata ed efficace. Invece ci ritroviamo a correre dietro agli adeguamenti obbligatori, senza alcun valore aggiunto per la città;

8. Comprendiamo l’interesse ad avere una buona squadra in città: si può essere tifosi e allo stesso tempo desiderare che i soldi del Comune (di tutti noi!) vengano spesi oculatamente. Non si tratta di essere pro o contro la Spal. Questa contrapposizione è strumentale e noi la respingiamo con forza. Qui si parla della città di Ferrara in quanto luogo di comunità: non è una guerra tra tifosi, non tifosi, residenti GAD, non residenti, gente che si diverte e gente che non si diverte. Qui si tratta di avere una visione ed agire di conseguenza, oppure non averla e lasciarsi trascinare dagli eventi.

Sergio Simeone, Alessandro Bazzocchi

Consiglieri comunali M5S Ferrara