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La precipitosa risposta del Sindaco ai dubbi presentati sulla correttezza dell'appalto refezione scolastica lascia aperte le diverse questioni da noi sollevate. Come spesso accade: tanta retorica, qualche dato, nessuna chiarezza. L'arroganza, naturalmente, quella non manca mai. Dalla sua infinita conoscenza (che si contrappone alla nostra colossale ignoranza) ci saremmo aspettati qualcosa di più.

Di sapere, ad esempio, come mai nonostante vi fosse in corso un appalto triennale (dal settembre 2009) rinnovato per tre anni (sino ad agosto 2015), la prima delle 4 proroghe (3 settembre 2015) sia stata motivata da “tempi necessariamente lunghi per l'indizione della gara...”. Vuole forse dirci, il nostro Signor Sindaco, che tre anni non sono stati sufficienti per preparare il capitolato per il nuovo affidamento?

Ancora. Mettiamo a confronto i tempi di realizzazione dell'appalto precedente (2009), sul quale non interferiva alcun Project Financing, con quello sul quale abbiamo sollevato perplessità (2015).

Scadenza appalto 2009: 31/08/09, bando 20/7/2009 (40 gg prima della scadenza!); scadenza presentazione offerte 24/8/09, aggiudicazione 3/9/09. 45 giorni da bando ad aggiudicazione, con agosto di mezzo. Nessuna proroga.

Scadenza appalto 2015: 31/08/2015, bando 20/11/2015 (81 gg dopo la scadenza); scadenza presentazione offerte 4/3/2016, aggiudicazione 29/06/2016. 221 giorni da bando (già indetto in ritardo di tre mesi) ad aggiudicazione. Quattro (!) proroghe.

Giova ricordare quanto scrive l'ANAC in un comunicato (4/11/15) a firma esclusiva del Presidente: “L'uso improprio delle proroghe può assumere profili di illegittimità e danno erariale, allorquando le amministrazioni interessate non dimostrino di avere attivato tutti quegli strumenti organizzativi/amministrativi necessari ad evitare il generale e tassativo divieto di proroga dei contratti in corso e le correlate distorsioni del mercato

Delle due l'una: o la presentazione del Project Financing da parte di CIR ha condizionato questa procedura, o grave incompetenza affligge l'Istituzione Scuola.

Stesso dubbio che ci assale quando vediamo la durata del nuovo appalto: 1 anno è funzionale per favorire l'eventuale implementazione di un Project Financing, ma è senz'altro disfunzionale per chi volesse partecipare alla gara.

Sul Project Financing proposto da CIR, si faccia grande attenzione: il precedente più illustre a Ferrara è il famigerato progetto realizzato con Progeste per l'Ospedale di Cona. Costi per servizi e ammortamenti lievitati fino al 50% in più rispetto alle previsioni contrattuali, non proprio un grande affare. Per non parlare della conseguenza di vincolarsi per definitivamente ad un servizio di ristorazione che a Ferrara già gode di “esclusiva” da almeno 15 anni, pur essendo stato criticato a più riprese da moltissimi genitori, spesso organizzati in comitati, per qualità e costi.

Veniamo infine alla rotazione. Se il Signor Sindaco paventa “risultati aberranti” in conseguenza all'applicazione del Piano Nazionale Anticorruzione presentato da ANAC, gli suggeriamo di proporre il suo prezioso contributo all'Autorità stessa. Ma fino a quando ciò non sarà avvenuto, non può essere una giustificazione il fatto che un dirigente sia prossimo alla pensione per non prendere nemmeno in considerazione la rotazione. Per quanto attiene a nutrizionista e biologa, noi continuiamo a vedere come un'anomalia che, di fatto, la gestione della refezione scolastica in catering sia nelle mani dello stesso gruppo di lavoro da oltre dieci anni (venti, nel caso del Prof. Canducci) e con mansioni (vedi il caso dott.ssa Bignardi) di dubbia utilità poiché si sovrappongono ai compiti di controllo già assegnati per legge agli organi pubblici preposti (ASL). Esiste il buon senso, che dovrebbe sempre affiancare l'applicazione delle norme.


Sergio Simeone
Consigliere Comunale M5S Ferrara

Da sinistra: il consigliere Sergio Simeone insieme agli attivisti                                     Maria Teresa Pistocchi e Lorenzo Lazzari

Gli appalti della ristorazione scolastica muovono molti milioni di euro a Ferrara, soldi pagati dai genitori con le rette della mensa, e come M5S vogliamo vederci chiaro.

Solitamente l'appalto per la mensa in catering (o pasto veicolato) in passato era di 3 anni, rinnovabile per ulteriori 3 anni. Negli ultimi tempi tuttavia abbiamo osservato proroghe inusuali, per questo abbiamo pensato di procedere con una segnalazione all'Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone, anche spinti dalle sue affermazioni per cui “l’uso improprio delle proroghe può assumere profili di illegittimità e danno erariale quando le amministrazioni interessate non dimostrano di aver attivato tutti gli strumenti organizzativi/amministrativi necessari ad evitare il generale e tassativo divieto di proroga dei contratti in corso e le correlate distorsioni del mercato”.

L'appalto precedente era stato prorogato infatti per ben 4 volte, per un periodo totale di un anno, a causa del prolungarsi dei tempi legati alla gara per il nuovo appalto, ma anche per l'interferenza esercitata da un nuovo progetto presentato da CIR FOOD, vincitore dello stesso appalto. Il progetto è relativo alla progettazione di un grosso centro pasti per la gestione del servizio di refezione scolastica nel Comune di Ferrara, con risorse integralmente a suo carico, da finanziarsi con la formula del Project Financing.

L'appalto attuale ha la durata di un anno rinnovabile per ulteriori due anni, ovvero la metà di un appalto standard, sempre a causa della presenza del progetto di CIR FOOD e per favorirne l'eventuale inizio, senza che peraltro se ne sia ancora stabilito l'interesse pubblico.

In sintesi, ci pare che la gestione degli ultimi due appalti per la mensa in catering sia stata studiata per favorire l'attività di una azienda privata, CIR FOOD, la stessa che da almeno 14 anni si aggiudica senza soluzione di continuità la gara ferrarese per la ristorazione scolastica degli istituti di ogni ordine e grado.

Inoltre, le figure professionali che progettano il bando e controllano l'andamento dell'appalto sono sempre le stesse da anni, quando il piano anticorruzione prevede la rotazione degli incarichi. In particolare, il dottor Mauro Vecchi, direttore dell'Istituzione dei Servizi Educativi Scolastici e per le Famiglie, responsabile dei procedimenti di gara e unico soggetto che può applicare penali in caso di inadempienze, ricopre l'incarico dal 2010; la dottoressa Mara Bignardi, consulente esterna per il controllo qualità, quindi con la responsabilità di rilevare eventuali inadempienze, ricopre l’incarico dal 2005; il professor Edgardo Canducci, docente dell’università di Ferrara e consulente esterno per la redazione dei menù, ha fornito indicazioni precise su qualità e quantità delle derrate, ha ricoperto l'incarico dagli anni 90 fino al 2016.

Chiediamo col nostro esposto ad ANAC di verificare se il Comune di Ferrara stia operando nell'interesse dei cittadini (dei più piccoli, oltretutto) o piuttosto favorisca gli interessi di una azienda privata come CIR FOOD.

Sergio Simeone
Consigliere Comunale M5S Ferrara