Questa misurazione ha compiuto un passo avanti dato che il metodo di analisi è stato integrato con quello dell’Ente Europeo (Eurostat), elaborando dati che riflettono una situazione demografica italiana realistica, costituita da una prevalenza della popolazione anziana rispetto a quella infantile. Nel nostro Paese gli ultrasessantacinquenni sono un quinto dell’ intera popolazione pari al 21,2%. (Rapporto MSD).

L’edizione 2017, (la precedente risale al 2007), stima in oltre 103.000 le morti evitabili (con intelligenza), avvenute nel 2014 entro i primi 75 anni di vita. Una morte evitabile identifica il numero di morti dovute a cause contrastabili con cure (diagnosi precoce e terapie) ed interventi di Sanità Pubblica (prevenzione primaria, igiene e assistenza sanitaria) di buona qualità. Le morti evitabili afferiscono a due gruppi: morti per cause trattabili e per cause prevenibili.

Nel gruppo delle morti prevenibili, abbiamo un totale di decessi evitabili di sesso maschile pari a 53.376 e femminile pari a 28.923.

Se utilizziamo un indicatore di sintesi standardizzato, i giorni perduti pro-capite, (ovvero i giorni di vita persi dai cittadini per mortalità evitabile), e andiamo a cercare in che posizione si trova Ferrara nelle classifiche dei “cittadini morti prematuramente”, ovvero la cui morte si sarebbe potuta evitare se le misure di prevenzione messe in atto dalla Sanità Pubblica fossero state efficaci, troviamo a sorpresa la nostra città in fondo alle classifiche nazionali e regionali, con un 75° posto per gli uomini e un 102° posto per le donne. Scadente anche la posizione per le morti evitabili per la diagnosi e la terapia corretta: 67° posto e 97° posto rispettivamente per uomini e donne. Per mortalità evitabile totale ancora una pessima 63esima posizione per gli uomini e una peggiore 97esima posizione per le donne.

Nessuna Provincia della Regione Emilia-Romagna fa peggio di noi.

Nella classifica nazionale sopra di noi, tra i capoluoghi emiliani romagnoli, troviamo Piacenza al 94° posto per mortalità evitabile totale femminile e al 54° posto per quella maschile.

Misurare la mortalità evitabile (con intelligenza) è importante perché è un indicatore dello stato di salute del Paese ed è uno strumento utilizzabile a livello locale per riorientare gli investimenti sanitari, allo scopo di migliorare lo stato di salute dei cittadini attraverso strumenti più efficaci e con minore spreco di risorse.

Alla luce dei dati emersi, sembra che a Ferrara ci sia molto lavoro da fare.

Ilaria Morghen

Consigliere Comunale M5S

Commissione Sanità

 

Gent.le Presidente Spadaro, ho letto con attenzione gli interventi e i Suoi richiami alle istituzioni riportate dagli organi di stampa, e così mi rivolgo prima a Lei, forse perché, unico, si è finalmente accorto che nella giustizia minorile “c’è qualcosa che non va”, che “il sistema è destinato a implodere”, e non è una voce isolata, dato che da Amnesty International all'Unione Europea, l’Italia proprio per questo, continua a essere “bacchettata”: vedasi al riguardo le numerose sentenze CEDU –e le relative sanzioni comminate al nostro Paese!- in materia di diritto alla genitorialità che da noi resta inapplicato e il dilagare del misconosciuto fenomeno dell’alienazione parentale che, pur inserito nel DSM-IV che lo ha ufficializzato, non si vuole ancora considerare come un corollario ormai consueto nelle separazioni conflittuali, come una forma –l’ennesima- di violenza endofamiliare.

Visto poi che Lei teorizza che “l’amore e l’empatia devono entrare nella giustizia” e si definisce “un giurista di cuore”, La invito ad aprire gli occhi sui problemi che affliggono il suo stesso Tribunale e tutto l’entroterra che lo circonda a cominciare in primis dai Servizi Sociali: si è pronti ad effettuare allontanamenti ingiustificati che si protraggono nel tempo a causa degli errori procedurali e dei tempi inammissibili dei Tribunali, ma non si vuole vedere l’evidenza: violenza assistita e alienazione genitoriale devono essere attenzionati con sensibilità dai giudici e puniti severamente intervenendo con rapidità e determinazione.

Quale Consigliere della città di Ferrara mi chiedo se anche il nostro Sindaco Tagliani e la nostra ASP se ne siano accorti in quanto -guarda caso- non si sono minimamente premurati di ricordarLe, parlando nella giornata del 14 Febbraio nella Sala Consiliare di giustizia minorile, in presenza della relatrice Dott.ssa Buccoliero referente dell’Ufficio diritti dei minori del Comune di Ferrara e Giudice Onorario nel suo stesso Tribunale, di alcuni gravissimi recenti fatti avvenuti proprio nella nostra città. Sono indotta ad intervenire per sottolineare che è recente la bocciatura da parte della maggioranza del Sindaco di una mia proposta volta ad istituire un Garante dei Minori e delle Donne Vittime di Violenza a Ferrara in funzione del fatto che, all’opposto della tendenza de-localizzatrice di ogni servizio imposta dal governo di questa città, ritengo tuttora indispensabile, almeno per quel che concerne il godimento dei diritti umani, garantire prossimità umana, materiale e logistica alle cittadine e ai cittadini ferraresi.

Peraltro proprio a Ferrara sono avvenuti fatti emblematici di un malcostume oramai generalizzato in tutta Italia e per i quali ben due parlamentari, uno del Senato e uno della Camera, hanno voluto richiedere ai Ministri competenti di fare chiarezza mettendo sotto accusa il modo di lavorare dei nostri Servizi Sociali e richiedendo attraverso ben due interrogazioni parlamentari di chiarire alcuni episodi di malagiustizia e di pessima amministrazione della ASP di Ferrara. Ma forse ciò che è accaduto nella nostra città, signor Presidente e Signor Sindaco, sono solo storie di poco conto, storie alle quali oramai ci siamo abituati e che quindi suscitano scarso interesse, solo storie di madri che non vedono i figli da mesi contro tutte le regole deontologiche professionali e giuridiche, storie di donne a cui, grazie alle relazioni dei nostri Servizi Sociali, sono stati sottratti i figli con scuse banali affidandoli a parenti dei loro mariti condannati in via definitiva per lesioni, per violenza assistita, per minacce di morte, storie di mamme spinte al suicidio, malmenate, umiliate inascoltate da chi dovrebbe proteggere loro e i loro bambini. La invito pertanto a prendere visione anche della mia interrogazione depositata pochi giorni fa proprio in merito ai fatti appena accennati.

Caro Signor Sindaco, vogliamo cominciare a fare chiarezza su queste tragedie invece di comparire a convegni in cui ci si autoincensa e ci si riempie solo la bocca di belle parole ignorando la tragica realtà che è sotto i suoi occhi? Vogliamo anche noi, precedendo i ministeri, istituire una Commissione d’inchiesta sui fatti avvenuti nella nostra città ed accertare una volta per tutte le gravi responsabilità sottese a queste vicende?

Noi comunque andremo fino in fondo presentando in tutte le sedi competenti la documentazione necessaria per provare le storie di cui si sta parlando e di cui sarebbe ora l’intera cittadinanza ferrarese iniziasse ad avere consapevolezza e a chiedere conto a chi dovrebbe amministrarla con correttezza, giustizia e... sensibilità. Solo così il sistema non imploderà e forse la giustizia sarà meno ingiusta.

Consigliera M5S

Ilaria Morghen