Ricambiamo il grido d'allarme.

Sarebbe piaciuta anche a noi del M5S una rappresentanza sindacale il 16 marzo scorso in Commissione Sanità, peraltro richiesta. Alle nostre spalle invece, durante la discussione in contrarietà totale alle posizioni degli amministratori PD e dei Dirigenti Sanitari, “l’assenza assoluta della città e dei rappresentanti sindacali”.

È proprio questa assenza presso le sedi istituzionali e nei momenti di discussione sulla sanità locale, richiesti e ottenuti esclusivamente dai consiglieri di opposizione, che lascia spazio all’arroganza ottusa dei plenipotenziari politici e amministrativi cittadini. Non ci stancheremo mai di ripeterlo.

Quando si mette a rischio l’erogazione dei servizi d’emergenza sanitaria, come minimo, ci aspettiamo dalla società civica e dai sindacati tutti la richiesta di dimissioni del Sindaco, per legge primo responsabile della salute dei cittadini.

Si è poi liberi di continuare a fare polemica a mezzo stampa, ma le sedi dove portare la propria netta opposizione e contrarietà alle modalità di gestione della Salute Pubblica dell’attuale primo cittadino, ripetiamo, sono altre.

Ilaria Morghen, M5S Ferrara

- Interpellanza comunale ed esposto di Ilaria Morghen

- Interrogazione regionale di Silvia Piccinini

- Interrogazione regionale di Raffaella Sensoli

- Interrogazione in Commissione alla Camera di Vittorio Ferraresi

Questa misurazione ha compiuto un passo avanti dato che il metodo di analisi è stato integrato con quello dell’Ente Europeo (Eurostat), elaborando dati che riflettono una situazione demografica italiana realistica, costituita da una prevalenza della popolazione anziana rispetto a quella infantile. Nel nostro Paese gli ultrasessantacinquenni sono un quinto dell’ intera popolazione pari al 21,2%. (Rapporto MSD).

L’edizione 2017, (la precedente risale al 2007), stima in oltre 103.000 le morti evitabili (con intelligenza), avvenute nel 2014 entro i primi 75 anni di vita. Una morte evitabile identifica il numero di morti dovute a cause contrastabili con cure (diagnosi precoce e terapie) ed interventi di Sanità Pubblica (prevenzione primaria, igiene e assistenza sanitaria) di buona qualità. Le morti evitabili afferiscono a due gruppi: morti per cause trattabili e per cause prevenibili.

Nel gruppo delle morti prevenibili, abbiamo un totale di decessi evitabili di sesso maschile pari a 53.376 e femminile pari a 28.923.

Se utilizziamo un indicatore di sintesi standardizzato, i giorni perduti pro-capite, (ovvero i giorni di vita persi dai cittadini per mortalità evitabile), e andiamo a cercare in che posizione si trova Ferrara nelle classifiche dei “cittadini morti prematuramente”, ovvero la cui morte si sarebbe potuta evitare se le misure di prevenzione messe in atto dalla Sanità Pubblica fossero state efficaci, troviamo a sorpresa la nostra città in fondo alle classifiche nazionali e regionali, con un 75° posto per gli uomini e un 102° posto per le donne. Scadente anche la posizione per le morti evitabili per la diagnosi e la terapia corretta: 67° posto e 97° posto rispettivamente per uomini e donne. Per mortalità evitabile totale ancora una pessima 63esima posizione per gli uomini e una peggiore 97esima posizione per le donne.

Nessuna Provincia della Regione Emilia-Romagna fa peggio di noi.

Nella classifica nazionale sopra di noi, tra i capoluoghi emiliani romagnoli, troviamo Piacenza al 94° posto per mortalità evitabile totale femminile e al 54° posto per quella maschile.

Misurare la mortalità evitabile (con intelligenza) è importante perché è un indicatore dello stato di salute del Paese ed è uno strumento utilizzabile a livello locale per riorientare gli investimenti sanitari, allo scopo di migliorare lo stato di salute dei cittadini attraverso strumenti più efficaci e con minore spreco di risorse.

Alla luce dei dati emersi, sembra che a Ferrara ci sia molto lavoro da fare.

Ilaria Morghen

Consigliere Comunale M5S

Commissione Sanità