I residenti e gli esercenti di piazza XXIV Maggio a Ferrara si stanno chiedendo se l’Ice Park sia stato veramente la scelta migliore per contribuire a riqualificare tale piazza e il relativo Quartiere Giardino.

Le aspettative dell’Amministrazione comunale, come emerso dalle parole dell’assessore Roberto Serra, riportate sulla stampa prima dell’inaugurazione dell’impianto, erano ambiziose e ottimistiche: “un impegno preso col quartiere per investire, con l’aiuto dei privati, nel Quartiere Giardino”, e, sempre citando la stampa: “dopo il Winter Park di Firenze e la stazione sciistica di Dubai, l’Ice Park ai piedi dell’acquedotto di Ferrara”.

Che sia un investimento, con tutto quello che costa il mantenimento del ghiaccio per la pista da discesa e snowtubing e quella di pattinaggio, non ci sono dubbi. Generatori e quattro potenti fari accesi giorno e notte, personale di biglietteria, sorveglianza e assistenza, non certo volontario.

Purtroppo però, ciò che restituisce la realtà all’approssimarsi del Natale mostra una situazione ben diversa dalle ambiziose aspettative ventilate. Ben lungi dal trasformare questa nota in un cahier des doléances, tuttavia ci permettiamo di far notare quanto segue.

L’afflusso della clientela appare piuttosto scarso, sia per lo snowtubing che per la mini pista di pattinaggio, che ha, tra l’altro, costi superiori a quella ben più grande e frequentata di piazza Verdi in centro città. Ci chiediamo perché l’Amministrazione, in sinergia col privato, non sia riuscita a portare le famiglie all’Acquedotto. Il gazebo ristorazione infatti, sul lato occidentale della piazza, è quasi sempre chiuso. Spesso chiusa anche la biglietteria in orario serale nonostante, teoricamente, l’orario di apertura si dovrebbe protrarre fino alle ore 23. I pochi e coraggiosi esercenti della zona (una pizzeria, un bar e una gelateria) lamentano addirittura un calo di clientela e di non essere stati minimamente coinvolti, a livello di ristorazione, nell’iniziativa. Non ci sono attività di contorno attrattive collegate alla manifestazione poiché le sparute bancarelle inizialmente presenti hanno desistito. Inoltre, a tutt’oggi si sono verificati già ben tre black out di energia elettrica nel condominio ‘4 Viali’ (dei quali uno di 2 ore) mai riscontratisi prima. Dulcis in fundo, gli spaccini di colore, più o meno incappucciati, continuano imperterriti a “relazionarsi con la clientela”  potendo anche usufruire di una zona quasi completamente buia.

Insomma, altro che stazione sciistica di Dubai. Qui ci troviamo di fronte ad una cattedrale nel deserto, non un deserto di sabbia ma di promo pubblicità e di organizzazione. Una iniziativa che, più passano i giorni più appare velleitaria e, perché no, anche un po’ pacchiana.

Il Movimento 5 Stelle ha già presentato tre interrogazioni al Sindaco e agli assessori competenti, vertenti su consumi di energia elettrica elevati, interruzioni di corrente con forti disagi ai residenti, lamentele degli esercenti locali, gazebi di ristorazione, “fidelizzazione dei clienti in cerca di droga” che continua, costi dell’iniziativa e loro sostenibilità (Interrogazioni su black out, illuminazione e ristorazione).

Il sospetto è che questo non sia il modo migliore di riqualificare quello che una volta si poteva chiamare con orgoglio Quartiere Giardino.

Nel frattempo, in attesa di dare il via ad un vero e proprio mercato rionale permanente attorno al monumentale acquedotto, richiesto con una petizione popolare (che vede fra i proponenti sia residenti sia esercenti che anche il M5S di Ferrara), il bar e la pizzeria di piazza XXIV Maggio, nella zona lasciata al buio e priva di connotazioni natalizie, invitano il Sindaco, gli assessori Serra e Modonesi a fare quattro chiacchiere davanti a un caffè o un aperitivo.

Nel ricordare all'assessora Ferri che l'opposizione sceglie le forme di comportamento che ritiene più opportune, sottolineiamo che abbiamo letto con attenzione l' OdG al quale fa riferimento. E proprio per questo, perché non ci accontentiamo di vaghe promesse, abbiamo presentato l'interrogazione.
Il documento, sottoscritto in splendida solitudine dalla maggioranza, impegnava il sindaco e la giunta "A richiedere alla Regione la garanzia che se si verificassero altri episodi analoghi venga applicato un criterio di equilibrio territoriale, prevedendo l'utilizzo di altri impianti e non più di quello di Ferrara". La domanda è semplice e chiara: è stata richiesta questa garanzia? Qual è la risposta della regione? Nella sua piccata risposta a mezzo stampa, l'assessora non ne fa menzione. Sui fondi ricevuti a compensazione, dei quali finalmente conosciamo l'importo, le parole dell'assessora ricalcano l'impegno dell'Ordine del Giorno. Vale a dire nulla di concreto, nessuna idea, nessun contatto avviato. Passati oltre due mesi dall'inizio dei conferimenti dei rifiuti pugliesi.
Rispetto infine all'impatto ambientale, vale la pena riportare le parole del direttore dell'unità operativa di igiene pubblica Aldo De Togni: "nessun incendio è completamente innocuo". Eppure dalle analisi di Arpae non emerge mai nulla di significativo, che si tratti delle torce Yara o delle 12.000 t di rifiuti pugliesi.
Ci auguriamo che, ottenuti i titoloni sui giornali con le sue parole, l'assessora ci dia per iscritto le risposte reali e concrete che abbiamo richiesto nell'interrogazione e che I cittadini ferraresi attendono.
                                  Assessora Caterina Ferri  PD