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I residenti di via Rampari San Paolo apprendono con l’ennesima amara sorpresa la non-risposta, oltre che del Comune, anche dei responsabili Ami, Paolillo e Ruzziconi interrogazione - risposta .

Innanzitutto, si apprende dai soggetti in questione che l’autostazione di Ferrara “ha acquisito l’attuale destinazione d’uso già dall’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso” e conseguentemente non ci si può lamentare. Quindi dal momento che l’anno scorso sono aumentate a dismisura le corriere senza alcuna ragione, i residenti non avrebbero dovuto chiedere spiegazioni? Non avrebbero dovuto chiedere che venissero apposte delle infrastrutture che alleviassero i loro disagi, come pannelli antirumore o alberi che attutissero lo smog, visto che si parla di un semplice piazzale con 4 strisce disegnate, appunto rimasto agli anni 80 del secolo scorso? Non avrebbero dovuto chiedere il perché di questo aumento? Non avrebbero dovuto chiedere che ci potesse essere un dialogo con l’Amministrazione al fine di ridurre il numero dei bus che in via Rampari di San Paolo venivano solo a parcheggiare e/o transitare a vuoto? Non avrebbero dovuto implorare che Arpae venisse ad analizzare l’aria? Non avrebbero dovuto chiedere che ci fosse una razionalizzazione del traffico visto che ci si trovava a pochi metri da un’altra fermata in corso Isonzo? Non avrebbero dovuto chiedere di apporre dei cartelli che ammonissero gli autisti di spegnere i motori, rispettando così le politiche ambientali firmate e sottoscritte da Ami, ma mai rispettate? Se questi residenti non hanno diritti, ditelo apertamente e prenderemo coscienza della forma di governo di questa città.

Il problema sta proprio nelle vostre risposte, nella chiusura totale dimostrata (si definiscono “presunti” i loro disagi), negando che i bus rimangano tanto tempo con i motori accesi nonostante i video girati quotidianamente, negando che il traffico sottostante sia aumentato anche a fronte di prove evidenti, fornendo prospetti barzelletta che non rispecchiano i dati reali. A che scopo? D’altronde, sono proprio di questi giorni le foto che ritraggono i vertici TPER sorridenti e tronfi al fianco di Tagliani e Modonesi. Mai una volta, però, che questi amministratori locali si facciano ritrarre sorridenti a fianco di cittadini a cui abbiano risolto un problema.

E visto che Ruzziconi rimarca sempre “gli anni 80 del secolo scorso”, ricordiamo che all’epoca fu detto agli allora residenti che questa stazione sarebbe stata solo temporanea (vecchi mezzucci della politica ancora in essere). Ricordiamo che anche le erbacce di cui dovrebbe occuparsi Ami e di cui non si occupa sono risalenti agli anni 80 del secolo scorso. Ricordiamo che un tale progetto poteva solo essere degli anni 80 del secolo scorso quando non c’era nessuna cultura ambientalista e non si conoscevano gli effetti negativi sulla salute dello smog selvaggio (alzheimer, tumori, problemi cardiaci, allergie). Ricordiamo che anche i bus che circolano sono del secolo scorso mentre noi cittadini dobbiamo avere l’euro 6/7. Ricordiamo che le leggi ambientali più importanti sono tutte successive agli anni 80, che la Corte Costituzionale ha riconosciuto il diritto alla salute essere proprio di tutti i cittadini, senza eccezioni dovute alle vie di residenza.

Infine, continuare a dire sempre che “solo alcuni residenti” si lamentano, solo perché gli altri sono molto anziani e non riescono a partecipare attivamente al contraddittorio, ci sembra privo di gusto, perché anche loro lamentano disagi e meritano tutela, invece, solo perché avanti con l’età, si vuole ignorarli.

In una città patrimonio dell’Unesco, che vuole andare al passo con i tempi e dice di essere moderna, lasciare un piazzale in questo stato adibito ad autostazione, con i mezzi a pochi metri dalle abitazioni, poteva essere solo una concezione anni 80 del secolo scorso, e tale è rimasta. Forse è arrivato il momento di modernizzarla davvero questa città, spazzando via anche una classe dirigente, quella sì anni 80 del secolo scorso, incapace di stare al passo con i tempi.

Movimento 5 Stelle Ferrara

A quasi 50 giorni dall’interrogazione del Movimento 5 Stelle sull’inquinamento dovuto ai bus in sosta in via Rampari di San Paolo a Ferrara questa è la situazione attuale: bus che continuano a rimanere in moto per 15 minuti ed oltre, noncuranti delle più basilari norme del Codice della Strada, degli articoli di giornale, delle interrogazioni comunali relative, nessun controllo da parte di nessuno, nessuna sanzione e soprattutto nessun avviso apposto che ammonisca di spegnere i motori. Purtroppo la maggioranza di questi autisti continua a mantenere i motori accesi in barba sia alla legge che anche ai quei (ahinoi pochi) colleghi virtuosi che invece cercano di rispettare le regole. La Polizia Municipale risulta non pervenuta (anche quando viene chiamata dai residenti esasperati), Tper non fa nessuna sensibilizzazione e/o controllo (a detta di alcuni autisti neo assunti nessuno aveva comunicato loro di dover spegnere i motori!) e l’Amministrazione comunale si volta dall’altra parte, schierandosi sempre al fianco delle aziende e mai a tutela dei cittadini.

Nella sola giornata di martedì 25 luglio sono stati ripresi tanti bus rimasti in moto inutilmente, saturando l’aria tutt’intorno; evidentemente questi autisti non riescono a fare a meno dell’aria condizionata neanche per qualche minuto. Tutto questo inquinamento sopportato inutilmente, visto che dalla stazione il gran numero di autobus parte vuoto, privo di passeggeri, incrementando così inutilmente smog ed aggiungendo nell’arco di un anno chilometri ingiustificati. Per non parlare di tutti i “fuori servizio” che transitano all’interno della stazione.

Ma tutto ciò era tristemente prevedibile visto che l’Amministrazione ha ignorato l’interrogazione di cui sopra fornendo una risposta copia/incolla, non toccando esaustivamente i vari punti in essa contenuti, ma anzi fornendo una spiegazione vaga e non supportata da documentazione, come se le sofferenze di questi residenti non meritassero neanche di essere considerate. Le conseguenze di tutto ciò? Non sapremo mai il perché è stata data una autorizzazione ad aprire un punto slot in una autostazione pubblica in contrasto alla legge regionale sulla prevenzione del gioco d'azzardo, non sapremo mai perché, a differenza della città di Bologna, Tper non paghi a Ferrara l’utilizzo dell’area, come se il servizio di trasporto sia di minore pubblica utilità nella nostra Città che nel capoluogo di Regione. Ad ulteriore conferma della scarsa capacità di gestione del trasporto pubblico di questa Amministrazione che si qualifica sempre di più come incapace, inetta, incurante ed arrogante nei confronti dei cittadini, più preoccupata di mostrare i muscoli e zittire i residenti esasperati che venire incontro loro con proposte fattive.

A questo punto, ricordiamo per l’ennesima volta all’Amministrazione che lo stesso Sindaco nell’ordinanza del 28 settembre 2016 disponeva che “i veicoli in servizio pubblico di linea, nel periodo di sosta al capolinea, indipendentemente dal protrarsi del tempo della medesima e dalla presenza a bordo del conducente o dei passeggeri, provvedano allo spegnimento del motore. La partenza deve essere immediatamente successiva all’accensione” e che in data 3 ottobre 2016 gli assessori Ferri e Modonesi sostenevano di un “accordo con Tper per la predisposizione di appositi segnali ai capolinea dei mezzi pubblici per lo spegnimento dei motori durante l’attesa”. Ma questa, amaramente, è solo l’ennesima prova che i presenti amministratori non fanno ciò che promettono, oltre a continuare a sostenere falsamente, prendendosi pure gioco dei residenti, che il traffico non sia aumentato a dismisura.

Movimento 5 Stelle Ferrara