La risoluzione del capogruppo PD Luigi Vitellio, discussa questa settimana in Consiglio comunale a Ferrara, relativa alla crisi Berco di Copparo, chiede legittimamente di cooperare con l’Agenzia regionale per il lavoro ed il Centro per l’impiego territoriale al fine di promuovere il reinserimento lavorativo degli esuberi e sottolinea, altrettanto legittimamente, l’impegno di sindacati e istituzioni che hanno ridotto, in seguito a contrattazioni, il numero di esuberi inizialmente previsto. Nel prenderne atto non possiamo che concordare nelle intenzioni.

Tuttavia, ci appare solo un atto demagogico ed inutile, nel momento in cui si chiede di inviarlo al Presidente del Consiglio (che dichiara di voler operare in continuità col precedente Governo, presieduto proprio da quel Matteo Renzi che, all’inizio della crisi Berco, ha di fatto reso più facili i licenziamenti con il Jobs Act e spazzato via l’articolo 18, ultima difesa dei lavoratori), al Ministro del Lavoro (tal Poletti che ha deriso quei giovani italiani che, per trovare un lavoro dignitoso, sono costretti ad emigrare), al Ministro dello Sviluppo Economico (che di sviluppo economico ha solo il nome, poiché stiamo sperimentando una catastrofe economica e una desertificazione sia industriale che del manifatturiero senza precedenti, che non si risolverà certo con gli ammortizzatori sociali) e, dulcis in fundo, anche al Presidente della Regione Emilia-Romagna (Ferrara e Provincia detengono il primato della cassa integrazione in Regione). In pratica una risoluzione inviata immaginiamo solo per conoscenza visto che si tratta proprio di quella classe politica principale artefice della situazione disastrosa e fallimentare  in cui versa l’Italia in tutti i settori. Oltre che succube di una Troika per nulla interessata al welfare dei cittadini europei (ma molto interessata al welfare dei banchieri), incapace di concepire una politica industriale efficace, ignava nei confronti di massicce delocalizzazioni che hanno prodotto deflazione, disoccupazione e impoverimento di massa. Una classe politica che ci sta facendo rapidamente navigare verso il mar Egeo, verso la Grecia, ma con un biglietto di sola andata.

Claudio Fochi

Consigliere comunale M5S Ferrara

La nostra posizione su CARIFE è stata chiara e in prima linea dall'inizio, da quando ci fu l'applicazione indecente del Bail-in, in barba a quelle che erano le possibilità diverse sul territorio, in particolar modo la "nostra" banca, che nostra non era più, grazie alla indecente amministrazione che ha portato fuori dal nostro territorio i capitali verso altri territori.

Il nostro SPORTELLO ANTICRISI ha accolto da subito decine di risparmiatori azzerati, guidandoli in una azione collettiva attraverso le associazioni dei consumatori.

Poi subito ci siamo adoperati proponendo un corso gratuito di più lezioni, sul RISPARMIO CONSAPEVOLE, tutela al risparmio, perché sapevamo che non era la fine del problema, ma che ci sarebbe stato un tentativo di chiamare "nuova banca" una situazione che era altamente precaria, avendo poi come esempio la situazione di Monte dei Paschi di Siena.

Ricordiamo che MPS è socio di SIPRO, quella che dovrebbe essere la partecipata del comune che agisce sul rilancio economico della città. Quindi rendetevi conto dell'intreccio di causalità drammatiche che provocano la crisi economica di questa città.

Non sappiamo quale sia il rischio per SIPRO a Ferrara, ma chiederemo, quando sarà di nuovo discussa in commissione controllo, quale sarà il ruolo di SIPRO sulla attività economica ferrarese, facendo presente che i dati di fine 2016 sono drammatici, con tassi di crescita e nascita dell'imprese dello 0,1%. Queste percentuali poi contribuiscono all'aumento della disoccupazione.

Questo è l'esito dell'attività di rilancio della partecipata del comune e siamo semplicemente orripilanti.