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Il candidato PD al collegio uninominale, Dario Franceschini, rivendica il lavoro fatto per incrementare soprattutto turismo e cultura a Ferrara, negli ultimi anni. Ma chi vive la Città e l’ha vista cambiare negli ultimi 10 anni sa che troppe cose sono cambiate in peggio. Testimoniato anche dall’articolo di Fabrizio Gatti pubblicato recentemente su L’Espresso, la qualità della vita dei cittadini è in peggioramento, povertà e disoccupazione permangono. L’interland ferrarese, appare abbandonato al degrado, senza presidi e controlli, colpito da azione violente ed efferate (come il sequestro e l’omicidio Tartari), testimonianze di un territorio isolato, in cui le istituzioni non sono in grado di amministrare garantendo la sicurezza dei propri cittadini. L’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata ha confermato che dal 2010 si ha conoscenza dell’insediamento della pericolosa Mafia Nigeriana nella nostra Città. Negli anni, la carenza di un intervento istituzionale forte ha favorito la ghettizzazione di alcune minoranze, ed ultimamente sotto gli occhi di tutti, lo spaccio si è allargato a macchia d’olio fino alle storiche vie del centro, tra palazzi e monumenti in sella alle biciclette gira la cocaina e l’eroina. Ferrara è piena di giovani fuori sede grazie al suo importante polo universitario, ma i giovani ferraresi non rimangono a vivere in Città, non vedendo sbocchi emigrano. La gestione ambientale è farraginosa, nel nostro territorio gli indici d’inquinamento e di mortalità legata ad esso continuano  ad essere tra i più alti della Regione. Più volte paragonati a quelli rilevati nella Terra dei Fuochi. I ferraresi, contrariamente a ciò che sostiene Franceschini, non hanno percepito questi 100 milioni stanziati, e continuano invece a vedere una bellissima città in costante peggioramento, abbandonata all’incuria, alla mercé di chi approfitta dell’assenza delle istituzioni statali per delinquere e degradarla. Da città cartolina oggi Ferrara porta tutte le negatività delle metropoli post-industriali.

Marco Falciano, candidato Movimento 5 Stelle

 Di Claudio Fochi, consigliere M5S Ferrara

I colpi bassi dell'establishment Renziano non sono serviti al SI.
Pare che gli italiani, storditi a colpi di bonus (mentre i loro risparmi svaniscono) abbiano reagito ai falsi annunci di "benessere" di una macchina propogandistica che si è inceppata.
Neanche 4 milioni di lettere inviate agli italiani all'estero (a nostre spese) con i consigli per gli acquisti (un SI per rovinare la nostra costituzione) sono serviti.
Il Moloch dei media asserviti e prezzolati da milioni di euro di finanziamenti pubblici a giornali e TV...non è riuscito a schiacciare la coscienza degli italiani, che non credono più al pifferaio magico.
Dopo un jobs Act che ha fatto aumentare del 30% la disoccupazione, una Buona Scuola che propone ai liceali degli stage presso Mc Donalds e un decreto Salva Banche che butta i risparmiatori sul lastrico....beh...prima o poi i nodi vengono al pettine.
A Ferrara abbiamo lottato e abbiamo studiato per fare capire ai cittadini i rischi ai quali Renzi voleva sottoporre la nostra Costituzione.
Siamo fieri di avere portato la discussione sulla difesa della nostra Costituzione nell'agone della politica locale - in consiglio comunale - e siamo fieri di essere saliti sui palco nella piazza cittadina per scongiurare il rischio di una deriva anti democratica proposta da una riforma costituzionale fatta da una maggioranza parlamentare illegittima.
E proprio all'arrivo di un inverno foriero di cambiamenti, chiudo questo breve commento con le parole di un poeta inglese, il poeta della libertà, P.B. Shelley e i suoi versi che concludono "Ode to the West Wind" : "If Winter Comes, Can Spring be far Behind?". Poichè questo NO ....è davvero un vento nuovo.