Siamo convinti che gran parte dei problemi che affliggono il nostro Paese e, in misura sempre più evidente, anche altri paesi europei siano dovuti ad una gestione economica, finanziaria e valutaria fallimentare e sempre più irta di criticità direttamente imputabili all’operato della cosiddetta Troika (Fondo monetario internazionale, Banca Centrale e Commissione Europea). Un sistema spietato e molto meno flessibile di quello che sembra, basato sull’impossibilità pratica dei paesi membri di poter gestire una propria sovranità monetaria tramite banche centrali pubbliche nazionali.

Insomma, la tirannia dell’Euro con gli annessi e connessi del MES, Patto di stabilità, vincoli al bilancio e agli investimenti (con fortissime ripercussioni sugli organi locali e quindi anche sulle amministrazioni comunali), Maastricht, bail-In e altre fallimentari politiche che hanno portato al crollo della Grecia (alla faccia della solidarietà europea), all’impoverimento, all’abbassamento dei salari e ai tagli dei servizi, con una moneta in circolazione (elettronica, creata dal nulla da banche private con un click di mouse) che solo per un 3% è ancorata all’economia reale. Senza contare un irredimibile debito pubblico di 2 mila e 300 miliardi in costante crescita e una tassazione ormai insostenibile, una parte della quale dirottata, anziché a servizi e investimenti sull’economia reale, proprio alla patetica riduzione di quel debito.

Nei licei italiani (fucine di una futura classe dirigente) è virtualmente assente la materia “Macroeconomia” che potrebbe invece aiutare brillanti studenti ad acquisire gli strumenti di analisi della perversa realtà economica prodotta da una Europa matrigna (che cresce la metà, in termini di PIL, del resto del mondo).

Eppure, a fronte di una tale situazione, quando si tenta di informare i cittadini e parlare di macro economia o di possibili strategie per uscire da un tunnel finanziario e valutario che impoverisce le persone e arricchisce solo i grossi gruppi finanziari e le banche private, subito si avvertono resistenze, addirittura da parte delle istituzioni pubbliche.

Una forma di resistenza, in tal senso, può anche essere la mancata concessione di Patrocinio comunale a due incontri di economia che mirano proprio ad affrontare tali temi ed informare liberamente i cittadini.

Da ciò nasce l’interrogazione del consigliere del Movimento 5 Stelle di Ferrara Claudio Fochi che interroga l’Amministrazione comunale sulla mancata concessione di patrocinio per due incontri organizzati dall’associazione “Moneta Positiva”.

Siamo convinti infatti, che il patrocinio comunale, che offre maggiori opportunità di diffusione delle iniziative, non debba solo essere concesso per quelle attività o conferenze che rispecchiano l’orientamento politico della Giunta ma anche, come in questo caso ad esempio, per eventi culturali di informazione economica che propongono, in modo critico ma scientificamente corretto, un altro punto di vista.

Ormai lo abbiamo capito che certi discorsi sulle “cause prime” di tutti i nostri mali danno fastidio, ma aspettiamo comunque fiduciosi una motivazione plausibile da parte dell’Assessore.

CLAUDIO FOCHI

Consigliere comunale m5s Ferrara

Venerdì 10 marzo ore 18:30, presso il Centro Congressi dell’Hotel Duca d’Este in via Bologna 258 a Ferrara,
Conferenza “Tutela dei risparmiatori CARIFE”.

Il Movimento 5 Stelle intende procedere a proprie spese, a nome di risparmiatori, azionisti e clienti di Banca CARIFE, ad azioni giuridiche presso le Corti di giustizia sovranazionali e, in particolare, innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per la tutela del risparmio dei cittadini e dell’integrità e della salvaguardia del futuro delle imprese. Un’azione legale collettiva di grande portata con l’obiettivo del risarcimento totale del danno provocato dallo scellerato “Decreto Salvabanche”.

Lo scopo della serata è lanciare l’importante iniziativa e raccogliere adesioni di risparmiatori e azionisti azzerati che intendono perseguire l’iter burocratico gratuito di denuncia e di richiesta risarcimento.

Interverranno alla presentazione: Ilaria Morghen (Consigliere comunale M5S a Ferrara), Milena Zaggia (Comitato ‘No Salva Banche’), David Borrelli (Eurodeputato M5S), Gianni Girotto (Senatore M5S), Vittorio Ferraresi (Deputato M5S), Luigi Di Maio (Deputato M5S - Vice Presidente Camera dei Deputati) e Gaetano Filograno (Avvocato).

Stiamo ricorrendo alla Corte Europea per tutelare i risparmiatori danneggiati dal dissesto delle banche colpite dal bail-in, inclusa CARIFE, evidenziando le omissioni dello Stato italiano in loro difesa. Riteniamo, infatti, che chi doveva controllare, come Bankitalia e Consob, non lo abbia fatto e chi doveva tutelare il risparmio, cioè lo Stato, nemmeno. È stato dimostrato in modo palese, l’assoluto disinteresse dello Stato con riferimento agli articoli 47 e 28 della Carta Costituzionale. Lo Stato è responsabile per le violazioni commesse dai funzionari e dai dipendenti degli Enti preposti al controllo del risparmio e per questo deve risarcire i truffati.

Le vite rovinate e i suicidi di queste persone rimarranno sulle loro coscienze, se ne hanno una. Per il ricorso il M5S ha conferito il mandato allo studio dell’Avvocato Sergio Calvetti di Treviso (che difende 4mila risparmiatori e azionisti di Veneto Banca e Popolare di Vicenza) e a Salvatore Patti, dello studio omonimo, ordinario di diritto privato all’Università La Sapienza di Roma.

Due sono le violazioni che si ipotizzano, sulla base di quanto previsto dalla Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali (CEDU): la violazione del divieto di schiavitù (art. 4), inteso come privazione della possibilità economica di sostentamento nell’ambito sociale, e la privazione della proprietà privata (art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione). Siamo consapevoli di una possibile dichiarazione di inammissibilità da parte della Corte Europea, che non precluderebbe però l’eventuale azione anche in Italia. A pagare il risarcimento integrale devono essere i responsabili ad ogni livello, in nome di una giustizia giusta, libera ed uguale per tutti.

Mentre politici e politica parlano, noi passiamo ai fatti, e lo facciamo con i nostri soldi. Il procedimento sarà infatti sostenuto economicamente dai consiglieri regionali veneti del M5S, con il taglio volontario degli stipendi. Davanti ad uno scenario del genere ci sentiamo in dovere di fare il massimo e riteniamo che questa iniziativa sia una strada obbligata da percorrere insieme, facendo fronte comune. Noi una coscienza ce l’abbiamo, al contrario dei governi delle banche, di quello nazionale e regionale.