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Il management di Cassa di Risparmio di Ferrara, come quello di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, ha truffato i cittadini, con la connivenza del Governo e di chi avrebbe dovuto controllare: Bankitalia e Consob in primis.

Hanno attratto i risparmiatori con l’inganno, basandosi su un rapporto di fiducia tradito, vendendo prodotti finanziari spazzatura nel tentativo di ripulire i bilanci degli istituti di credito. Bilanci gravemente compromessi da decenni di cattiva gestione. La Cassa di Risparmio di Ferrara è in ottima compagnia, in quanto le stesse modalità sono praticate anche da altri istituti di credito italiani, tanto che praticamente tutto il settore bancario è coinvolto.

Il Movimento 5 Stelle è dalla parte dei cittadini e vuole che ogni centesimo sottratto con l’inganno venga risarcito. A livello europeo i portavoce regionali del Movimento 5 Stelle Veneto, hanno deciso di finanziare, con il taglio dei loro stipendi, un ricorso alla Corte di Giustizia Europea dei Diritti dell’Uomo. Perché ad essere lesi sono stati alcuni diritti fondamentali e inalienabili: la tutela del risparmio, l’integrità dell’individuo e la salvaguardia e il futuro delle imprese. Diritti tutelati anche dalla Costituzioni Italiana.

Il Movimento 5 Stelle sta raccogliendo i moduli di ricorso (scaricabili dal sito: www.ricorsocedu.it) e la documentazione necessaria per depositare la lettera di ricorso presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

L’azione è coordinata dal portavoce al Parlamento europeo David Borrelli (www.movimento5stelle.it/europa/cedu/) e dall’Avvocato e Professore presso l’Università di Bari Gaetano Filograno 

Il nostro ricorso non è contro le banche ma contro Bankitalia e quindi esula da possibili accordi che il truffato può aver fatto con la singola banca. In Italia non esiste un precedente giuridico di questo tipo.

Maggiori info qui: www.movimento5stelleferrara.it/ricorso-alla-corte-giustizia-europea/

David Borrelli, M5S Europa 

Movimento 5 Stelle Ferrara

Un rappresentante di commercio, causa il fallimento della propria società mandataria che non ha pagato le provvigioni e quindi rimasto senza lavoro, aveva accumulato debiti anche fiscali per oltre 160mila euro. Tale incolpevole sovra indebitamento era dovuto al fatto che, per oltre un anno, non aveva ricevuto il saldo delle proprie provvigioni, aveva dovuto ottemperare agli obblighi di mantenimento della figlia in giovane età e, non senza grandi difficoltà, aveva ricominciato un nuovo lavoro nel proprio settore.

Il peso dei debiti passati e le procedure esecutive a cui era stato sottoposto anche da parte di Equitalia, gli impedivano di ritrovare una dignità lavorativa e sociale, ed il sequestro amministrativo dell’auto non gli consentiva di lavorare.

Attraverso l’istanza presentata al Tribunale di Ferrara con l’assistenza dell’Advisor Dott. Gilberto Battistini, Gestore della Crisi, e dell’Avv. Claudio Dall’Ara, il Giudice Anna Ghedini con Decreto del 11 maggio 2017, accogliendo totalmente l’istanza presentata, cancellava integralmente la posizione debitoria, accettando a saldo della stessa la somma di 21mila euro quale quota parte dell’appartamento che il debitore possedeva in comproprietà con i fratelli, salvaguardando altresì uno degli stessi che potrà mantenerne la proprietà in quanto sua residenza. Cancellava inoltre il sequestro amministrativo dell’auto del debitore restituendola allo stesso in quanto necessaria per svolgere il proprio lavoro. Infine, stabiliva in 1.700 euro mensili la quota di minimo vitale indisponibile intoccabile da chiunque per garantire un dignitoso tenore di vita e permettere al debitore di reinserirsi a pieno titolo nel contesto produttivo e sociale.

Sportello Anticrisi M5S Ferrara