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Quando, in questa città, si toccano tasti dolenti, le risposte arrivano in maniera fulminea, quasi a voler dimostrare che “si è sul pezzo”. Ed è così che è arrivata, attraverso la stampa, la spiegazione un po’ piccata, ma strategicamente garbata, di ARCI Ferrara all'Interrogazione depositata nei giorni scorsi dal consigliere M5S Claudio Fochi sulla presenza di slot machine nella maggioranza dei circoli ARCI di Ferrara, in piena contraddizione con i principi sanciti dallo Statuto e anche con l’OdG di ARCI Emilia Romagna dell’aprile 2014 in cui si invitavano le basi associative a superare la presenza delle slot machine nelle loro sedi.

Una verifica fatta di persona, attraverso il lavoro degli attivisti, una denuncia dovuta in difesa della cittadinanza e dei numerosi gruppi che, assieme al M5S, si battono contro la gravissima piaga della dipendenza dal gioco d’azzardo, tra cui associazioni come Libera e Fuori dal Gioco.

Non possiamo non stigmatizzare alcuni passaggi quantomeno risibili della risposta, cominciando dal goffo tentativo di negare il legame tra ARCI e il partito di maggioranza (esposto in premessa all'Interrogazione) di cui a Ferrara sono a conoscenza persino i gatti.

A fare da cappello all'analisi, esposta con numeri e citazioni importanti (OMS) che danno la misura della gravità del problema, la tipica affermazione utilizzata quando si vuole evitare la risposta diretta o l’ammissione di colpa: “il tema è complesso e va analizzato seriamente”. Una bella arrampicata sugli specchi attorno al termine “complessità” quando la denuncia e la conseguente soluzione del problema sono in realtà lapalissiane: i principi sanciti nello statuto rendono assolutamente incompatibile i circoli di una associazione di promozione sociale con la presenza di strumenti di dipendenza psicologica, portatori di un danno umano, sociale ed economico di proporzioni enormi, come dimostrato dagli stessi numeri che ARCI si affanna ad elencare. Non può farci che piacere apprendere che non verranno più concesse affiliazioni ai nuovi che vogliano installare slot machine o che dal 2008 siano state cancellate convenzioni con ditte di noleggio (cosa che verificheremo), ma tutto questo ha lo stesso sapore della stalla che si chiude quando i buoi sono scappati, dato che gli attuali affiliati sono pressoché tutti ben dotati di slot (ricordiamo che a Cona esiste un’intera sala giochi!) e se dobbiamo aspettare il ricambio, i numeri della ludopatia saranno aumentati in maniera esponenziale, con inimmaginabili conseguenze. Anche i tempi della dichiarata campagna di sensibilizzazione e dello “stimolo di processi di consapevolezza dei gruppi dirigenti” sono decisamente troppo lunghi, quindi incompatibili con l’emergenza sociale e il suo livello di gravità.

All'urgenza si risponde con misure straordinarie, fatte di clausole, vincoli e controlli trasparenti e tempestivi, che non hanno nulla di complesso se si tratta di far rispettare i valori fondanti di questo tipo di associazioni, il cui rispetto, tra l’altro, sta alla base anche delle numerose agevolazioni di natura fiscale ed economica di cui godono questi esercizi commerciali.

Stupisce che un’associazione come ARCI non sia stata guidata da subito, su un tema così delicato e noto da tempo, da quel minimo di etica che dovrebbe venire ancor prima di leggi, statuti e regolamenti.

Attendiamo, per ora, la risposta scritta dell’assessore Maisto alla nostra Interrogazione, che dovrà arrivare, nei termini di legge dei 30 giorni dalla sua protocollazione, riservandoci di proseguire questa battaglia con gli strumenti istituzionali e propositivi di cui disponiamo poiché le “residue realtà che ancora non si sono adeguate alle indicazioni di ARCI Ferrara” come viene dichiarato in chiusura, più che residue sono la quasi totalità.

Avete iniziato in due, ora siamo milioni. Il sogno continua. Ciao Gianroberto, grazie per averci ridato voce e dignità.