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In vista della campagna elettorale per il rinnovo di alcune amministrazioni locali, si riaccende l'attenzione sulla stampa per una vicenda che non fa certamente onore all' immagine della politica nei riguardi dei cittadini della provincia di Ferrara: il contenzioso, controverso e assai oneroso, tra alcune amministrazioni comunali ed il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara relativo all'IMU sugli impianti idrovori ,che ricade in ultima analisi  sui contribuenti. Le opere di bonifica (impianti idrovori, canali, manufatti di regolazione strutture operative), sono beni di proprieta' pubblica e di vitale importanza per la vita del nostro territorio , di proprietà dello Stato e dati in gestione ai Consorzi di Bonifica ai fini della sicurezza idraulica, ambientale e produttiva per le imprese agricole e anche gli altri settori. Il consorzio non trae un reddito da queste attivita', infatti e' del tutto evidente la differenza con una concessione demaniale per uno stabilimento balneare che utilizza una porzione di spiaggia, o un concessionario autostradale che incassa un pedaggio; non possiamo non essere stupiti che tale concetto venga stravolto spesso nelle sedi delle commissioni tributarie, come e' evidente dalle diverse sentenze.  Il M5S si e' occupato a piu' riprese di questa vicenda attraverso diverse azioni politiche che hanno visto il coinvolgimento diretto dei vertici della bonifica, come nella seduta di prima e Terza Commissione Consiliare congiunta informativa del 10 maggio 2016. Dopo l' incontro, che sembrava aver suscitato interesse da parte di diversi componenti della maggioranza del PD, il consigliere M5S Fochi ha ripetutamente sollecitato una collaborazione concreta che era stata promessa per creare un documento da portare all' attenzione regionale. Nello scorso autunno, preso atto che tale impegno non si era concretizzato, e' stato presentato un ODG a sola firma 5 Stelle, in cui si chiede al sindaco ed alla giunta l'impegno :  

  • ad attivarsi presso gli organi competenti dell'amministrazione regionale e i parlamentari di riferimento a livello nazionale affinché assumano piena consapevolezza dell'incongruità della tassazione IMU su Impianti Idrovori (come evidenziato nel “Ritenuto”, “Rilevato” e “Considerato” del presente Ordine del Giorno) e conseguentemente mettano in atto ogni strumento in proprio potere per fare in modo di eliminare questa inopportuna  imposizione fiscale

  • a garantire che il gettito dell' imposizione IMU sulle idrovore venga utilizzato interamente per la manutenzione idraulica del territorio comunale, a supporto del lavoro del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara.


L'ODG e' ancora in attesa di essere calendarizzato, ci auguriamo che il riaprirsi del dibattito su di un tema che ha decisive implicazioni per la vita del ns territorio, con importi che oggi sfiorano i 2.800.000 euro, come riportato dal Presidente Dalle Vacche, accelleri l'arrivo dell' ODG al dibattito in consiglio comunale. 
Aggiungiamo un ulteriore elemento di riflessione rivolto all'amministrazione ed in particolare  all'Assessore al Bilancio: se è' vero che con l'attuale normativa 1/3 degli introiti fiscali legati all'Imu vengono riversati al Ministero delle Finanze a Roma, ne consegue che su 2.800.000 euro richiesti dai Comuni, circa 930.000 verrebbero di fatto persi da un territorio le cui strutture di bonifica e viarie sono sempre piu' in difficolta. Infine, se da un lato i Comuni danno atto dell’importanza vitale della funzione della Bonifica sul territorio ferrarese, dall’altro quella stessa funzione viene indebolita, trasformando di fatto i Consorzi in “sostituti d’imposta” costretti ad imporre una sorta di IMU aggiuntiva alle tasche dei cittadini.
Si proverà a chiarire questa contraddizione nel dibattito consiliare, quando ne verrà data l'opportunità.

La riforma costituzionale tanto sbandierata dal governo Renzi come strumento per ottimizzare la prassi decisionale politica ed elettorale del Paese è in realtà un serio attacco ai fondamenti della nostra democrazia, così come il legislatore costituente l’aveva concepita dopo la Seconda Guerra Mondiale e come è riassunta con mirabile sintesi nel suo primo articolo che recita “la sovranità appartiene al popolo”.

La Legge Renzi-Boschi, infatti, rappresenta una pericolosa deformazione della nostra carta costituzionale, sulla quale pende la spada di Damocle dell’Italicum, legge elettorale che finge di aggirare, con trucchetti di facciata, l’incostituzionalità del Porcellum e consente in realtà di consegnare il governo a una netta minoranza. Ed è davvero paradossale constatare che tali proposte arrivino, nel più completo e colpevole silenzio del Quirinale, da un Parlamento formato con una legge elettorale dichiarata incostituzionale.

Scendere in campo contro la riforma costituzionale del governo Renzi non è solo un dovere civico, ma un modo per salvare la nostra democrazia da una vera e propria involuzione anti democratica. Per parafrasare Di Maio, è un modo di restituire ai cittadini la democrazia del loro Paese, chiavi in mano, cosa che il M5S intende fare anche in occasione delle prossime elezioni amministrative a Roma, Napoli, Bologna e altre importanti città della nostra penisola.

L’unica forza politica veramente in grado di opporsi con successo allo scempio della democrazia ha deciso di scendere in campo massicciamente con due quesiti referendari che si prefiggono, in sintesi, di raggiungere i seguenti obiettivi: 1) Restituire ai cittadini il potere di scegliere i propri rappresentanti alla Camera dei Deputati, 2) Dare rappresentatività alla maggioranza reale degli elettori.

Nella fattispecie, con il primo quesito referendario vogliamo cancellare i capi-lista bloccati e il monopolio delle segreterie di partito nella designazione dall’alto della maggioranza dei deputati, che dovrebbero invece essere eletti in base alle preferenze espresse dai cittadini elettori. Con il secondo quesito referendario, invece, vogliamo scongiurare il pericolo di un premio di maggioranza enorme (54%) che può alterare l’esito del voto consegnando il paese in mano ad una minoranza (anche solo del 20%).

Inoltre, per il legame inscindibile tra legge elettorale e riforma della Costituzione e gli effetti nefasti dati dal loro combinato disposto, invitiamo i cittadini a firmare anche per sostenere e rafforzare la posizione del NO al referendum costituzionale di ottobre.

La riforma costituzionale, scritta da un governo amico più delle grandi banche e delle multinazionali petrolifere, non supera il bicameralismo, mette gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale) in mano ad una falsa maggioranza viziata da un premio abnorme, espropria il popolo di una parte delle sua sovranità, non taglia i costi della politica, triplica le firme necessarie per i disegni di legge di iniziativa popolare.

Per questo invitiamo i cittadini a scendere in campo e firmare per ottenere i 2 referendum abrogativi relativi all’Italicum e per il referendum sulla riforma costituzionale, presso il nostro banchetto SABATO 7 MAGGIO dalle ore 16,30 alle 19,30 in corso Martiri della Libertà (davanti Farmacia Perelli) e SABATO 14 MAGGIO, stessi orari, (luogo da definire).

                      

 

 

 

 

 

 

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