L’assessora Ferri, a una precedente interrogazione, ci rispose che la documentazione in merito alle coltivazioni nell’area dell’ex discarica Cà Leona la dovevamo chiedere all’AUSL e adesso l’AUSL ci risponde che la dobbiamo chiedere ad ARPA che, ricordiamo, nell’apposita Commissione Sanità dello scorso aprile richiesta dal Movimento 5 Stelle di Ferrara, a mezzo del suo Direttore Trentini, fece scena muta.

Quindi, allo stato attuale nessuno degli organi ufficiali ha rilasciato un atto a garanzia della salubrità delle coltivazioni agricole attualmente operative sull’ex discarica.

Per la cronaca, la competenza dei pareri sanitari, se sono stati rilasciati, è rimasta in carico all’AUSL, anche dopo la nascita di ARPAE, ed è sempre l’AUSL che deve tenere agli atti i propri pareri sanitari. Qualora non esistessero, invece, avrebbe dovuto semplicemente rispondere che non li aveva rilasciati.

Abbiamo perciò portato anche questa preoccupante carenza all’attenzione del Procuratore reggente di Ferrara.

Ilaria Morghen, M5S Ferrara

Abbiamo inoltrato al Sindaco una seconda interpellanza in merito alla sicurezza delle coltivazioni nell’area dell’ex discarica Cà Leona, ora di proprietà dei fratelli Manuzzi, Ennio e Mauro, rispettivamente vicepresidente di Banca Carife e presidente di Confindustria Ferrara e vicepresidente di Banca Caricento, proprietari anche della Ceramica Sant’Agostino, della Coem ceramiche e appunto dell’Agricola T.E.F. Snc, che coltiva sull’area della discarica restituita all’uso agricolo.

Salta subito agli occhi come, nella planimetria di Cà Leona pubblicata dal Comune tra i siti contaminati, a differenza delle altre aree adiacenti, la proprietà Manuzzi non riporti i periodi di gestione dell’ex discarica e chiediamo all’Amministrazione di porre rimedio a questa lacuna informativa e legale. Inoltre, i dati poco leggibili sono pubblicati in tabella e non allegati ai verbali di campionamento e l’unica informazione che si palesa è la sigla HERAmbiente.

Mancano anche i dati di due pozzi profondi, Casaglia alfa e beta, proprietà HERA dove sono collocati i pannelli fotovoltaici. Perché?

Chi ha eseguito i campionamenti e le analisi e con quale metodica? Ci aspettiamo che siano enti di controllo istituzionali e non privati in conflitto d’interesse perché proprietari dell’area. Poi, HERAmbiente a che titolo esegue controlli anche nella proprietà Manuzzi? Questi dati sono stati validati da ARPA Ferrara e dalla Conferenza dei Servizi?

Nella risposta alla precedente interpellanza non viene riportato l’esito specifico delle analisi sul grano citate all’anno 2009, facendo unicamente menzione di non presenza di “criticità tali da implicare l’interdizione all’uso agricolo di tali aree”, che non consente un controllo terzo della metodica e del risultato delle analisi condotte. Non vengono neanche riportati gli esiti dei controlli aggiuntivi richiesti dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sui prodotti agricoli coltivati nell’ex discarica e destinati all’alimentazione umana e/o animale e che siano stati ripetuti negli anni successivi al 2009, compresa la ricerca del cromo esavalente che aveva destato preoccupazioni sanitarie sia all’ISS che al Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Ferrara. In particolare, dovrebbero essere resi pubblici tutti i referti analitici relativi ai campionamenti eseguiti da istituzioni pubbliche, come ARPA e AUSL, sulle varie matrici ambientali e alimentari e, nello specifico, quelli in cui sono stati cercati il cromo esavalente, i PCB e affini e tutte le altre sostanze cancerogene e molto tossiche con i verbali di campionamento.

La Legge contempla il superamento o meno dei limiti fissati per l’uso del suolo residenziale e di conseguenza anche agricolo e non ammette parole soggettive e/o di ambigua interpretazione come “superamento sistematico” ma prevede invece l’analisi di rischio. L’affermazione “Il superamento dell’arsenico rimane contenuto” non è da ritenersi accettabile: 33 volte oltre i limiti di legge per la sostanza cancerogena arsenico, classificata dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) nel Gruppo 1 (agenti cancerogeni per l’uomo), per noi cittadini non è “un superamento contenuto”, vedasi il Decreto Legge n. 136 del 2013 (cosiddetto Decreto “terra dei fuochi”).

Torniamo quindi a chiedere se vi siano già dei pareri tecnici scritti dai competenti organi tecnici dell’AUSL (non solo del Servizio Igiene Pubblica ma anche del servizio Veterinario) che dichiarino che la coltivazione nei vecchi lotti dell’ex discarica Cà Leona non comporta nessun rischio aggiuntivo per la Salute Pubblica, rispetto alla coltivazione in altre zone di Ferrara e, qualora non ci siano già suddetti pareri, chiediamo al Sindaco che, in qualità di Autorità Sanitaria Locale, li acquisisca al più presto dalla competente AUSL.

Molte altre sono le controdeduzioni che presentiamo al Sindaco e a tutti i Cittadini e delle quali invitiamo a prenderne visione nell’interpellanza .

Ilaria Morghen

consigliere M5S Ferrara