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A seguito dell’interrogazione presentata nell’aprile scorso dalla consigliera del Movimento 5 Stelle di Ferrara Ilaria Morghen in merito all’applicazione nella bolletta dell’acqua, da parte del Gruppo HERA, delle tariffe per la quota di scarico e depurazione, per le quali è previsto l’esonero dal pagamento per tutti quegli utenti che effettivamente non usufruiscono di questi servizi, o perché non allacciati o non allacciabili alla pubblica fognatura o, se pur allacciati, perché la rete fognaria non è a sua volta collegata al depuratore, sulla base anche della sentenza della Corte Costituzionale n° 335/2008, l’Amministrazione comunale, attraverso l’assessore competente Caterina Ferri, ci ha risposto che, accogliendo il nostro suggerimento, chiederà ad HERA di restituire il canone di fognatura e depurazione erroneamente pagato a quelle utenze che si trovano in zone non servite e sono in possesso di una idonea autorizzazione allo scarico rilasciata dal Servizio Ambiente del Comune.

>QUI< il modulo da compilare per richiedere l'esonero dal pagamento e da inviare alla mail clienti.famiglie@gruppohera.it, oppure via fax o direttamente a mano agli sportelli Hera.

 Ilaria Morghen, M5S Ferrara

Il Movimento 5 Stelle di Ferrara ha presentato ieri in Consiglio comunale un Ordine del Giorno (protocollato nel novembre scorso dal consigliere Claudio Fochi) con l’obiettivo di sensibilizzare le forze politiche locali, regionali e nazionali sulla grave incongruenza della tassazione, prima ICI ora IMU, che, per certe tipologie di edifici, mette sullo stesso piano gli impianti di bonifica e gli opifici o le raffinerie (categoria catastale D), invece che considerarle esenti da tassazione (categoria E), come succede in altri comuni.

Crediamo invece, come ribadito dalla presidenza del ‘Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara’ e anche dalla ‘Confederazione Italiana Agricoltori’ (CIA) che, nonostante alcune sentenze avverse al consorzio e favorevoli alle amministrazioni comunali, l’ente che mantiene la sicurezza idraulica sul nostro fragile territorio per lo più anfibio non dovrebbe essere gravato da una pesante e incongrua fiscalità che ne limita, di fatto, le potenzialità di investimento e manutenzione. Tanto più che i consorzi di bonifica figurano come gestori dei beni demaniali a loro affidati, non usufruttuari, poiché non ne traggono reddito o utile (essendo enti senza scopo di lucro).

Poiché esentare questi manufatti preposti al fondamentale compito della sicurezza del territorio da una tassazione che la stessa Amministrazione comunale ferrarese considera “paradossale” e, in ultima analisi, una decisione strettamente politica (come è evidente in quelle amministrazioni dove gli impianti idrovori sono già esenti), abbiamo proposto alla Giunta di “attivarsi presso gli organi competenti regionali e nazionali affinché assumano piena consapevolezza di questa incongruenza mettendo in atto quanto in loro potere per eliminare tale inopportuna imposizione fiscale”.

Tale richiesta, parzialmente emendata dalla maggioranza, è stata accolta. Il M5S di Ferrara vigilerà affinché l’impegno assunto venga mantenuto e in tempi più rapidi di quelli occorsi per arrivare alla discussione in Consiglio di un O.d.G. che riporta sul tavolo un problema di contenziosi che si trascina da troppi anni e ha già generato aggravi ai bilanci del Consorzio di Bonifica, quindi indirettamente alle tasche dei cittadini, a cui non è nemmeno dato sapere in quali capitoli di spesa comunali finiscono poi gli introiti fiscali provenienti da questa paradossale tassazione.