Il Movimento 5 Stelle di Ferrara ha presentato ieri in Consiglio comunale un Ordine del Giorno (protocollato nel novembre scorso dal consigliere Claudio Fochi) con l’obiettivo di sensibilizzare le forze politiche locali, regionali e nazionali sulla grave incongruenza della tassazione, prima ICI ora IMU, che, per certe tipologie di edifici, mette sullo stesso piano gli impianti di bonifica e gli opifici o le raffinerie (categoria catastale D), invece che considerarle esenti da tassazione (categoria E), come succede in altri comuni.

Crediamo invece, come ribadito dalla presidenza del ‘Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara’ e anche dalla ‘Confederazione Italiana Agricoltori’ (CIA) che, nonostante alcune sentenze avverse al consorzio e favorevoli alle amministrazioni comunali, l’ente che mantiene la sicurezza idraulica sul nostro fragile territorio per lo più anfibio non dovrebbe essere gravato da una pesante e incongrua fiscalità che ne limita, di fatto, le potenzialità di investimento e manutenzione. Tanto più che i consorzi di bonifica figurano come gestori dei beni demaniali a loro affidati, non usufruttuari, poiché non ne traggono reddito o utile (essendo enti senza scopo di lucro).

Poiché esentare questi manufatti preposti al fondamentale compito della sicurezza del territorio da una tassazione che la stessa Amministrazione comunale ferrarese considera “paradossale” e, in ultima analisi, una decisione strettamente politica (come è evidente in quelle amministrazioni dove gli impianti idrovori sono già esenti), abbiamo proposto alla Giunta di “attivarsi presso gli organi competenti regionali e nazionali affinché assumano piena consapevolezza di questa incongruenza mettendo in atto quanto in loro potere per eliminare tale inopportuna imposizione fiscale”.

Tale richiesta, parzialmente emendata dalla maggioranza, è stata accolta. Il M5S di Ferrara vigilerà affinché l’impegno assunto venga mantenuto e in tempi più rapidi di quelli occorsi per arrivare alla discussione in Consiglio di un O.d.G. che riporta sul tavolo un problema di contenziosi che si trascina da troppi anni e ha già generato aggravi ai bilanci del Consorzio di Bonifica, quindi indirettamente alle tasche dei cittadini, a cui non è nemmeno dato sapere in quali capitoli di spesa comunali finiscono poi gli introiti fiscali provenienti da questa paradossale tassazione.

In vista della campagna elettorale per il rinnovo di alcune amministrazioni locali, si riaccende l'attenzione sulla stampa per una vicenda che non fa certamente onore all' immagine della politica nei riguardi dei cittadini della provincia di Ferrara: il contenzioso, controverso e assai oneroso, tra alcune amministrazioni comunali ed il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara relativo all'IMU sugli impianti idrovori ,che ricade in ultima analisi  sui contribuenti. Le opere di bonifica (impianti idrovori, canali, manufatti di regolazione strutture operative), sono beni di proprieta' pubblica e di vitale importanza per la vita del nostro territorio , di proprietà dello Stato e dati in gestione ai Consorzi di Bonifica ai fini della sicurezza idraulica, ambientale e produttiva per le imprese agricole e anche gli altri settori. Il consorzio non trae un reddito da queste attivita', infatti e' del tutto evidente la differenza con una concessione demaniale per uno stabilimento balneare che utilizza una porzione di spiaggia, o un concessionario autostradale che incassa un pedaggio; non possiamo non essere stupiti che tale concetto venga stravolto spesso nelle sedi delle commissioni tributarie, come e' evidente dalle diverse sentenze.  Il M5S si e' occupato a piu' riprese di questa vicenda attraverso diverse azioni politiche che hanno visto il coinvolgimento diretto dei vertici della bonifica, come nella seduta di prima e Terza Commissione Consiliare congiunta informativa del 10 maggio 2016. Dopo l' incontro, che sembrava aver suscitato interesse da parte di diversi componenti della maggioranza del PD, il consigliere M5S Fochi ha ripetutamente sollecitato una collaborazione concreta che era stata promessa per creare un documento da portare all' attenzione regionale. Nello scorso autunno, preso atto che tale impegno non si era concretizzato, e' stato presentato un ODG a sola firma 5 Stelle, in cui si chiede al sindaco ed alla giunta l'impegno :  

  • ad attivarsi presso gli organi competenti dell'amministrazione regionale e i parlamentari di riferimento a livello nazionale affinché assumano piena consapevolezza dell'incongruità della tassazione IMU su Impianti Idrovori (come evidenziato nel “Ritenuto”, “Rilevato” e “Considerato” del presente Ordine del Giorno) e conseguentemente mettano in atto ogni strumento in proprio potere per fare in modo di eliminare questa inopportuna  imposizione fiscale

  • a garantire che il gettito dell' imposizione IMU sulle idrovore venga utilizzato interamente per la manutenzione idraulica del territorio comunale, a supporto del lavoro del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara.


L'ODG e' ancora in attesa di essere calendarizzato, ci auguriamo che il riaprirsi del dibattito su di un tema che ha decisive implicazioni per la vita del ns territorio, con importi che oggi sfiorano i 2.800.000 euro, come riportato dal Presidente Dalle Vacche, accelleri l'arrivo dell' ODG al dibattito in consiglio comunale. 
Aggiungiamo un ulteriore elemento di riflessione rivolto all'amministrazione ed in particolare  all'Assessore al Bilancio: se è' vero che con l'attuale normativa 1/3 degli introiti fiscali legati all'Imu vengono riversati al Ministero delle Finanze a Roma, ne consegue che su 2.800.000 euro richiesti dai Comuni, circa 930.000 verrebbero di fatto persi da un territorio le cui strutture di bonifica e viarie sono sempre piu' in difficolta. Infine, se da un lato i Comuni danno atto dell’importanza vitale della funzione della Bonifica sul territorio ferrarese, dall’altro quella stessa funzione viene indebolita, trasformando di fatto i Consorzi in “sostituti d’imposta” costretti ad imporre una sorta di IMU aggiuntiva alle tasche dei cittadini.
Si proverà a chiarire questa contraddizione nel dibattito consiliare, quando ne verrà data l'opportunità.