Abbiamo inoltrato al Sindaco una seconda interpellanza in merito alla sicurezza delle coltivazioni nell’area dell’ex discarica Cà Leona, ora di proprietà dei fratelli Manuzzi, Ennio e Mauro, rispettivamente vicepresidente di Banca Carife e presidente di Confindustria Ferrara e vicepresidente di Banca Caricento, proprietari anche della Ceramica Sant’Agostino, della Coem ceramiche e appunto dell’Agricola T.E.F. Snc, che coltiva sull’area della discarica restituita all’uso agricolo.

Salta subito agli occhi come, nella planimetria di Cà Leona pubblicata dal Comune tra i siti contaminati, a differenza delle altre aree adiacenti, la proprietà Manuzzi non riporti i periodi di gestione dell’ex discarica e chiediamo all’Amministrazione di porre rimedio a questa lacuna informativa e legale. Inoltre, i dati poco leggibili sono pubblicati in tabella e non allegati ai verbali di campionamento e l’unica informazione che si palesa è la sigla HERAmbiente.

Mancano anche i dati di due pozzi profondi, Casaglia alfa e beta, proprietà HERA dove sono collocati i pannelli fotovoltaici. Perché?

Chi ha eseguito i campionamenti e le analisi e con quale metodica? Ci aspettiamo che siano enti di controllo istituzionali e non privati in conflitto d’interesse perché proprietari dell’area. Poi, HERAmbiente a che titolo esegue controlli anche nella proprietà Manuzzi? Questi dati sono stati validati da ARPA Ferrara e dalla Conferenza dei Servizi?

Nella risposta alla precedente interpellanza non viene riportato l’esito specifico delle analisi sul grano citate all’anno 2009, facendo unicamente menzione di non presenza di “criticità tali da implicare l’interdizione all’uso agricolo di tali aree”, che non consente un controllo terzo della metodica e del risultato delle analisi condotte. Non vengono neanche riportati gli esiti dei controlli aggiuntivi richiesti dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sui prodotti agricoli coltivati nell’ex discarica e destinati all’alimentazione umana e/o animale e che siano stati ripetuti negli anni successivi al 2009, compresa la ricerca del cromo esavalente che aveva destato preoccupazioni sanitarie sia all’ISS che al Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Ferrara. In particolare, dovrebbero essere resi pubblici tutti i referti analitici relativi ai campionamenti eseguiti da istituzioni pubbliche, come ARPA e AUSL, sulle varie matrici ambientali e alimentari e, nello specifico, quelli in cui sono stati cercati il cromo esavalente, i PCB e affini e tutte le altre sostanze cancerogene e molto tossiche con i verbali di campionamento.

La Legge contempla il superamento o meno dei limiti fissati per l’uso del suolo residenziale e di conseguenza anche agricolo e non ammette parole soggettive e/o di ambigua interpretazione come “superamento sistematico” ma prevede invece l’analisi di rischio. L’affermazione “Il superamento dell’arsenico rimane contenuto” non è da ritenersi accettabile: 33 volte oltre i limiti di legge per la sostanza cancerogena arsenico, classificata dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) nel Gruppo 1 (agenti cancerogeni per l’uomo), per noi cittadini non è “un superamento contenuto”, vedasi il Decreto Legge n. 136 del 2013 (cosiddetto Decreto “terra dei fuochi”).

Torniamo quindi a chiedere se vi siano già dei pareri tecnici scritti dai competenti organi tecnici dell’AUSL (non solo del Servizio Igiene Pubblica ma anche del servizio Veterinario) che dichiarino che la coltivazione nei vecchi lotti dell’ex discarica Cà Leona non comporta nessun rischio aggiuntivo per la Salute Pubblica, rispetto alla coltivazione in altre zone di Ferrara e, qualora non ci siano già suddetti pareri, chiediamo al Sindaco che, in qualità di Autorità Sanitaria Locale, li acquisisca al più presto dalla competente AUSL.

Molte altre sono le controdeduzioni che presentiamo al Sindaco e a tutti i Cittadini e delle quali invitiamo a prenderne visione nell’interpellanza .

Ilaria Morghen

consigliere M5S Ferrara

 

 

Il nuovo mercato rionale settimanale dell’Acquedotto (piazza XXIV Maggio), inaugurato ieri giovedì 13 aprile, è una manifestazione fortemente voluta e richiesta anche dal Movimento 5 Stelle e può essere a tutti gli effetti considerato come una vittoria di democrazia partecipativa.

All’origine di tale iniziativa, infatti, vi è una petizione sottoscritta da più di 300 cittadini (la maggior parte residenti proprio in zona GAD) che ha visto come promotori e presentatori il consigliere comunale di Ferrara del M5S Claudio Fochi (primo firmatario, nonché residente), la pizzeria e il bar presenti sul lato sud della piazza, tutti gli altri consiglieri M5S e altri esercenti locali.

Siamo molto soddisfatti che, dopo il vaglio tecnico della nostra petizione, il Comune abbia dato il via alle consultazioni con le associazioni deputate all’allestimento del mercato (ANVA, Strada dei Vini e dei Sapori, agricoltura biologica) che si sono concretizzate con più di una ventina di banchi vendita presenti il giovedì mattina nell’anello attorno al monumentale acquedotto, con l’obiettivo dichiarato di contribuire anche a riqualificare una splendida zona della città purtroppo, da alcuni anni, afflitta da criticità afferenti criminalità e spaccio di droga, sia di notte che di giorno.

Nel ringraziare tutti i cittadini che hanno firmato la petizione, inoltrata nel 2016, e hanno fortemente creduto in questa proposta, per dovere di cronaca, ne riportiamo il testo:

“I seguenti cittadini firmatari … CHIEDONO AL SINDACO DI FERRARA E ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE che venga istituito un MERCATO RIONALE CON FREQUENZA SETTIMANALE (con orari e giorno da decidere in comune accordo con le associazioni di categoria) a FERRARA IN PIAZZA XXIV MAGGIO, attorno allo stabile denominato ACQUEDOTTO. Poiché è noto che la zona proposta è inserita in un quartiere che necessita riqualificazione economica, sociale ed ambientale, si richiede altresì che l’Amministrazione, oltre ad agevolazioni su oneri derivanti da occupazione di suolo pubblico (Cosap), si impegni a sostenere gli oneri di una adeguata ed efficace PROMOPUBBLICITÀ”.

Altrettanto soddisfatti sono anche i cittadini e residenti firmatari che accolgono favorevolmente l’organizzazione dell’iniziativa ma contestualmente lamentano, da parte delle due maggiori testate giornalistiche cartacee ferraresi, una totale assenza di menzione nei loro confronti negli articoli pubblicati oggi in occasione dell’avvenuta inaugurazione.

Lungi da noi voler rivendicare paternità politiche, il M5S si associa al parere dei cittadini e allo stesso tempo ringrazia ancora l’Amministrazione per aver dato applicazione concreta alla proposta.

Claudio Fochi consigliere comunale M5S Ferrara