Una piantumazione di 300 nuove piante, giovani alberi della nostra flora autoctona destinati a diventare un bosco all'interno di un’area di riequilibrio ecologico alle soglie della città, una zona di particolare pregio naturalistico e il cui valore ecologico è amplificato dalla funzione di attenuazione dell’inquinamento del sottosuolo che ha reso tristemente noto, negli anni scorsi, il quadrante est della città. Un bosco “per ossigenare l’aria”, così titolavano i giornali all'indomani dell’inaugurazione dei lavori di progettazione e piantumazione, gestiti dall'Associazione Nazionale UPM (Un Punto Macrobiotico) del prof. Mario Pianesi, dall'Ufficio Verde del Comune di Ferrara e dall'Istituto Tecnico per l’Agricoltura Navarra.

 http://www.cronacacomune.it/notizie/27846/un-bosco-per-la-citta-trecento-nuove-piante-adimora-per-ossigenare-laria.html

Poteva davvero essere un lodevole esempio di gestione del territorio periurbano che aveva ricevuto il patrocinio, oltre che del Comune di Ferrara, a cui appartiene l’area, anche di autorevoli sigle come ONU, UNESCO, Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, Regione Emilia-Romagna, Corpo Forestale dello Stato. Ma dopo la parata mediatica del 10 Marzo scorso, con tanto di assessore Modonesi e volonterosi ragazzi dell’Istituto scolastico Navarra accompagnati dai loro insegnanti, il “Bosco per la città” è stato completamente abbandonato. Le giovani plantule, rimesse in piedi dopo i primi temporali primaverili da qualche abitante dell’area, sono state poi sommerse dalle erbe in competizione, mai soccorse da irrigazioni per il caldo estivo e, a fine estate, un paio di giorni fa, sono finite sfibrate e frantumate sotto la grossa trincia a cui è stata affidata la pulizia dell’area dall'erba e delle sterpaglie.

Se sia stato un grave errore per mancanza di comunicazione e controllo del lavoro lo abbiamo chiesto in un’interrogazione all'assessore Ferri, così pure di chi fosse la responsabilità della gestione di questo giovane impianto, così trascurato, finito con lo scempio della distruzione totale. Chiediamo anche se per questo progetto, fallito miseramente per incuria, incompetenza e mancanza di professionalità di chi opera nel settore del verde pubblico, siano stati spesi soldi dei cittadini. Tutto ciò che rimane del progetto del “Bosco per la città” è il ricordo dell’ennesima operazione di immagine che l’Amministrazione ha utilizzato per fregiarsi di un’anima ecologista che chiaramente non ha, vista la trascuratezza del verde pubblico in moltissime zone della città, di cui i frequenti abbattimenti di grossi alberi dentro e fuori le mura sono l’esempio più conosciuto, ma non certo l’unico. 

Lunedì 26 settembre, in Consiglio comunale, sarà discussa la nostra mozione sulla libertà di scelta nelle mense scolastiche. Tale mozione richiede appunto che sia consentita la possibilità, per i figli di quelle famiglie che lo desiderassero, di portarsi il pranzo da casa. Lo spunto ce lo ha dato una sentenza della Corte d'Appello di Torino del 19 aprile 2016 (non di una settimana fa, come afferma il dottor Vecchi). Pensiamo sia all'aspetto economico, visto il prezzo del pasto a scuola tante famiglie potrebbero decidere di risparmiare preparando il cibo in autonomia, sia all'aspetto qualitativo, i genitori potranno così seguire le proprie convinzioni alimentari e/o etiche.

Questo atto vuole essere il primo passo per mettere in discussione un sistema che impone ai ragazzi un regime alimentare “unico”, certamente basato su tabelle nutrizionali e rigorose norme igieniche, ma che non tiene conto dei cambiamenti nell'industria alimentare, dell’evoluzione scientifica, delle implicazioni ambientali, etiche e culturali legate alla scelta alimentare. Le prossime tappe saranno lo scrupoloso controllo della qualità e del prezzo del pasto proposto, da oltre dieci anni, da CIR. Così come l’attenzione doverosa verso menù vegetariani, vegani, macrobiotici, al momento assenti dall'offerta delle nostre scuole.

Riteniamo che l’accoglimento di questa mozione, supportata da una sentenza importante come quella di Torino, non possa che giovare al cammino di Ferrara verso un’apertura al cambiamento, il rispetto delle scelte personali e una crescita di consapevolezza dei diritti inalienabili all'interno di un tessuto sociale in grande cambiamento.

Partecipare è importante. Chiediamo quindi a chiunque intenda appoggiare la nostra richiesta di partecipare fisicamente al Consiglio di lunedì prossimo. Facciamo sentire la nostra presenza!