Il M5S di Ferrara assiste attonito alle procedure salvavita attive in queste ore nelle zone del terremoto che ha devastato le provincie di Rieti e di Ascoli. Esprime grande cordoglio per le vittime e vicinanza ai sopravvissuti.
Si appella al Prefetto di Ferrara perchè provveda, con precedenza prioritaria, a reclutare e rendere disponibili alloggi per accogliere gli sfollati del devastante terremoto dimostrando la sensibilità e la solidarietà di una terra, quella ferrarese, che ha avuto la sfortuna di condividere nel recente passato, una situazione di medesima sofferenza.
Analogo appello lo rivolgiamo ai Direttori dell'ASL e dell'Azienda Ospedaliera di Ferrara, perché si attivino per rendere disponibili i Dipartimenti di Emergenza delle strutture sanitarie, per l'accoglienza e l'assistenza sanitaria dei sopravvissuti e dei feriti del sisma.

👉 Il M5S rende disponibile la sede dello Sportello Anticrisi, situata presso la sala del Gruppo Consiliare (piazza del Municipio 2, Ferrara), per la raccolta dei beni di prima necessità da inviare ai gruppi locali nella sede del terremoto.
Orario di raccolta: ore 13-15 di mercoledì 24, giovedì 25 e venerdì 26 agosto.
Si necessita di: generi alimentari non deperibili, scatolame a lunga conservazione, acqua, materiali di uso quotidiano come lenzuola e vestiti (non usati), sacchi a pelo, pannolini, posate di plastica e prodotti per l'igiene intima.
👉 Inoltre, ogni cittadino che voglia collaborare attivamente con il M5S di Ferrara ad organizzare una procedura di assistenza per i cittadini terremotati del Lazio può contattare i nostri referenti locali tramite la pagina www.movimento5stelleferrara.it/contattaci

 

Dalle risposte fornite dal presidente di Ferrara Fiere e dall'assessore competente all'Interrogazione da noi presentata in merito, risulta evidente la mancanza di una visione di sviluppo del territorio ferrarese e, forse, anche da questo dipende il deficit di bilancio esistente. A tal proposito ci sentiamo di fare le seguenti critiche.

Il territorio ferrarese è prevalentemente agricolo, da anni si cerca di sviluppare industria o artigianato senza grande successo, Ferrara Fiere ha tentato di fare qualcosa, ma sembrano più tentativi maldestri che azioni mirate fatte da professionisti. Infatti, quasi tutte le fiere che sono state organizzate faticano a trovare espositori per riempire gli spazi di esposizione della fiera.

Parlando con diversi espositori le critiche più ricorrenti sono la poca affluenza, i pochi affari e i prezzi degli spazi di esposizione troppo cari. Insomma, non vale la pena essere presenti a Ferrara perché, dai tentativi fatti, non si vedono ritorni economici anche minimi. Risultato di questa situazione è che, per riempire gli spazi espositivi e salvaguardare almeno le spese di Ferrara Fiere, si allestiscono fiere miste con dentro di tutto un po’ e questo porta inevitabilmente ad abbassare il livello della manifestazione fieristica.

A nostro parere il problema andrebbe affrontato in questo modo:

1) Bene per le fiere incentrate sui prodotti agricoli locali, tipo le pere, ma bisogna riuscire a far salire questa fiera a livello internazionale attraverso la presenza di Ferrara Fiere nelle fiere agricole europee, battendo molto sul fatto che la Pera è un prodotto quasi esclusivamente coltivato nel nostro territorio;

2) Partendo dalle industrie attualmente presenti sul territorio, oggi ad esempio sono di grande attualità i rifiuti e le energie rinnovabili, è necessario organizzare un fiera impostata sul “Pianeta green”, ricercando quelle aziende e quei produttori che sono veramente all'avanguardia in questo settore. Ad esempio:

- impianti per il trattamento dei rifiuti tipo TMC;

- macchine per il recupero della plastica;

- impianti per il recupero del rame;

- impianti per il trattamento della parte organica con la realizzazione di terriccio per orticultura e floricultura (nel nostro territorio sono presenti molti vivaisti);

- produttori di inverter con accumulo incorporato;

- nuovi globi lenticolari che aumentano la capacità di produrre elettricità rispetto ai soliti pannelli fotovoltaici;

- nuovi tipi di batterie o accumulatori;

- nuovi box multiuso nei quali sono inseriti moduli fotovoltaici, pannelli solari, depuratori per l’acqua piovana, che rendono quasi autosufficiente una abitazione;

- tutti i veicoli per la mobilità elettrici;

- coinvolgimento delle scuole tecniche di grado superiore e dell’Università;

- spazi appositi dove fare conferenze a filmati sui vari prodotti tecnologici presenti in fiera, offrendo agli espositori di presentare i loro prodotti, non solo dal punto di vista visivo, ma con ampie spiegazioni tecniche.

Riassumendo, quello che stiamo dicendo è che Ferrara Fiere dovrebbe puntare sui prodotti agricoli locali, ma anche organizzare tavoli con gli imprenditori locali e l’Università ascoltando le loro necessità di ricerca e di aggiornamento. In questo modo, agendo sia su prodotti locali che sugli imprenditori locali si possono richiamare quelle novità che farebbero decollare il settore fiere di Ferrara che ora sta solo sopravvivendo contornato, purtroppo, da altri importanti centri fieristici, già in forte sofferenza, come Bologna, Padova e Verona. Senza dimenticare che lo sviluppo di questo settore diverrebbe trainante anche per gli albergatori e le strutture del turismo.