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Visto che le imprese, soprattutto giovanili, sono in netta diminuzione a Ferrara, come nel resto della Regione, vorremmo capire come la Giunta regionale sta spendendo gli oltre 2,5 miliardi di euro cofinanziati dai fondi europei che in gran parte dovrebbero essere dirette proprio all’avvio, al consolidamento e allo sviluppo di realtà imprenditoriali.

È questa la richiesta congiunta del M5S sia a livello regionale (di Raffaella Sensoli, capogruppo del Movimento 5 Stelle E-R) che a livello comunale (del consigliere pentastellato Claudio Fochi) contenuta in specifiche interrogazioni che riguardano l’utilizzo da parte della Regione dei Fondi SIE per il periodo di programmazione 2014-2020. Emerge infatti una forte discrepanza fra la grande quantità di risorse programmate e poi utilizzate e la modestia dei risultati ottenuti. Questo dato regionale assume un significato ancor più preoccupante se confrontato con la realtà di Ferrara dove da anni ormai assistiamo a un impoverimento del sistema produttivo, in particolare legato alle piccole e medie imprese. Per questo nelle interrogazioni citate si chiede quale sia il quadro attuale delle risorse programmate ed erogate a valere sui Fondi SIE (e di altri fondi regionali) in relazione allo sviluppo imprenditoriale nel territorio ferrarese, quali sono le tipologie di impresa più interessate e soprattutto quali sono stati i risultati raggiunti in termini occupazionali, anche in riferimento alla nascita e alla permanenza in attività di nuove imprese.

Nel territorio ferrarese, infatti, dove è raddoppiato il livello di povertà e dove il settore dell’export subisce una flessione del 13% in controtendenza rispetto ai valori medi regionali, e dove persistono forti criticità del sistema economico e produttivo (fra le quali il più ampio ricorso percentuale in Regione alla cassa integrazione ordinaria), per non parlare dell’impoverimento causato dal crack di Carife (più di 30 mila famiglie colpite) e alla chiusura o ridimensionamento di aziende e imprese, una oculata e mirata iniezione dei Fondi SIE potrebbe portare un po’ di ossigeno ad una economia che stenta a decollare.

Claudio Fochi, M5S Ferrara

Si è concluso lo scorso fine settimana il ‘Balloons Festival 2017’, edizione definita in “agrodolce” per le oggettive difficoltà legate alle condizioni meteorologiche sfavorevoli per il volo delle mongolfiere.

Il Presidente dell’Ente Fiera di Ferrara, Filippo Parisini, si dice tuttavia soddisfatto per l’aumento degli sponsor e per “l’esplorazione di nuove attività che nell’area parco hanno avuto un gran successo” citando attività sportive varie e generici “punti di svago” che, dichiara, sono stati presi d’assalto.

Ci auguriamo vivamente che tra i punti di svago più frequentati non ci fosse il tiro a segno in cui armi, sicuramente a salve, ma fedeli riproduzioni di quelle vere, venivano messe a disposizione di ragazzini entusiasti, con tanto di istruttori che ne svelavano il funzionamento e l’uso.

Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte di mamme di questa ennesima presenza inquietante e completamente fuori luogo all’interno di un evento internazionale tradizionalmente rivolto ad appassionati del volo, ma soprattutto a famiglie e ragazzi e che si somma a quella dello stand per il gioco d’azzardo del 2016, la cui inopportuna presenza è stata denunciata lo scorso anno sempre dal M5S e sulla quale la stessa Amministrazione ferrarese è stata costretta ad ammettere la brutta figura.

Le segnalazioni che il Balloons Festival negli ultimi anni abbia perduto la propria natura di festa dell’aria volta a trasmettere fascino e brividi del volo, peraltro dai prezzi inaccessibili per trasformarsi in una fiera commerciale e spazio di promozione di nuove pericolose tendenze, tanto allettanti per le giovani generazioni quanto diseducative, è ormai più che una percezione. Sempre meno numerose le mongolfiere in volo e domenica, nonostante la giornata di sole, addirittura totalmente assenti. Questa è una verità documentata e sempre più raccontata da molte famiglie che lamentano anche l’assurdità dell’accesso a pagamento (5 euro!) durante i fine settimana.

Interrogheremo di nuovo la Giunta comunale su questa ennesima gaffe, sulle responsabilità, sulla scelta degli sponsor e anche su altri aspetti di natura economica che riguardano l’allestimento di una manifestazione che ormai ha mantenuto ben poco della propria vocazione originaria.

Maria Teresa Pistocchi, attivista Grilli Estensi